La stanza in cui Paine si ritrovò non aveva nulla a che fare con quella della sua immaginazione. Una piccola finestrella in cima alla parete forniva una luce fioca che le permetteva di distinguere un paio di letti d'ospedale incellofanati e un macchinario medico. Due scaffali erano riempiti solo da ragnatele e polvere. C'era persino un interruttore della corrente e vecchi generatori con i fili scollegati. In fondo alla stanza rettangolare si intravedeva una porticina chiusa con un cancello, nuovo rispetto a tutto il resto. Un mazzo di fiori, ormai marci, era stato posto davanti ad esso.
"Lì non ci entro..." la voce sembrava essere uscita dall'oltretomba.
Era certa che dietro la porta si nascondesse il pazzo. Avrebbe messo la scatola sotto uno dei letti. Si incamminò in quella direzione. Non avrebbe voluto nemmeno avvicinarsi alla porta ma i letti si trovavano lì. Un passo dopo l'altro le palpitazioni aumentavano e aveva la sensazione di perdere anni preziosi di vita.
Si bloccò. Sentiva dei passi alle sue spalle. Era in trappola. Il soldato le avrebbe ordinato di aprire la scatola e una volta trovati i disegni l'avrebbero messa in una casa di cura. E cosa avrebbero pensato del disegno di lei e Robert?
Strinse la scatola contro il petto. I punti del cartone in contatto con le unghie si piegarono leggermente all'interno.
I passi erano sempre più vicini.
Si voltò verso il letto e con orrore si accorse che il cancello non era chiuso. Aveva una via di fuga, ma non voleva lanciarsi nelle braccia del pazzo. Se non si fosse allontanata troppo dalla via principale, avrebbe ridotto le possibilità di incontrarlo.
Scostò il cancello e girò il pomello della porta, era piena di grasso e polvere. Si ritrovò davanti al buio più fitto.
"C'è qualcuno qui?" chiese Jack. Scostò la giacca ed estrasse la pistola dalla fondina.
L'ambiente che celava la porta possedeva uno strano grigiore. La fioca luce le permetteva di vedere una piccola porzione dell'ambiente, dominato dalla polvere. Dalle pareti e dal pavimento si staccavano piccole porzioni di materiale che le correnti interne facevano vorticare. Ebbe paura, immaginò che tra quelle gallerie ci fossero altre uscite e strade infinite, ma non poteva titubare oltre. Entrò, con il cuore in gola, e lasciò la porta che si richiuse prontamente, segregandola all'interno.
Si voltò verso essa e tentò, invano, di riaprire il pomello, ma non c'era. La porta era liscia, una parete liscia e fredda. Alle sue spalle sentiva il vento sbuffare per i cunicoli e insieme all'aria, raffreddata dalle temperature basse del sottosuolo, trasportava un lamento particolare, centinaia di voci che piangevano.
"Aiuto!" strillò. Non le interessava più se il soldato fosse cattivo, avrebbe accettato anche una tremenda punizione se l'avesse tirata fuori da lì. Graffiava il legno della porta vecchia con l'intento di attirare l'attenzione del soldato, ma il legno non produceva rumore. Tutto, eccetto il lamento, era ovattato, protetto da una patina opaca.
"Chi c'è lì dentro?" chiese l'uomo con autorità.
Paine avvicinò l'occhio alla toppa della serratura per spiarlo.
***
Jack aveva estratto la pistola a scopo precauzionale, non si era nemmeno accorto di averlo fatto. Aveva sentito dei passi e si era spaventato. Prima di incontrare Diana non gli era mai accaduto di provare timore, di trascorrere le notti ad osservare i punti in ombra della casa, come se si aspettasse che spuntasse qualcosa. Era tutta colpa di Diana e dei suoi racconti agghiaccianti.
La stanza era vuota. Abbassò l'interruttore per accendere la luce, ma non accadde nulla. Dopo poco si accorse dei fili scollegati.
Prese la torcia che portava sempre con sé, per timore di essere attaccato nell'oscurità. La puntò subito sulla porta in fondo alla stanza. Vide distintamente il pomello girare lentamente.
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L'Angelo della Morte
ParanormalL'Angelo della Morte è un'assassina che molti considerano immortale, vaga sulla Terra da secoli per mietere le anime di coloro che ritiene impuri. Ma è davvero così che stanno le cose? Mosca, 1987 Diana è ferita e si nasconde dai soldati che la ins...
