70. I Dubbi dell'Onnisciente

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E con l'etra onusta di guardi, Saqirlat destò il suo concionare. 

"Mia cara solerte, devi sapere, che agl'albori di quest'era, quest'età, questa stagione, quale non so dirti quanto lunga o quanto breve sia stata, il mondo, lo stesso ove tu poggi i piedi oggi, era una mera massa informe d'acqua, della stessa acqua acida che compone l'insolcabile Mare che cinge la Stella a Quattro Punte. 

"Io, allora unito con le mie attuali controparti - Caelestis e Tenebris (quelle che devi estirpare) - facevo parte dell'Unione Suprema regolatrice della Princìpia originaria, quella caratterizzata dalla sua congenita Sublime Perfezione ora dissipata. 

"A quel tempo, però, Princìpia non esisteva. Come t'ho già detto v'era solamente abissale acqua blu. Ho, aimè, solo vaghe reminiscenze di quel frangente, poiché per me non è stato un lungo lasso di tempo; tuttavia, ciò che ricordo, è legato a un continuo parossismo sottomarino, quale si propagava di giorno in giorno. Da indi le nuvole non sono mai riuscito a nemmeno formulare delle illazioni riguardo le cose, gli orrori o le esecrazioni che quel mare ascondeva anche ai miei occhi, a Caelestis, a Tenebris. 

"Dal cosmo il mio guardo si faceva di giorno in giorno sempre più apprensivo verso le gigantesche sagome che all'imo vedevo dimenarsi, sovrapporsi e forse financo pugnarsi. 

"Mia solerte, quest'occhio adesso deve dar adito a un sentore peculiare, giacché non te le saprei descrivere. Ecco, sì, mia Dea: in questo momento sono ligio all'inconsapevolezza, la temibile e insormontabile inconsapevolezza. Posso solo darti delle fugaci informazioni, quali potrebbero però esser sbagliate. La mia pupilla guatava solo quelle ch'erano le ombre di tali Creature, e d'esse rammento solo delle grottesche ridde tentacolari, qualche gargantuesca zanna fuoriuscire dai fondali e colossali andirivieni di movimenti subacquei. 

"Sarà vero, mia dolce Dea, che l'oggettiva paura d'ogni Creatura sia l'ignoto? Credo proprio di sì. Persino io, ch'ad oggi riconosco la mia potenza, ho temuto quelle cose, giacché la loro guisa a me era sconosciuta.

"Ho temuto quelle cose finché la loro vita, per miracolo, per fortuna o per destino, a un certo punto si spense. Da abissi magari ancora più profondi di quelli che solcavano, un esiziale movimento tellurico iniziò a espletarsi. 

"Ricordo tutte quelle ciclopiche sagome andare al doppio della velocità quel tremendo giorno. Forse anche loro avevano paura. Tutta l'acqua di quell'infinito mare si scoteva; le onde s'innalzavano; e spietati venti soffiarono dal cielo bigio.

"A poco a poco, da sotto il mare, preternaturali terreni iniziarono a destarsi; e lentamente portarono tutte quelle Creature marine probabilmente all'estinzione, visto che da lì in poi non scorsi più alcun dimenarsi; e neppure ora.

"Chissà quante terre vennero portate in superficie dopo giorni e giorni di scosse e oscure perturbazioni dei recessi di questo mondo. E, mia gentile solerte, a galla si stanziò altresì la terra su cui ora io faccio da vegliardo, su cui tu fai affliggere le spade; è così che nacque Princìpia: da un imperscrutabile evento la quale spiegazione neppur io so dirti! 

"Per le sue piatte e amorfe distese di nulla e vacuità, cinque entità vennero alla luce, con l'innato intento di colorirla a loro immagine e somiglianza. Le conosci, no? Sono i cinque dèi dell'odierno Regno dei Princìpi -  anche se adesso a rimaner vegli pare ne siano solo quello dell'Oro e quella dell'Aria, non contando te, mia solerte. 

"Comunque, ciò che devi sapere è che gli dèi di Princìpia sono congeniti insieme all'Emersione.

"Queste divinità, imperiture e potenti, crearono ognuna un popolo. La Dea dell'Acqua dalle proprie ciocche esemplò dei guerrieri gelatinosi, chiamati Cavalloni; il Dio del Fuoco estrapolò dalle sue fiamme traslucidi spiriti evanescenti, confatti come un incendio; il Dio della Terra fece nascere dal suolo tarchiati golem, quadrupedi e con giardini di bellissime piante sul dorso; la Dea dell'Aria, come il Dio Ardente, generò degli spiriti appena percettibili, che però contribuirono a modellare il clima della neonata isola, a conferire etra respirabile. 

Le Cronache Scarlatte - Il CavaliereLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora