Prima prova di Soul Interaction: Chain! che ho abbandonato. Quando arriverà il suo momento, la cancellerò. La rielaborazione dell'opera si trova sul mio profilo.
Un fatto importante, però, manca in questo pezzo di storia. Herega, appena entrato in contatto con la lettera, ebbe una visione, che lo aiutò a capire qualcosa di molto importante...
"Sinishter, avvicinati" "Mi dica tutto signor Meta" "Tutto ciò che mi aggrada si chiama giustizia. Una persona che comanda sugli altri non è giusta, dico bene Sinishter?" "Dice benissimo" "Ottimo. Siediti e scrivi un messaggio da parte mia. Tutto ciò che devi scrivere è:
Non manca molto tempo al discorso. Ti affido questa missione. Devi uccidere il custode, senza farti vedere da nessuno, agisci nell'ombra, dopodiché assicurati di bruciare questa lettera. E assicurati di toglierti la vita, nessuno deve saperne nulla. Altrimenti me ne assicurerò io di persona. A te la scelta".
"Ho finito signore. Ma come farà a sapere che è stato lei a scrivere questa lettera? Non penso vogliate scrivere il vostro nome, altrimenti avrà prove a sufficienza per-" "Ci ho già pensato. Sarai tu a consegnarla da parte mia. Entrerai a casa sua, e gli consegnerai la lettera, sussurrando all'orecchio che è da parte mia, assicurandoti che non ne faccia parola con nessuno, puoi farlo per me, Sinishter?" "Nessun problema signore. La consegnerò al sicario prima ancora che lei possa accorgersene" "Molto bene Sinishter".
Conseguentemente, Sinishter si mise in marcia verso la casa del sicario. Ovviamente non era a conoscenza di tutti la sua posizione, ma Meta, grazie alle sue abilità da stregone, riuscì a rintracciarlo facilmente. Sinishter non dovette attraversare l'isola dei ladri, poiché veniva dalla parte opposta. Raggiunse la casa, dove Herega trovò la lettera, e dove si trovava il sicario.
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Dentro la casa, il sicario stava affilando i suoi coltelli, e impregnando di veleno le punte delle sue frecce. Ad un tratto, tutti i rumori naturali di uccelli, ruscelli e vento si fermarono, dando spazio a un silenzio quasi disturbante, seguito da una camminata molto pesante, a passo lento. Prima ancora che l'assassino potesse accorgersene, Sinishter era già presente in casa sua.
"Hey, sei un sicario. Giusto?" Domandò Sinishter con voce rimbombante, senza farsi notare, "Anche a me piacerebbe sapere chi sei. Perché non me lo dici?" "Non ti serve sapere chi sono io. Ti basta sapere che" Disse sussurrando all'orecchio "questa lettera la manda Meta. Assicurati di non farne parola con nessuno. Altrimenti per te non ci sarà né paradiso né inferno".
Allontanatosi il pericolo, l'assassino cominciò a leggere la lettera tutto tremolante e spaventato. Queste sue emozioni si intensificarono anche mentre leggeva le lettera.
"Per me non c'è scampo. Se uccido il custode poi mi devo uccidere io. Se uccido il custode e non mi uccido ci penserà Meta. Se cerco protezione mi ucciderà chi mi ha consegnato la lettera. Se non uccido il custode mi ucciderà Meta. Non posso fare molto, anzi nulla..."
Tuttavia, l'assassino avrebbe voluto rimandare il più tardi possibile la sua morte. Perciò, decise di uccidere il custode lo stesso giorno del suo discorso, ma di non uccidersi successivamente. Tutto ciò, però, non giocò a suo favore. Sinishter aveva avvolto al braccio del ragazzo un filo, grazie al quale poteva spiarlo. In questo modo, Meta scoprì che egli non si era ucciso e, temendo che potesse rivelare quello che era stato il piano a qualcuno, lo stregone decise di usare la magia delle catene e la caratterizzazione solida per creare intorno a lui delle catene, talmente strette da riuscire a staccargli il braccio destro.
Herega decise di non parlarne ai due appena ebbe avuto questa visione. Gliene parlò durante i due giorni successivi durante i quali portarono il cadavere davanti al cospetto del nuovo custode. Quindi Herega si avvicinò a lui sussurrando: "Abbiamo ciò che cercate. L'assassino del vecchio custode è morto" "Dici davvero?" Chiese il custode attuale, "Mi creda, non mentirei mai su una cosa del genere" "D'accordo, lo annuncerò al discorso di oggi. Dopo tornate da me, e vi darò la ricompensa"
Nesh Giidna, il nuovo custode, salì sul palco. Cominciò a parlare: "Miei cari cittadini. Abbiamo delle notizie straordinarie, l'assassino di Gen Nishida, il mio predecessore è stato catturato!"
Partirono schiamazzi, gridi di festa e di gioia dalla folla. Tutti erano felici di ciò che era successo. Dopo la notizia, cominciò a parlare di ciò che avrebbe detto normalmente, senza la notizia. Finito il discorso, verso la sera, quando ormai la piazza era spoglia di persone, si incontrò con il gruppo di Herega.
"Vi ringrazio ragazzi. Non solo perché avete riportato indietro l'assassino nel nome di Nishida, ma anche perché ora, i cittadini si sono tranquillizzati, e sapranno che potremmo fare fronte a qualunque avversità" "Non ci deve ringraziare, probabilmente abbiamo fatto un favore più grande a noi che a voi. Tenete anche questa, è una lettera che era stata scritta al sicario per uccidere Nishida. Solo come prova ulteriore" Rispose Herega, "Grazie ancora giovani. Venite, vi porgo la ricompensa"
[...]
"Tenete, come riconoscimento da parte di tutta la nostra isola".
Il custode poggiò sulle mani di Herega una riproduzione in miniatura d'oro di Gen Nishida, stracolma di Mana.
"Ecco a voi. Non mi sembrate di queste parti, ma sappiate che questo pezzo per qualcuno potrebbe persino valere più di una vita intera. Tu, giovane dai capelli rossi, noto una grande forza da stregone in te, hai un mana oltre la media. Questa statua, oltre all'essere inestimabile ti sarà anche utile". "Grazie mille, la porterò con me. Non so se ci rivedremo, ma mi ricorderò della gente che ho incontrato" "Vale anche per noi, se ci dovessimo rincontrare sarete i benvenuti"
I tre si allontanarono, per tornare alla barca, una voce, però, si sentiva in lontananza, era il proprietario della taverna.
"Eavelin, aspetta. Tieni, ti ho ricucito i vestiti" "Capo. Grazie, davvero. Non era necessario" "Non fare complimenti. Se mai vorrai tornare ti aspetterò qui" Eavelin, con un po' di lacrime agli occhi, rispose con un sorriso, poi raggiunse Herega e Rensean, che avevano già raggiunto il molo.
"Vecchio, è da un po' che non ci vediamo" "Ahahahah, è passata solo poco più di una settimana".