Prologo 03

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    Diana si contorceva sull'asfalto. Stava esalando gli ultimi respiri affannosi. Era morta, ma l'unico motivo per cui ancora respirava era 'lui', voleva salutarla un'ultima volta.

  "Sei qui?" Credette di parlare, ma dalle sue labbra uscì un suono distorto, un lamento. La vista si stava appannando, il mondo era una tavolozza nera.

  "Sono qui.", le disse infine.

  Diana udì i suoi passi leggeri, quelli a cui si era abituata in quei cinque anni. Provò ad immaginarne il volto, siccome non poteva vederlo, ma le risultò faticoso concentrarsi.

  "Sei perdonata."

  La tenerezza con cui l'uomo pronunciò quelle semplici parole la commosse.

  "Ora devi andare, Diana."

  La donna sorrise. La bocca le si riempì di sangue e bile, il mondo si spense definitivamente, il ventre si alzò un'ultima volta e infine si abbassò. Era andata.

  In quell'istante, una bambina stava esalando il suo primo respiro. Un dito, il Suo dito, si posò su di lei. Era nato quello che gli uomini conoscevano da secoli come Azrael, l'Angelo della Morte.

L'uomo che era con Diana si voltò e sparì in un fascio di luce, una luce oscura.

L'Angelo della MorteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora