ECATE
Non potevo credere di essere stata così stupida, mi ero prodigata tanto per salvare qualcuno che evidentemente non voleva essere salvato.
Era non stava torturando Than, chiaramente stavano facendo tutt'altro.
Con l'intenzione di ubriacarmi seguii un cameriere fino alla cucina, vi entrai e senza disturbare troppo gli umani, ammutoliti dal mio arrivo, presi una bottiglia di champagne dal bancone in metallo lucido, una volta avuto il mio bottino, mi defilai.
Mi aggirai discretamente per capire dove avrei potuto rintanarmi per autocommiserarmi, una scala appartata in un angolo richiamò la mia attenzione, la salii. Questa portava ad una balconata non illuminata, da quella posizione potevo vedere tutta la sala. Il mio sguardo si puntò su una coppia in particolare, Than stava ballando nel grande salone con la regina dell'Olimpo, le sue mani le cingevano la vita e il suo sguardo la scrutava intensamente.
Che io fossi dannata se avessi continuato a fissare quei due come fossi una guardona!
Mi voltai, appoggiando la schiena al parapetto e lentamente mi feci scivolare sul pavimento, iniziai a bere direttamente dalla bottiglia. Cercai di impedire al mio cervello di pensare troppo, ero ancora scocciata del fatto di essere colta in flagrante, quella singola lacrima mi aveva umiliata.
"Mi pare di capire, di non essere l'unico ad aver pensato di nascondermi questa sera?" Una voce calda e familiare mi arrivò dall'ombra, voltai la testa, il lupo sedeva a gambe divaricate, una mano appoggiata sul ginocchio e nell'altra reggeva una bottiglia, a giudicare dall'odore, doveva trattarsi di bourbon.
Alzai lo champagne nella sua direzione come a brindare alle sue parole. "A chi si nasconde." Dissi, bevendo un lungo sorso, lui alzò la sua nella mia direzione, bevendo anche lui.
Nessuno dei due parlò per un lunghissimo periodo, a farci compagnia la musica leggera di un'orchestra ben preparata.
"Come sono andate queste settimane?" Gli chiesi curiosa, avevo seguito la sua conferenza stampa in streaming tre settimane prima, era stato così professionale e diplomatico, da non aver capito bene come se la stesse passando.
"Abbastanza bene, gli umani sembrano aver recepito la notizia della nostra esistenza, meglio di quanto mi sarei aspettato da loro." Nella sua voce non vi era nemmeno un accenno di emozione.
Scrollai le spalle, guardando per un momento oltre le mie spalle, gli umani sembrava socializzare con tranquillità con i lupi. "Forse, dopotutto, stanno imparando."
"E tu, come stai?" Mi chiese, tornai a guardarlo, anche se parzialmente nascosto, i suoi occhi luminosi erano ben visibili e mi scrutavano attenti.
Sbuffai, bevendo un altro lungo sorso. "Ho rubato una bottiglia e me la sto scolando su un balcone nell'ombra, tu cosa dici?!"
Ora, fu il suo momento si scrollare le spalle. "Dico che non sono affari miei." La sua voce era vagamente scocciata, non riuscii a controllare una smorfia in risposta al suo tono.
"Sei arrabbiato?" Gli chiesi interdetta.
"Furioso a dirla tutta." Mi rispose lui, i suoi occhi del tutto dorati sembravano pronti a trapassarmi come raggi laser.
Sospirai, avevo avuto così tanti drammi da essermi dimenticata di come ci eravamo lasciati l'ultima volta. "Lupo..." Iniziai cercando di giustificarmi. "No, non farlo." Mi bloccò lui con voce dura.
"Non fare cosa?" Gli chiesi confusa.
Vidi la sua presa sulla bottiglia di liquore farsi più salda. "Fingere ti importi qualcosa di me." Finì, ingollando un generoso sorso.
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La Strega e La Morte
FantasySpin-off de "Il Dio dei Morti con gli occhi di ghiaccio" e "La Primavera e il Cacciatore". Ora che finalmente Ade ha ritrovato il suo amore e possono essere felici cosa ne sarà del Dio della Morte e del suo di amore per Ecate, Dea della Magia? Dopo...
