E detto ciò, l'Inesorabile Notte fece il suo corso. Reveneria, spossata, s'assopì.
Il giorno seguente il Sole stampato nel cielo limpido, coi suoi fiochi fasci di luce che filtravano smozzati tra le miriadi di rami, baciava il dolce trotto di Rivolta.
Errabondava per un paesaggio colmo di rumori che offrivano enormi favori alle orecchie e al sonno: rivoli sanguigni che crosciavano placidi; sterpi e alberi spogli che cricchiavano smossi da chissà quale Creatura; il terreno niveo che si faceva di pass'in passo sempre più soffice. Tuttavia, spuntando qua e là fra tronchi e terreni, non era esente dall'incupire il tutto qualche tomba.
Il cavallo in groppa aveva adagiata Reveneria. Che dopo un altro po' di trotti aprì gl'occhi.
"Do-dove mi trovo?" Disse con la voce impastata. "Oh, Rivolta...! Mio fedele cavallo, sei tornato..." E richiuse gli occhi, lasciandosi cullare dallo scalpiccio degli zoccoli.
"Ben svegliata, mia solerte. Sì, son ancora vigile. Le Quattro Punte ancora avranno i terreni battuti da queste robuste membra sdrucite."
"Do-dove siamo diretti...?" Disse a un certo punto la mezza vampira.
"Vedrai, mia solerte e invitta Dea. Vedrai."
"Va-va bene Rivolta...I-io mi fido di te...Fidato cavallo mio..."
"Orpo! Quand'è stata l'ultima volta che hai riposto sì tanta fiducia in qualcuno, eh?"
"Ma-mai, Rivolta..." Rimbeccò lei sempre con la voce impastata, permeata dal sonno. "Oh...! Co-cos'ho in testa, Rivolta...?" Rimbeccò poi.
"E' il tuo elmo. L'ho ritrovato in mezzo alle pruine mentr'eri assopita e in qualche modo te l'ho riposto sul capo. Ah. E con l'elmo ho recuperato altresì la spada d'avorio. Ora è nella tua guaina."
Reveneria sussultò. "Co-come?!"
"Già. E' ora di svegliarsi, mia Dea. Su!"
Di repente il cavallo se la scollò di dosso. Reveneria fece un tonfo nel sangue. Adesso era fradicia in un fiume.
"Questo non è divertente, Rivolta!" Disse riguizzando fuori dai sangui, di nuovo senza l'elmo.
"Oh oh oh, mia solerte! Ma non miri che l'ho fatto per tuo bene solo?" Rispose il cavallo smovendo la fiottante criniera e battendo gli zoccoli. "Ammira le tue membra: ora non son più trapassate da foro alcuno; le cicatrici ch'avevi si son ricucite; e il Dono della Lacrima sulla tua cinta or è pregno e carico (sì, anch'esso in qualche modo l'hai collocato grazie al mio aiuto durante la tua fase ipnagogica)."
Reveneria si guardò: tutto era tornato prisco. Tutt'al più sui cerchi dell'armatura c'era un fulgore vespertino a compagnare quello rosso. Vestigia del postremo Frammento di Perfezione.
"Be', alla fine allora devo ringraziarti per la scombussolante sveglia che m'hai dato..." Disse passandosi per i capelli roridi di rubro le mani asperse di freddo sangue. Dopodiché riprese l'elmo che veniva trasportato dalla lieve corrente e se lo rimise in testa. Reveneria era rinata. Di nuovo.
"E così il Sangue mi rende così tanta grazia da rinsavirmi se la mia tempra l'incontra..." Affermò la mezza vampira guadando melliflua.
Rivolta incedeva parallelo a lei sulla proda e le rispose: "Sì, mia solerte." E sussultante nitrì. "Oh, ancora dimentico che come Dea sei acerba. Questa era la tua prima volta che ti bagnavi in Sangue di Natura. Ebbene sì, mia Dea in erba: il Sangue ti rinsavisce pure!"
Man mano che proseguivano la corrente diveniva leggermente più forte e il crosciare del sangue aumentava. Ma ciò non fermava la canuta fanciulla dal bagnarsi nel fiume, che slargava sempre più.
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Le Cronache Scarlatte - Il Cavaliere
FantasyIn un mondo dominato dal più profondo blu del Mare, gigantesche e abominevoli Creature Marine dalle esecrabili fattezze vagavano dandosi battaglia. In quel mondo non v'era emozione, sensazione o passione alcuna; solo la belligerante voglia di combat...
