24.His Lips.

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When Everything Changes


Capitolo 24


Aprii rapidamente la chiamata, portandomi il telefono all'orecchio, e titubante parlai.

-Non ci crederai, ma in questo momento stavo per chiamarti.-

-Non sai come queste parole possano farmi sentire bene, e non sai da quanto tempo volevo parlarti, mi è mancata così tanto la tua voce.- Un lieve sospiro si udì dall'altra parte della cornetta.

Sorrisi, sorrisi riascoltando la sua roca e calda voce, sorrisi perché finalmente mi sentivo bene.

- Sai sempre cosa dire, ed è sempre qualcosa che riesce a farmi sorridere.-
Parlai io, alzandomi dal letto.

-Farti sorridere è il mio obbiettivo. Ma ora voglio vederti e parlarti se per te va bene.

- ! Si, certo che va bene.- Annuii, essendo consapevole che Harry non potesse vedermi.

-Allora vengo a prenderti alle 5? Se non ci sono problemi.- Dio Harry, ovvio che va bene.

- Si, va benissimo.- Risposi, forse un po' troppo in fretta.

Dopo esserci salutati ed aver chiuso la chiamata, non potei fare a meno che buttarmi sul letto ed abbracciare il cuscino, non riuscendo a credere che fra poche ore l'avrei rivisto.

Beh, si ora penserete che non è normale il mio comportamento, dato che prima avevo cercato di evitarlo mentre in quel momento, l'unica cosa che volevo fare era poterlo stringere a me, ma è di Harry che stiamo parlando, e io non ho controllo su di me quando si parla di lui, la mia sanità va a farsi fottere insieme al buon senso.



Ero nella hall dell'hotel e mancavano pochi minuti all'arrivo di Harry, e l'ansia mi stava divorando, fino a quando vidi in lontananza vicino all'entrata un familiare cappello marrone. E fu allora, che il tempo, le persone che passavano al mio fianco, tutto intorno si fermò. Era come nei film, ed era tutto così surreale.

Si avvicinò con passo svelto e sorrideva, Dio, era bellissimo. Era soltanto un sorriso, ma non riuscii a spiegare quanto bene mi facesse.

Appena lo vidi, volevo corrergli incontro ad abbracciarlo, e stavo per farlo ma poi diedi ascolto alla mia testa, e rimasi lì, ad aspettare che fosse lui a farlo.

Ed era così strano, rivederlo dopo quel tempo che sembrava così lungo senza la sua presenza, dopo aver parlato così tanto di lui con Valentina, dopo aver voluto così tanta voglia di vederlo, anche con l'ansia addosso. Molte volte ho immaginato come potesse essere una vita con lui, essere una vera coppia.

Non mi sembrava reale vederlo davanti a me, con quegli occhi brillanti, quel sorriso, che tanto mi aveva ucciso, e quelle braccia, pronte per stringermi.

Mi abbracciò e l'unica cosa che riuscii a fare fu ricambiare. Lo strinsi fortissimo, lo strinsi come non ebbi mai avuto l'opportunità di farlo, e mi si gonfiò il cuore, sentendomi stringere ancora più forte da lui.

''Eccoti, finalmente.'' Sussurrai al suo orecchio, cazzo se mi era mancato.

Tutte quelle volte che lo immaginavo, che lo pensavo, che associavo a lui ogni canzone, non avrei mai creduto di poterlo riavere lì con me. E ringraziai Dio per quello.


*

*

*

*


Sorseggiai silenziosamente il mio frullato, mentre eravamo seduti sotto un grande albero.

Per un po' non parlammo, ma anche se in silenzio, stare al fianco di Harry mi tranquillizzava. Mi bastava soltanto essergli vicina, perché questo mi rendeva felice.

''Pensavo che non avresti mai risposto.'' Harry espresse i suoi pensieri.

''Cosa?'' mi voltai a guardarlo in modo confuso, in attesa di una sua risposta.

''Al cellulare. Pensavo che avresti chiuso o ignorato la chiamata.''

''Chiunque merita una seconda occasione, e non potrei mai ignorarti, mi sei mancato troppo. '' Eravamo a pochissimi centimetri di distanza, le nostre spalle si sfioravano, i nostri occhi si incrociarono e si dissero cose, che a parole non avremmo mai detto.

Di nuovo come in precedenza, tutto sembrò rallentare, fino a scomparire. C'eravamo solo noi e non importava del resto del mondo.

Un sorriso enorme spuntò dalle sue labbra, facendo comparire le sue fossette più belle che mai, e mi trattenni dall'infilare un dito in quell'adorabile fossetta, e combattendo contro la voglia di sorridere anch'io, perché soltanto vederlo felice, faceva stare bene anche me.

''Smettila.'' scossi la testa sorridendo, mentre portai lo sguardo avanti a me.

''Di fare cosa?'' ridacchiò prima di avvicinarsi ancora di più.

''Di sorridere in quel modo.'' la mia voce uscì fuori come un sussurro, e non ebbi il coraggio di guardarlo negli occhi.

''E perché?'' anche il suo tono di voce calò.

''Perché ho voglia di baciarti e non posso farlo.'' Mi ci volle tutto il coraggio del mondo per dirlo, e per mettere da parte la paura di una sua risposta. Ero ridicola a dirgli certe cose, ma dovevo togliermi quel peso dallo stomaco.

Ci fu un attimo di silenzio ed ero sempre più terrorizzata da una sua reazione, ma sentivo il suo sguardo scrutarmi.

''Chi ti ha detto che non puoi?'' Sentivo il suo respiro caldo sul mio collo, che mi fece rabbrividire.

Mi voltai, ed i nostri nasi si toccarono. Si avvicinò sempre di più fin quando le nostre labbra si sfiorarono. Pochi secondi dopo spostò il suo viso verso la mia guancia, poggiando delicatamente le sue labbra su di essa e con dei piccoli baci si avvicinò sempre più alla mia bocca, facendo poi incontrare le nostre labbra.

Quel bacio, Dio. Aveva un sapore così buono, di felicità, ed in quel momento ne avevo estremo bisogno.

Mi staccai per un momento, e guardai il suo volto rilassato. E mentre sorrisi lo ribaciai, l'avrei fatto fino a consumarmi le labbra.

Poggiai una mano sul suo petto e sentii il suo cuore battere allo stesso ritmo del mio. Ed in quel momento, credetemi, non c'era cosa più bella che sentire il suo corpo accanto al mio, quasi fossimo una persona sola.



N/A

Odiatemi per tutto questo ritardo, lo capirò. Ma spero che con questo capitolo mi sono fatta perdonare almeno un po'.

Passate se vi va dalla mia nuova storia '' Unknown(Tumblr) '' mi farebbe molto piacere.

Un bacio

Gxx








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