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THANATOS


New York, dicembre 2022.

Quella situazione non mi piaceva.

Ecate stava ballando su un tavolo di un bar alle due di notte, le donne la fissavano con sguardo assassino mentre gli uomini non le staccavano gli occhi di dosso per ben altri motivi. Le sue curve seducenti si muovevano al ritmo della musica e il suo sorriso magnetico faceva in modo da sembrare un sogno erotico ad occhi aperti, nei miei pantaloni qualcosa si mosse, ovviamente qualcosa che non avrebbe dovuto.

No, non mi piaceva per nulla.

il suo viso sembrava illuminarsi di luce propria, indossava quella forma da centinaia di anni e ormai ero quasi riuscito ad abituarmi, non avevo idea del perché quell'aspetto fosse rimasto immutato non era mai successo, avevo desiderato chiederle spiegazioni in merito innumerevole volte ma poi mi ero ricordavo di quanto non fossero più cazzi miei e avevo desistito.

Con un sospiro cercai di ignorare la sua esuberanza, sembrava una bambina, le lanciai un'altra occhiata giusto in tempo per vedere il suo seno generoso uscire di un altro maledetto centimetro da quella canottiera striminzita.

"Whiskey." Urlai al barista, il tipo dietro al bancone non mi diede retta tanto era concentrato sulla Dea della Magia, allungai il braccio così riuscire ad afferrarlo per un lembo della camicia e tirarlo a pochi centimetri dal mio viso.

"Ho. Detto. Whiskey e tieni gli occhi bassi se vuoi vivere." Scandii ogni parola, il tono minaccioso fece deglutire rumorosamente il mortale terrorizzato.

Fece come gli era stato ordinato e pochi secondi dopo mi passò un bicchiere ricolmo di liquore ambrato, lo rigirai fissandolo, quella bevanda era meravigliosa, era diventato in poco tempo il mio migliore amico durante le mie gite al di fuori dell'Oltretomba.

Ecate rise felice e io serrai il pugno, come poteva comportarsi così?

Non eravamo in viaggio di piacere ma sembrava non le fosse arrivato il memo, nonostante le stessi voltando le spalle ero fin troppo consapevole della sua vicinanza come ogni maledetta volta.

Cercai di raccontare a me stesso che il mio mal umore fosse imputabile semplicemente alla sua negligenza e non a tutti quegli esseri umani e alla loro attrazione verso di lei, non volevo nemmeno darmi una vera spiegazione del perché fossi così geloso e come ogni altra volta ignorai il problema cercando di andare avanti con la mia vita.

Una mano delicata si appoggiò sulla mia spalla, lunghe unghie laccate di rosa fecero capolinea, non mi voltai continuando a guardare il mio whiskey cercando di calmare il mio spirito bellicoso, ero maledettamente tentato di dispensare un po' di morte in quel locale mortale.

"Offrimi da bere." Mi disse una voce sensuale.

"Non questa sera dolcezza." Bevvi un sorso della mia bevanda senza nemmeno voltarmi a guardare chi mi avesse parlato.

"Penso tu debba ripensarci." Mi voltai appena un po' per guardare la ragazza, le gambe lunghe erano nude e il corpo tornito era strizzato in un microabito di un rosa acceso, i capelli biondi perfettamente acconciati le incorniciavano un viso fin troppo truccato e le labbra carnose erano la ricetta perfetta per un bel pompino.

In un momento diverso avrei accettato la sua offerta ma quel giorno non ero in vena e con quella pazza di Ecate in giro non sarei stato tranquillo fino al nostro ritorno nell'Oltretomba.

Lanciai una nuova occhiata alla Dea intenta a bere la sua birra mentre ballava.

Non c'era niente di meglio di una bionda per dimenticare una mora.

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