Paine era intrappolata nel mare di rametti che le tenevano bloccate le gambe. La caduta era stata attutita dal fitto fogliame ma, allo stesso tempo, ciò che l'aveva salvata rendeva impervia la fuga. Era ancora intontita per l'accaduto e l'abbandono di Serena l'aveva scombussolata. A fatica riuscì a liberarsi. Era ricoperta di graffi e sangue, ma almeno era viva. Si tolse le foglioline impigliate nei capelli e si incamminò verso le urla e gli schiamazzi, conscia che vi avrebbe trovato i superstiti.
Si guardò intorno, spaesata; capì di aver perso i sensi dopo la caduta, perché i soccorsi erano arrivati e si apprestavano a interrogare i testimoni. Uno ad uno, dal palazzo, uscivano gli uomini della scientifica, trasportavano le barelle con i cadaveri.
La bambina intravide sua madre che sorseggiava un caffè e chiacchierava animatamente con un carabiniere. A piccoli passettini si avvicinò alla coppia e invece di attirare l'attenzione di sua madre, tirò la giacca della divisa all'agente.
"E tu chi sei, piccina?" le chiese l'uomo.
"Paine!" urlò Serena. "Sei viva piccola mia!" La strinse tra le braccia. "Cosa hai fatto? Sei ricoperta di graffi!" Le sistemò i capelli e spolverò il pigiama. "Sono stata in pena per te."
"Allora perché sei fuggita? Mi hai abbandonata in casa senza pen..."
Serena l'abbracciò con forza, spingendole la bocca contro la spalla in modo da bloccare ogni parola sconveniente. "Oh, carissima Paine. Mia adorata!"
I portantini della scientifica condussero i cadaveri all'ambulanza adibita al trasporto, ma non ve li depositavano. Ci giravano attorno per continuare la traversata verso un furgone nero sorvegliato da due cavalieri in tuta mimetica. A presiedere l'operazione c'era Paul. I cadaveri sarebbero stati trasportati a Roma la notte stessa.
Jack invece si aggirava in mezzo ai superstiti, colloquiando con il commissario Ciro d'Elia che si occupava dell'operazione. Vicino al taschino pendeva un falso distintivo dell'FBI. Prima dell'arrivo dei carabinieri, Jack aveva trovato Gerardo, unico testimone della mattanza, e lo aveva condotto nella sua vettura. Ora l'uomo attendeva un agente per la deposizione.
"Chi può aver compiuto una simile strage, avete dei sospetti?" chiese il commissario interrompendo i pensieri di Jack.
"Il colpevole della strage è uno psicopatico a cui diamo la caccia da anni. Ne conosciamo soltanto il nome." Jack congiunse le mani dietro la schiena e guardò la volta celeste per fingere preoccupazione. "Speravamo che dopo anni di silenzio, fosse morto. Invece ha ripreso la sua scia di sangue."
"Come si chiama? Possiamo fare qualcosa per facilitare le vostre operazioni?"
"Il suo nome è Robert, sappiamo solo questo."
Due giorni più tardi, Gerardo fu ritrovato cadavere nella stazione della città, i giornali dissero che probabilmente era stato accoltellato da un balordo.
STAI LEGGENDO
L'Angelo della Morte
ParanormalL'Angelo della Morte è un'assassina che molti considerano immortale, vaga sulla Terra da secoli per mietere le anime di coloro che ritiene impuri. Ma è davvero così che stanno le cose? Mosca, 1987 Diana è ferita e si nasconde dai soldati che la ins...
