THANATOS
Ero a casa.
Lo sapevo, non avevo idea del come fosse successo, ma era così.
"Finalmente ti sei degnato di svegliarti." La voce di Ade si fece largo nella mia mente, mugugnai, cercando di aprire gli occhi, non provai nemmeno a mettermi seduto, mi sentivo uno straccio.
"Scusa per aver fatto attendere il mio sovrano." Biascicai, aprendo gli occhi, una luce flebile mi accolse, ringraziai mentalmente per quella cortesia.
Perlustrai la stanza, tutto era come lo avevo lasciato alla mia partenza, quel luogo familiare però non riuscii a silenziare la mia inquietudine, una parte di me era convinta fosse un sogno dalla quale sarei uscito, ritrovandomi incatenato nella cella angusta nel palazzo di Era. Sbattei di nuovo gli occhi, ma quando non mi trovai davanti il Dio della Guerra pronto per un'altra sessione di torture, mi tirai su di scatto, ignorando i capogiri.
"Cosa è successo?" Chiesi con urgenza, passandomi una mano sul viso.
"Abbiamo vinto." Mi fisse il Dio dei Morti, fissandomi intensamente.
"Mi serviranno più dettagli per comprendere questa grandiosa impresa." Alle mie parole colme di sarcasmo il Dio inarcò un sopracciglio.
"Ti lascio per qualche settimana con Era e ti ritrovo sfrontato?!" Mi chiese, il Dio si appoggiò a una parete, l'espressione appariva annoiata, ma lo conoscevo troppo bene per bermi le sue stronzate. Voleva dirmi qualcosa, ma non sapeva come.
Sbuffai, tirandomi su, appoggiai la schiena contro la testiera del letto. "No quello me lo hai insegnato tu."
"Forse Cerbero gradirà un altro bagno." Un sorriso diabolico fece capolinea sul suo viso.
"Basta cazzate, cosa è successo?" Chiesi, passandomi per l'ennesima volta una mano sugli occhi.
Ade si staccò dalla parete, fece qualche passo verso di me. "Ti concederò quest'insolenza solo perché Hyp ha dovuto raccogliere i tuoi resti con lo scottex." L'espressione seria tradì un po' di agitazione. "Abbiamo spodestato Era e messo al suo posto Apollo." Per tutto il dannato fuoco infernale e io mi ero perso la grande festa. "Dettagli un cazzo, avrai detto sì e no due parole in più." Dissi infuriato.
Con grande sforzo buttai giù i piedi dal letto. "Cosa ne è stato di Era?" Gli chiesi, stringendo i pugni.
Ti prego fai che non sia morta.
Il Dio dei Morti mi sorrise come se avesse potuto leggermi nella mente. "È scappata." Mi disse, esaudendo la mia supplica mentale.
Gli sorrisi di rimando, sgranchendomi le spalle. "Questa è proprio la notizia che volevo sentire." Mi alzai, le mie ossa protestarono animatamente, ma le ignorai. "Quando posso andare a cercarla?"
"Quando vuoi." Il sorriso del Dio si allargò.
"I sigilli di confinamento del regno dei morti sono caduti per sempre." Mi informò dopo poco.
"Siamo liberi?" Chiesi sconcertato da quella notizia.
"Sì." Com'era possibile che una singola parola racchiudesse così tante implicazioni, non sapevo nemmeno da quale parte cominciare, un milione di domande iniziarono a farsi largo in me, ma solo una sembrava importante in quel momento.
"Ecate?" Chiesi, fissandolo dritto negli occhi.
Il Dio distolse lo sguardo. "Sta per partire."
"In che senso?" Chiesi interdetto.
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La Strega e La Morte
FantasySpin-off de "Il Dio dei Morti con gli occhi di ghiaccio" e "La Primavera e il Cacciatore". Ora che finalmente Ade ha ritrovato il suo amore e possono essere felici cosa ne sarà del Dio della Morte e del suo di amore per Ecate, Dea della Magia? Dopo...
