In Afghanistan, nella provincia di Nimruz, un piccolo villaggio di agricoltori era nel pieno della sua attività. Il sole si era levato da tempo quando ormai il mercato mattutino era nel pieno del suo caos. Le massaie si destreggiavano tra una bancarella all'altra in cerca della carne più prelibata, i bambini si rincorrevano tra i vicoli e gli uomini spingevano le bestie verso i pascoli.
La piazza del mercato era la più antica del paesino, la strada era ricoperta dalla sabbia e se al di sotto di questa ci fosse o meno l'asfalto, nessuno lo sapeva. Delle palazzine costruite su due piani la percorrevano da ambo i lati e con i loro colori bianchi riflettevano la luce e tenevano gli ambienti interni freschi. Non vi era vegetazione, se non qualche pianta grassa messa ad ornare le finestre.
Come ogni mattina, un anziano richiamava l'attenzione dei giovani per raccontare le notizie che aveva appreso dalle carovane che oltrepassavano l'antica via della seta su quello che, la notte precedente, era stato l'ennesimo attacco dell'"Ombra tra le ombre". Così in quei luoghi avevano preso a chiamare il tremendo assassino che stava disseminando morte in Oriente e in Occidente. Le notizie in quella zona desertica, dimenticata dalla pioggia, il distretto di Chakhansur, non avevano una comune diffusione. Nessuno possedeva un televisore o una radio e dei rari giornali che giungevano intatti, nessuno riportava notizie di quegli omicidi. Nei villaggi di periferia, dove persino la guerra tardava ad arrivare, le notizie le trasportavano i mercanti con le loro carovane.
Gli uomini e i bambini ascoltavano le parole dell'anziano, mentre le massaie, interamente coperte dal loro burqa, continuavano a fare acquisti. Tra loro si aggirava una donna che non sembrava interessata alle merci e alle storie dell'anziano.
Si muoveva goffamente, zoppicando, scostandosi con destrezza se lungo la sua via rischiava di scontrarsi con qualcuno. Anche se il burqa rendeva il suo corpo completamente inesistente, la sua figura ancheggiava vistosamente, come se portasse una cintura che le sproporzionasse i fianchi.
La maggior parte degli abitanti del villaggio la conosceva come "la storpia" e tutti le stavano alla larga. Viveva nella parte antica del villaggio, in una delle abitazioni abbandonate dall'ultima massiccia emigrazione verso zone più fertili e meno aride.
La sua veste nera aveva delle piccole macchioline sul bordo. Capitava spesso che le donne si macchiassero durante la scelta delle carni, ma la storpia non aveva toccato nessuna merce. I suoi occhi non si posavano sul mondo. Era un fantasma, una piccola macchia in un quadro dove tutto era in ordine, una nota dissonante in un'esecuzione perfetta.
La storpia si allontanò dalle stradine principali e si inoltrò tra le casette di mattoni e paglia che sorgevano ai lati delle strade.
Il vento alzava piccoli nembi di polvere e sabbia che si attaccavano alle fibre del burqa e ai suoi anfibi. La storpia era forse l'unica donna ad indossarli al posto dei sandali tradizionali.
Pian piano che si allontanava dal centro abitato e la desolazione prendeva il posto della vita, il suo incedere caracollante mutò. I passi lenti, l'ancheggiare goffo, si trasformarono in un'andatura decisa e veloce. I rumori del mercato erano lontani, ora era il silenzio a dominare, scandito solo dai passi veloci della storpia.
Quando giunse in prossimità di un alto muro in pietra, si guardò intorno, per essere certa che nessuno l'avesse seguita. Con un balzo afferrò la sommità del muro e, facendo leva con il piede, raggiunse l'estremità e si calò nella parte opposta.
Davanti alla donna c'era una casa costruita su due livelli, appartenuta forse a uno degli abitanti che aveva lasciato il villaggio. Era circondata da un alto muro di pietra ed era per questa ragione che l'aveva scelta. In pochi si avventuravano in quella parte del villaggio, dove, si diceva, albergassero gli spiriti dei vecchi abitanti che avevano perso la vita durante la loro traversata del deserto. Superstizioni, certo, ma che di poco si scostavano dalla realtà.
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L'Angelo della Morte
ParanormalL'Angelo della Morte è un'assassina che molti considerano immortale, vaga sulla Terra da secoli per mietere le anime di coloro che ritiene impuri. Ma è davvero così che stanno le cose? Mosca, 1987 Diana è ferita e si nasconde dai soldati che la ins...
