Il giorno dopo s'aprì con il sole che trapelava a sbrendoli dalle sporadiche aperture degli alberi.
Con la luce frammentata a baciare loro i capi, Reveneria e Rivolta ripresero il cammino tra le ramorute asperità abbarbicate intro il terreno.
Mano mano che penetravano nella iemale foresta le rive di sangue aumentavano, di frequenza, lunghezza e larghezza; le tombe, che di decorazioni sempre più sinuose si confacevano, si moltiplicavano; e i rami della vegetazione divenivano progressivamente più mostruosi e fiottanti.
"Sento che ci avviciniamo." Disse la Dea del Sangue.
"Bene, mia solerte. Vedo che la Perfezione finalmente t'attanaglia lo spirito."
Con un piccolo sbuffo di modestia lei rinnegò.
"Cavalca ch'è meglio." lo intimò.
E dandogli l'abbrivio con i piedi aumentò l'andatura del galoppo.
Mentre proseguivano Reveneria scorse che in delle incavature di alcuni alberi v'era movimento.
Ascoste nelle cortecce incavate erano site delle piccole creaturine attingenti a insetti antropomorfi. Esse avevano dei grandi occhioni neri e un esile corpicino peloso che gli permetteva di stare dentro delle piccole insenature.
D'un opaco verde erano pigmentate, e avevano perennemente gli occhi lucidi (quindi contorniati da sangue), come se continuamente procacciate dalla paura.
Per poco la mezza-vampira non andò a sbattere contro un albero per colpa di quegli angelici visi costernati, quali le ricordavano come s'era sentita quando a Brezza Albina la vittima era la sua famiglia.
"Mia solerte, cosa ti piglia? Sarò quasi onnisciente ma mi serve la tua guida per cavalcare."
Reveneria distolse il guardo dai tronchi che piangenti ancora la osservavano.
"No, niente...scusami Rivolta. E' solo che ho ancora delle rimembranze."
"E son questi piccoli esserini a rinnovartele?"
"Sì, mi paiono delle prede; e una preda la son sempre stata io: indifesa, schernita, derelitta."
"C'è anche del buon cuore in te, mia solerte. E quel buon cuore attenua la tua insaziabile Vendetta, nevvero?"
"Non proprio. La vendetta è la cosa che più bramo, sì; ma adesso provo un altro sentore che non saprei definire."
"Pietà, mia solerte. Tu provi pietà." Rimbeccò il cavallo. "Pietà per queste povere anime. Non te ne devi vergognare, per una che ha solcato il dolore in tutte le sue sfaccettature come te è normale. Purtroppo la bontà è scaturita solo dopo che il male è stato compiuto, e si manifesta sia verso chi ha fatto e verso chi ha ricevuto. Tutti noi nasciamo predisposti al male, per ottenere più potere, per sentirci più sicuri. La bontà è solo una giustificazione al male, al potere. Essa è semplicemente un diversivo temporaneo che serve a persuadere le menti che hanno l'ardire, la voglia di fare, la brama di compiere un obiettivo. Sai qual è l'unica forma di male che fa sfociare nel bene, mia solerte?"
"No, Rivolta." Rispose Reveneria rallentando il galoppo e ancora guardando tra i tronchi occhiuti.
"Ebbene, mia solerte: l'unica forma di male che conduce al bene è proprio la vendetta. Tu che mi puoi capire, dimmi com'è stato rinascere dopo esser stata subissata dalle più felle angherie?"
"E' stato bellissimo, Rivolta." Affermò adusta la mezza-vampira. "Mi sono sentita realizzata, al massimo. Vedere tutti quei volti prima saccenti ora porgermi riverenza mi faceva ribollire il cuore. Mi faceva sentire veramente viva, pregna di me stessa."
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Le Cronache Scarlatte - Il Cavaliere
FantasyIn un mondo dominato dal più profondo blu del Mare, gigantesche e abominevoli Creature Marine dalle esecrabili fattezze vagavano dandosi battaglia. In quel mondo non v'era emozione, sensazione o passione alcuna; solo la belligerante voglia di combat...
