2. Antefatto: La Guerra dell'Evaporazione

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Ma forse per il volere dell'imperscrutabile destino, dal quale opinione alcuna può esser tratta, quel surreale mondo perfetto dedito solo ed esclusivamente alla perfetta perfezione perfezionante, era condannato a disgregarsi.

E al rifondatore della Sublime Perfezione proprio, si deve far riferimento. Perenne è la celestialità delle montagne del centro, che ora cosparse d'oro, pareva che gli parlassero. Invero, il Dio dell'Oro, mentre Princìpia corroboravasi nel corso degli anni, divenne come ammaliato dallo stesso Principio di cui era foriero. Come se tutt'un tratto volesse cercar vendetta, verso coloro che l'avevano deriso e derelitto. Ciò, però, costava la Stasi Perfetta.

Ebbene, concilio fu allora chiesto al Dio del Popolo Rosso -  l'unico che poteva scioglier l'oro con facilità. Per cui accordo fu raggiunto nelle raggianti mura d'Aurelia; e promessa d'inenarrabil foggia pronunciata. 

"Io farò di te e del Rosso Popolo traslucido i più potenti esseri di Princìpia! Insieme ad Aurelia, Sole Cadente regnerà su ogni punta della stella! E di sgargiante oro verrete sommersi. Insieme, noi; assurgeremo!"

Proruppe magniloquente la péana del Riunificatore della Perfezione; ora, però, volto inspiegabilmente a distruggerla. 

Adunque, l'armi e l'osti del nord-est, subitanee a servizio si posero d'Aurelia, e con i commilitoni ingioiellati formarono la mastodontica offesa. 

E uniti furon spiriti traslucidi e demoni metafisici con gli Oriferi, i quali di dorate e imponenti armature, d'alabarde acuminate, spadoni rilucenti e lance lunghe dalla lama gemella eran a carico. 

Un'infermabile armata s'espletò da Aurelia verso Etralia. Marciando torv'e truce, fece strame di tutto ciò che la Sublime Perfezione avesse potuto ivi creare. Solo le montagne, fatta eccezione per le loro basi tutte sgretolate dalla devastazione che venne portata, rimasero indenni. Taighe, vegetazioni, castelli e fortezze costruite con lo stesso oro dagli Oriferi e il loro Dio. Tutto trasformato in cangiante fuoco dal Popolo Rosso. Tutto trasformato in imperfezione dalla profana e distruttrice Magia Aurea - altro espediente degl'abissi di quelle montagne centrali.

Il popolo dei Tempestosi provò a volgersi a usbergo. Ma l'egida conferita non fu abbastanza per fermare l'instancabile avanzata di Oro e Fuoco. L'onore, però, baciò i Tempestosi. Benché fossero d'una cospicua minoranza, con valenza si batterono alla pugna. Ciò permise loro di trafiggere gran parte dell'armata a suon di spiranti lance che d'aria vorticante serpevano nel cielo - specialmente gli Oriferi, traditori per antonomasia. Tuttavia caddero; e l'eòe terre furon a servaggio degl'invasori.

Giunto l'esercito nell'enorme castello di Etralia, Colei che dei venti era il fulcro, rimasta senza difese e obbligata dalla coercizione di Oro e Fuoco, poté solo che giurare fedeltà ai nascenti tiranni. Rimase imprigionata nel suo stesso castello, la Dea dell'Aria, visto che la Magia Aurea la privò del movimento. Nonostante fosse eterea, la maestosa potenza di quella magia sfociò oltre i confini del metafisico e la discettò.

Dopo il sud-est, veniva il sud-ovest. E a suon di colpi d'armi dorate e di lingue di fuoco, si facevano strada i Flagellatori della Perfezione. 

Quanta turpitudine, disseminata nel Regno dei Princìpi! Quanta devastazione s'abbatteva su d'ogni vegetale, su d'ogni castello. Sicché s'arrivò nelle dedaliche selve occidentali: facendo terra bruciata di tutto. 

Il Dio della Terra s'allarmò, e mandando i suoi Golem a far da baluardi, rimase a difesa della splendida Rupestride. Le Rocce Virenti, purché pregne d'ira e collera, facevano accorti i loro giganteschi passi, in modo tale da non rovinare le loro bellissime creazioni vegetali. Invero, tutte le drìadi si nascosero per i boschi, alcune scapparono e qualcheduna ch'impavida era, si schierò al fianco dei suoi Creatori. Tuttavia ciò non interessava alla nimistà. Non appena iniziato fu lo scontro, a esser in svantaggio furono le stesse Creature Primordiali di casa. (Quella loro terra non era stata creata per un ipotetico combattimento; era, anzi, doveva essere un ricettacolo di Perfezione, come ogni angolo di Princìpia).

Le Cronache Scarlatte - Il CavaliereLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora