"Chi era che v'aspettava?"
Proruppe Fleimisa completamente ristorata.
"Fleimisa!" Sbottò il Cavaliere precipitandosi da lei.
"Vedo che ti sei rimessa in carreggiata." Disse carezzandole i fianchi.
Lei gli tolse le mani di dosso.
"Sì, Cavaliere...ma la mia armatura è tutta malconcia e diruta.."
disse mesta.
"Non posso più combattere, né aiutarti...scusami."
"No, non devi fartene una cagione." Rispose il Cavaliere passandole le mani sulle guance.
"Hai dormito per tutto questo tempo e non hai lasciato spiegare a me e Bufera ciò che il tuo Signore ci ha riferito."
La Vittrice si sorprese. "L'unico e solo Dio Ardente t'ha parlato? L'Ordalia è quindi avvenuta!"
"Be', in realtà non abbiamo interloquito col Dio Ardente per antonomasia."
Disse Bufera affabilmente.
"Abbiamo parlato col suo Spirito, quale ancora alberga nell'immota statua che lo preclude."
"Oh, per il sacro Fuoco originale." Imprecò Lei di gioia. "Ditemi che v'ha detto. Credevo che le mie spade non fossero più dedite a servirlo, invece m'accorgo che l'onore mi richiama. Per anni l'ho servito nobilmente, m'è d'uopo che parliate."
"Sei scaltra, Prima lama del Fuoco." La complimentò il Cavallo.
"La tua volontà d'esserci d'aiuto verrà senz'altro ripagata: il Dio del Fuoco, di fatto, ha riferitoci di dirti che tu sarai suo Vicario, Vicario del Fuoco; e guiderai l'armata di Pira durante l'imminente guerra che Princìpia dovrà affrontare, stando dalla nostra parte."
La guerriera guatò giuliva il Cavaliere, che empaticamente le sorrise.
Onusta di gioia e smalizia allo stesso tempo si scagionò dall'amorosa presa dell'Ultimo degli Ultimi e solerte parlò con voce baritonale e seria:
"Bene, è ora di riscaldare per bene l'animo guerrigliero mio, finalmente.
"A Pira son assai legata. Per molti anni sono stata lì di guardia, quando la Città dei fuochi sabbiosi era ancora corrusca e rigogliosa di Fuoco Originale. Su tutte le strade scorrevano lava e magma puri. Poi venni trasferita nella Capitale Dorata a causa delle mie doti belliche, e da lì di Pira non l'ebbi più vista.
"Solo notizie udii da allora, notizie che di giorno in giorno arrivavano per dire quanto la mia bellissima città natale si stesse abbandonando al contrabbando e al crimine. Questo per colpa di quel tronfio Re e della sua stupida consorte vampira.
"Ancora ricordo della mia prima armatura in carbone, avevo appena sei anni e la usai per svolgere i primi allenamenti. Poi vennero le armature di basalto e infine quelle d'ossidiana, come quella che adesso m'adorna.
"L'unico momento in cui mi riavvicinai un poco a Pira fu quando il Popolo Rosso e gli Oriferi diedero battagli ai Tempestosi tra le nevi. Ma nulla più. Ottenni solamente la nomea di 'Vittrice delle fiamme' e il grado di 'Prima spada del Fuoco' dopo la pugna.
"Ora non so in che stato è ridotta la mia Pira, ma non appena c'andrò la prima cosa che farò sarà ridestare dal terreno dell'ossidiana e renderla mio usbergo, ovviamente con l'aiuto di qualche fabbro...spero qualcuno sia ancora veglio.."
Terminò attingendo a singulti di speranza.
"Non preoccuparti Fleimisa," Rimbeccò Bufera. "Quando il Fuoco venne tradito dall'Oro tutta la consistenza fiammea della Città dei fuochi sabbiosi s'obliò, lasciando spazio solamente a piceo carbone. Ma adesso, adesso che'l Vero fuoco è tornato a Pira, il carbone dev'essersi di certo ridestato in Fuoco."
STAI LEGGENDO
Le Cronache Scarlatte - Il Cavaliere
FantasíaIn un mondo dominato dal più profondo blu del Mare, gigantesche e abominevoli Creature Marine dalle esecrabili fattezze vagavano dandosi battaglia. In quel mondo non v'era emozione, sensazione o passione alcuna; solo la belligerante voglia di combat...
