ECATE
Sette posti al tavolo, sei Dei e un lupo.
Sembrava l'inizio di una barzelletta sconcia, iniziai a ridacchiare con l'unico risultato di far voltare Thanatos nella mia direzione, mi fissò come se mi fosse cresciuta una seconda testa.
Da quanto ero riuscita a comprendere avremmo dovuto giudicare e, o, approvare le richieste del capo del branco di Kirke.
Quella sera si sarebbe deciso tra il sangue o la pace.
Di norma ero più a favore sull'ultimo, ma se la situazione lo avesse richiesto non mi sarei tirata indietro dal primo prendendomi le mie responsabilità. Gli Dei non venivano convocati in questo modo da millenni, la situazione doveva essere davvero seria, anche perché gli Inferi non erano mai interpellati se gli altri Dei potevano evitarlo.
Insomma, a nessuno importava mai un cazzo del nostro parere. Allontanai quei pensieri prima di farli diventare rabbia e infine una bella scazzottata.
Sei sedie erano disposte da una parte del tavolo: Ares e Atena sedevano nel mezzo; Ceto e Ty nel lato destro; mentre io e than a quello sinistro. Il lupo era solo dall'altro lato, i suoi accompagnatori restavano in silenzio dietro di lui.
Fissai Ector e gli sorrisi mentre lui mi fulminava con lo sguardo astioso. "Come sta la gola?" Gli chiesi sussurrando indicandogliela, in risposta lo vidi tremare di rabbia trattenuta, se fossi stata fortunata avrei potuto sfogare un po' di tensione su quel lupo.
La cosa mi fece divertire oltre misura.
L'unica pecca fu: il solo pensiero fosse ancora libero di girare come voleva e con il potere di molestare qualche altra femmina. Questa cosa mi faceva prudere le mani, fissai Alexander e cercai di capire per quale motivo volesse un essere del genere al suo fianco.
Questo non deponeva a suo favore, anche se una debole vocina dentro di me mi rassicurava dicendomi fosse diverso e di dargli il beneficio del dubbio.
Non riuscivo a concentrami sulla filippica di Arty, stava parlando da quelle che sembravano ore sugli accordi e sulla loro importanza, sul periodo di pace e su quanto siano stati bravi i lupi e altre banalità simili.
Ogni volta cercassi di concentrarmi ero continuamente distratta dalla gamba di Than, si muoveva sotto il tavolo in modo incontrollabile da quando ci eravamo seduti.
Non ne potevo più, abbassai la mia mano sulla sua coscia piantandogli le unghie nella carne. Lui smise di muoverla e mi fissò risentito, io alzai un sopracciglio avvicinandomi al suo orecchio. "Hai finito di rompere i coglioni?" Gli chiesi scocciata.
"Non questa sera Ecate, ringrazia che sia seduto a questo tavolo e non a mettere fine a questa cosa uccidendo immediatamente il lupo che ci sta facendo perdere tempo." Mi rispose quasi ringhiando come un animale, lo fissai stupita non capendo da dove provenisse tanto astio.
"Mi vuoi dire perché ti comporti in questo modo? Non ti ho mai visto così."
"No." Fu lapidario lui. Testardo come al solito, le sue risposte non mi stupivano più di tanto, ma mi insospettirono, usava quel modo di fare solo quando la situazione era seria e non aveva ancora capito come gestirla.
"Va bene, tieniti i tuoi segreti." Ora quella risentita iniziavo ad essere io.
Tornai a concentrami sul discorso di Artemide o per lo meno ci provai, Apollo era appoggiato al camino e fissava le fiamme del braciere, lo sguardo lontano e pensieroso era un altro cattivo segno.
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La Strega e La Morte
FantasySpin-off de "Il Dio dei Morti con gli occhi di ghiaccio" e "La Primavera e il Cacciatore". Ora che finalmente Ade ha ritrovato il suo amore e possono essere felici cosa ne sarà del Dio della Morte e del suo di amore per Ecate, Dea della Magia? Dopo...
