Capitolo XXVII

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_Nonna, Oscar non può venire via con noi... ha una famiglia! I suoi si preoccuperanno da morire se sparisce così, di punto in bianco_ intervenne Jolanda. _Raul ti prego, ferma l'auto._ Rischiava di andare in panico, guardò Oscar, sembrava scosso quanto lei, ma non disse una sola parola.

_Raul!_ ripeté infilandosi tra i sedili posteriori, perché le prestasse attenzione. Lui continuò a guidare a manetta intimandole di tornare al suo posto.

_Ora calmati e rifletti_ suggerì Ramona. _Hanno fiutato il suo odore, se ritorna a casa lo seguiranno, mettendo tutti in pericolo. Sai che succederà, e poi lo useranno per arrivare a noi._

_Non direi mai niente... lo giuro!_ si affrettò a dire Oscar.

_So che non lo faresti..._ concesse con tristezza _ ma non posso farti correre un simile rischio. Nessun altro innocente dovrà morire per colpa nostra._

_Il ragazzo resterà con noi finché le acque non si calmeranno, la decisione è presa_ stabilì Raul, imboccando la strada panoramica.

A quell'ora c'era poco traffico, perciò impiegarono appena qualche ora a lasciare lo stato. Si fermarono soltanto per fare benzina e comprare del cibo. Oscar inviò un messaggio a genitori dove diceva che doveva andare via per un pò e di non preoccuparsi per lui perché stava bene. Promettendo di tornare presto. Dopodiché lo consegnò a Raul come gli era stato ordinato di fare. L'uomo impiegò un attimo a farlo a pezzi.

_Perché lo ha fatto?_ Non ricordava di aver mai odiato qualcuno, probabilmente quella era la prima volta. Era qualcosa di istintivo, sentiva di non potersi fidare di lui e non era soltanto per via di Jolanda... no, era una sensazione che nasceva dal profondo. Non sapeva neppure lui come spiegarselo, ma era così.

_Da questo momento siamo dei fantasmi, e i fantasmi non hanno bisogno di comunicare con gli altri. E' l'unico modo in cui possiamo sperare di sfuggirgli_ spiegò facendogli segno di tornare in auto.

No, quel tipo proprio non gli piaceva pensò, facendo però come aveva detto. Pochi minuti dopo arrivarono anche Jolanda e la nonna e il viaggio riprese. Trascorsero altre interminabili ore, alla fine i due si lasciarono vincere dalla stanchezza e si addormentarono, abbracciati l'uno all'altra, momentaneamente ignari di quanto accadeva intorno a loro.

_Si può sapere chi è il ragazzo?_ domandò Raul vedendoli accoccolati teneramente.

_Un suo un compagno di scuola_ si limitò a rispondere Ramona. Finché non era certa delle sue supposizioni preferiva che nessuno sapesse, neppure Raul.

_A me sembra molto di più._ Quell'imprevisto lo preoccupava più di quanto desse a vedere. Jolanda era sua, non avrebbe permesso a quello sbarbatello sbucato dal nulla di portargliela via.

_Sono stanchi,  tutta questa situazione deve averli scossi. E' normale che si sentano in sintonia_ minimizzò Ramona. Non aveva gradito il tono possessivo di Raul. Non aveva obbiettato quando Angela, la sorella maggiore di Jolanda aveva chiesto il permesso di sposarlo, veniva da una buona famiglia e inoltre sembrava in grado di proteggerla, eppure lei avrebbe preferito vedere qualcun altro al fianco della nipote. Non che la cosa avesse più senso. Ormai lei era morta, ma per Jolanda voleva il meglio e sapeva che quello non era Raul.

_Non avrebbe dovuto coinvolgerlo, è stato un grosso errore..._

_E' inutile recriminare adesso... ciò che è non può essere cambiato_ disse facendo spallucce. _Facciamo sì almeno, che la sua presenza abbia uno scopo._

_Non starai per caso suggerendo quello che sto pensando?_

_Se stai pensando che voglio che addestri anche lui... beh allora sì, è proprio ciò che sto suggerendo_ dichiarò Ramona imperturbabile. _Lo farei io stessa, ma l'artrite non mi consente più certi sforzi... è forse un problema per te?_ chiese meditabonda.

A costo della vitaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora