Prima prova di Soul Interaction: Chain! che ho abbandonato. Quando arriverà il suo momento, la cancellerò. La rielaborazione dell'opera si trova sul mio profilo.
Herega e Eavelin giunsero davanti l'uscita del bosco per ricontrollare la tomba di Nishida. Proprio come recitava l'incisione sulla bara, riuscirono a trovarne un'altra sul retro della tomba del custode, ma non vi era una scritta, solo una bussola indicante tra il nord e l'est.
"Hai visto Eve? Che ti dicevo? Sei un genio!" "Perché lo dici come se il genio qui fossi tu?" "Dai. Non c'è tempo per blaterare, seguiamo questa bussola"
Riuscirono a percorrere un piccolo sentiero che cominciava dalla piazza.
"Herega, non pensi che sia un po' troppo lungo questo sentiero? Forse dovremmo prendere una carrozza o un cavallo" "Lo so. Ma dove dovremmo trovarli? Qui c'è solo la piazza e questo sentiero, la faremo a piedi" "Uff, e va bene"
Cominciarono a camminare, il sentiero non sembrava finire. Si fermarono svariate volte causa stanchezza, per poi ripartire, anche se, in quelle condizioni, perdevano la speranza di finire quella lunga strada. Passarono circa tre ore e mezza, tutto si faceva buio, eppure il sentiero era ancora lì, lungo e senza fine proprio come l'inizio
"Herega, non ce la faccio più" "Sono sicuro che manca poco, resisti ancora un po' per favore" "Sono stanca, ho anche lavorato oggi, fermiamoci per la notte qui, tanto cosa vuoi che succeda, siamo isolati" "Ho capito"
Herega fece uno scatto brusco, sollevò le gambe di Eavelin con la mano sinistra, e la schiena con la destra
"Herega ma che fai? Mettimi giù! Non resisteresti 5 minuti così" "Non sono stanco. Oggi non ho fatto molto, voglio rendermi utile. E poi pesi quanto una piuma, potrei alzarti con una mano sola"
Eavelin avrebbe voluto continuare a controbattere ma la stanchezza si faceva sentire. Strinse le braccia attorno al collo di Herega, limitandosi a farsi portare. Nel frattempo passarono altri 20 minuti. Herega scorse da lontano un cartello, incuriosito, aumentò la celerità del passo, giungendovi poco dopo. Questo recitava:
"1 melien, deib"
"Cosa c'è scritto su questo cartello? 1 miglio, ladro?" "Herega scusa, ma come fai a leggere questa scrittura" "Come faccio? Ma-" Tra sé e sé: "In effetti ha ragione, che lingua è? Come sono riuscito a leggerla? Non posso nemmeno inventarmi alcuna scusa, Eve non mi crederebbe mai. Che complicatezza!"
Herega fece pochi passi in avanti, molto veloci, così da superare il cartello il prima possibile, poi iniziò a parlare
"Come faccio? C'era la traduzione sotto in piccolo, non l'hai vista?" "Herega smettila di inventarti scuse, non sai nemmeno tu perché la conosci, vero?" Il ragazzo strinse i denti e voltò la testa dalla parte opposta "Proseguiamo".
Passò poco tempo quando i due si ritrovarono davanti una mansione. Emanava un'aura tetra, ricoperta da una piccola boschiglia morente, si faceva strada tra le radici. Era color nero, impossibile da vedere di notte, se non fosse stato per una piccola finestra che lasciava trapassare la luce di una lanterna all'Interno. Le condizioni del posto erano penose. La porta era aperta, probabilmente perché, essendo sfasciata, non aveva possibilità di richiudersi. Si vedeva l'interno della struttura, dalla porta partiva un piccolo corridoio, che sarebbe finito appena 10 metri dopo. I due, sebbene inquieti, decisero di proseguire. Inaspettatamente attraversare quella mansione si rivelò una buona idea,
"Bene, sembra che il peggio sia passato" "Chiamalo peggio... Non è successo niente" "Lo so Herega, ma hai avuto paura anche tu" "Non è vero! Hai notato quanto tremavi?" "Ma cosa sentono le mie orecchie! Mi stavi stringendo così forte da bloccarmi la circolazione!" "Forse era per-" "Silenzio, per favore. Tra poco è ora di dormire" recitò una voce fuoricampo. I due si voltarono, poi Eavelin ribatté: "Scusi. E lei sarebbe?" Nessuno rispose "Non siamo qui per disturbare, dobbiamo solo trovare un posto per stare qui stanotte" "Quindi non siete di queste parti?" "No. Siamo finiti qui per caso" "Non dite altro. Se volete posso ospitarvi in casa mia per stanotte, ma una notte sola" "Ci dia un attimo"
Herega e Eavelin si allontanarono momentaneamente e si misero testa a testa per parlare sottovoce:
"Possiamo davvero fidarci di questo tipo?" "Non lo so Eve, ma abbiamo altra scelta? Neanche tu sapevi dove andare quando sei arrivata qui, eppure un posto per dormire lo hai trovato" "Sì, ma era ben diverso. Il tipo è proprietario di una taverna, un luogo pubblico. Prima o poi qualcuno sarebbe venuto. Questo tizio è spuntato dal nulla rimproverandoci del casino per poi invitarci a dormire da lui. È una cosa strana" "Sì, in effetti non hai tutti i torti anzi, hai proprio ragione. Ma dove dovremmo andare? Non possiamo nemmeno chiedergli indicazioni per un qualche posto dove andare, se non ci fidiamo di lui per andare a casa sua, perché dovremo farlo per trovare un posto sicuro?" "Herega non so che fare, inventati qualcosa!" "Ci provo"
Rivolgendosi al signore: "Non si preoccupi, non vorremo disturbare una persona appena conosciuta in questa maniera" "Ma di cosa stai parlando? Su entrate, ho qualcosa di buono da offrirvi" "No, davv-"
Una figura avvolta nell'ombra, armata di coltello, taglio l'orecchio del signore, facendolo volare via. Dopodiché fu colpito da una gomitata sul collo, che lo mise in uno stato di svenimento. Herega prese d'istinto il coltello, mettendosi davanti a Eavelin.
"Ehi, ehi, ehi! Frena ragazzo. Ti ho appena salvato e questo è il ringraziamento?" "Svelta, dimmi chi sei" "Stai calmo ragazzo. Ho ascoltato la vostra conversazione. Siete nuovi del posto, quindi siete dei puri" "Puri?" "Esatto. I puri sono coloro che vengono da fuori. Non avete letto il cartello? Deib, significa ladro. Siete sull'isola dei ladri" "Che intendi?" "I ladri non sono autorizzati a lasciare questo posto, perciò è chiamato isola. Qui vivono solo e solamente ladri, non potete fidarvi di nessuno" "E perché allora dovremo fidarci di te?" "Non ti biasimo. Hai tutto il diritto di insospettirti. Ma adesso ti prego, posa quel coltello, così vengo allo scoperto" Sottovoce: "che facciamo Eve?" Si sentì il suono di due coltelli, erano stati buttati difronte ai due, la figura uscì dall'ombra con le mani in alto.
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