37.Bring Me To Life.

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When Everything Changes


Capitolo 37



La mattina dopo, mi alzai sbadigliando e cercando di non pensare al forte mal di testa che avevo. Quel giorno avevo intenzione di chiamare i miei amici e scusarmi il più velocemente con loro per il mio comportamento ostile e per aver cercato in tutti i modi di respingerli. 

Perché si, da quando ero tornata avevo cercato in tutti i modi di allontanarli da me, isolandomi dal resto del gruppo. Ci parlavamo soltanto a scuola per un saluto, inventando una qualsiasi scusa per non prolungare quella conversazione. Non rispondevo alle loro chiamate, ne ai messaggi e non sapevo neanch'io il motivo del mio gesto ma semplicemente non volevo che loro mi dicessero quanto io stessi sbagliando in quel momento ed essere rimproverata per essermi fatta ridurre così da un ragazzo, ne tanto meno trascinarli in quella merda con me. Odiavo essere sola, ma credevo che esserlo mi avrebbe aiutato e credevo anche che man mano che passasse il tempo, avrei sentito meno la loro mancanza, ma la verità era che volevo tornare da loro il giorno seguente, dopo aver preso quella decisione. 

Ero una persona orribile per averlo fatto, e ne ero consapevole ma volevo a tutti i costi rimediare al mio enorme sbaglio. Mi alzai velocemente dal letto, stando attenta a non svegliare mio fratello che era rimasto a dormire con me la notte precedente. 

Scesi in cucina, iniziando a prendere gli ingredienti per la torta che avevo in mente di preparare, e dopo averli appoggiati sul tavolo li controllai assicurandomi che ci fossero tutti.

''Perché devi essere così alto!'' Mi misi in punta di piedi cercando di prendere la farina che avevo dimenticato, e che era riposta nello scaffale in alto. 

''Dai! Ci sono quasi!'' Iniziai a saltellare come un canguro, e dopo aver preso un bordo della busta la tirai verso il basso. ''Pessima idea.'' Mormorai quando non riuscii a prendere al volo la farina, e questa cadde direttamente su di me, sporcandomi tutta. 

''Potresti rifarlo? Voglio riprendere tutta la scena. '' Sentii dire dietro di me, e quando mi voltai vidi mio fratello appoggiato allo stipite della porta. 

''Ha ha ha. '' Gli feci una smorfia scuotendo i capelli e prendendo la scopa per dare una ripulita. 

''Cosa stavi cercando di fare oltre a far piovere farina? '' trattenne una risata Stefano, mentre controllò i vari ingredienti. 

''Una torta Kinder. '' Buttai la farina che avevo raccolto nel cestino, e quando vidi i suoi occhi leggermente sgranati ed il suo sorriso, aggiunsi: ''Non è per te.'' Feci una linguaccia scoppiando a ridere.

''Ed ora potresti prendermi la farina? '' Indicai l'altro pacco sulla stessa mensola, e continuai a ridacchiare vedendo la sua faccia leggermente imbronciata. 

''Nana.'' borbottò lui, scompigliandomi i capelli. ''Sappi che ti ho sentito. '' lo spinsi leggermente.  ''E tu invece sai che s-..''  

''Ragazzi? Cosa state facendo? '' La voce di mia madre fermò mio fratello. ''Una torta per Valentina.'' 

''Perché?'' Mi guardò confusa lei. ''Uhm... non credeva che io fossi in grado di cucinare quindi..  eccomi qui.'' Sorrisi nervosamente.  Vidi mia madre osservare il mio volto, incerta se credermi o no, ma alla fine si arrese ''Voglio crederci. Ti serve una mano? '' 

''No, faccio io non preoccuparti! Anzi, mi sposto così fai colazione. '' Velocemente spostai tutti gli ingredienti, facendo spazio a mia madre. E dopo aver trovato la ricetta, iniziai a fare passo passo, tutto ciò che c'era scritto su quel foglio.

When Everything Changes [H.S]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora