Capitolo 4

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 "No, vi prego, vi scongiuro!"

  Un colpo di frusta vibrò nell'aria e lacerò la pelle della schiena di Edoardo.

  "Vi scongiuro!" Urlava e piangeva. Era svenuto due volte da quella mattina, sperava di trovare una via di fuga nel profondo sonno dell'incoscienza, ma in entrambe le occasioni gli avevano immerso la testa nell'acqua per risvegliarlo e continuare la tortura.

  Un nuovo colpo di frusta, l'ennesimo, gli impresse una lunga ferita sulla schiena martoriata.

  "Non ho fatto nulla, lasciatemi andare!"

  Il capitano gli assestò una pesante pedata sulle ferite. Edoardo ululò per il dolore.

  Lo issò per i capelli unti. "Confessa. Sei stato tu a commettere l'omicidio!"

  Edoardo scosse la testa debolmente.

  Il capitano, furioso per l'ennesimo insuccesso, scaraventò la testa sul pavimento. Era stanco e spossato, la tortura continuava ormai da ore e non aveva soldati a disposizione per sostituirlo. I pochi che gli erano rimasti erano fuori a continuare le ricerche o di guardia sulle torri.

  "È stato quell'uomo..." bisbigliò Edoardo.

  "Non abbiamo trovato nessuno intorno alle colline. Abbiamo perlustrato l'intera vallata, comprese le abitazioni. Una spedizione è partita alla ricerca di complici che abbiano potuto prelevare il cadavere, ma per ora non abbiamo alcuna notizia. Non ci sono sospettati eccetto te che ti ostini a non confessare tutta la verità."

  Umberto stava scendendo le scale delle segrete e aveva udito le urla. Con passo cadenzato, giunse alla cella del torturato. Poggiò una mano sulla spalla di Matteo. "Capitano, lasciateci soli."

  "Come volete" baciò la mano a Umberto , riconoscente per l'attimo di tregua concessogli.

  Lo sguardo incollerito del capitano fu sostituito da quello caritatevole di Umberto.

  Edoardo sperava di trovare compassione nel cardinale.

  Umberto trattenne a stento la colazione nello stomaco, l'odore emanato dalla cella era insopportabile per le sue narici nobili. "Edoardo" gli disse "so bene che stai soffrendo" la sua voce era cadenzata e melodica. "Tuttavia devi comprendere le nostre ragioni: un pover'uomo è stato assassinato, non abbiamo altri testimoni che te, e tutte le prove conducono alla tua colpevolezza."

  Edoardo sussultò. "No, no. Dovete credermi, almeno voi! Io non sono il colpevole, non avrei mai potuto uccidere Girolamo, era così buono con me."

  "Allora perché ci menti? Non vuoi che Girolamo, il tuo protettore, riceva giustizia?"

  "Io vi ho raccontato la verità, ho visto l'uomo vibrare il colpo mortale..."

  "Ma non vuoi fornirci i particolari, ti sei soffermato solo a questa confessione...", lo rimproverò, tratteneva a stento la collera, "...noi vogliamo i particolari. IO VOGLIO SAPERE SE SEI IN COMBUTTA CON IL POPOLO ISLAMICO." Circondò il collo del carcerato con le mani e glielo strinse fino a togliergli il respiro. Vide la pelle di Edoardo trasformarsi da rossiccia a viola, il viso diventare bluastro. La sete di sangue lo stava investendo completamente, sapeva di doversi fermare, ma la sofferenza che sentiva sulle mani, il calore sprigionato dal corpo dell'uomo, il sangue nelle vene pulsanti in cerca di uno spiraglio per poter continuare il suo cammino, erano troppo invitanti.

  "Cosa fate" disse rassegnato Edoardo.

  "Questo è il volere di Dio!" proruppe. "Ho pregato per te la scorsa notte e ho invocato il perdono di Nostro Signore. Ma la persona che ha fatto questo a padre Girolamo..." scosse la testa lentamente, sul viso aveva stampato un sorriso omicida "...non merita il perdono divino. Se tu la proteggi, Dio ti punirà e lo farà per mano mia! Non pensi a ciò che stai patendo? Vale la pena proteggere una creatura del demonio?" Staccò le mani dal collo dell'uomo prima che svenisse. Gli gettò la testa all'indietro e si issò velocemente. Doveva allontanarsi il più possibile per evitare di continuare, il pensiero di causare la morte ad un uomo era una goduria e gli risultava difficile fermare la furia omicida. Ansimava e si teneva in piedi a fatica. Si mosse a passi lenti verso un barile d'acqua e vi immerse le mani. Si sciacquò il viso, incurante dell'acqua che gli bagnava le vesti. Aprì le mani, le vene erano gonfie, bramavano il collo di Edoardo, fremevano. Le richiuse di scatto.

  Una voce spettrale giunse alle sue spalle. "Dio mi perdonerà?"

  Umberto sussultò e, voltandosi, sorrise. "Certamente. Non hai visto ciò che mi ha fatto? Non ho potuto sottrarmi alla Sua volontà. Io, un uomo di chiesa, puro di cuore e pio, non riuscivo a resistere alla Sua volontà di punirti. Eppure, nella Sua grande bontà d'animo, ha deciso di concederti un'altra opportunità."

  Edoardo si guardò intorno. Una dea – perché era sicuro si trattasse di una divinità – gli aveva causato tutto quel dolore, gli aveva chiesto il silenzio, e lui, devoto, aveva obbedito. Tuttavia, nel momento del bisogno, la donna angelica non era tornata ad aiutarlo, era fuggita. Invece il suo buon Dio, non gli aveva voltato le spalle. I monaci non immaginavano che si fosse macchiato di eresia, ma Dio, lui lo sapeva e gli aveva concesso l'opportunità di redimersi. Non poteva rinunciare a quell'occasione, non voleva più soffrire. Il suo nuovo credo era ancora troppo debole per poter mantenere fedeltà ad una dea che non conosceva affatto. "Quella donna era il demonio..."

  Umberto  si accigliò. "Una donna, dici?" chiese perplesso. Se Edoardo avesse sostenuto una simile dichiarazione fin dal principio non gli avrebbe creduto, ma ora, dopo tutte quelle torture, credeva alle sue parole.

  "Sì, è stata una donna a commettere l'omicidio. Era l'emissario del demonio! Mi ha circuito, mi sono lasciato ingannare, ma non ho partecipato all'omicidio, non avrei mai potuto compiere un simile atto. Mi sono innamorato delle sue delicate fattezze..."

  Umberto era soddisfatto. "Le donne sono state create per distruggerci..."

  Edoardo lo guardò speranzoso. "Dite davvero?"

  "Mio fedele Edoardo, sai bene per quale ragione ci allontaniamo dagli altri uomini e pratichiamo il celibato. So bene che le donne sembrano tanto belle, ma dietro la bellezza si nasconde l'oscuro demonio. Le donne sono la rovina dei popoli."

  "Mi ha fatto un incantesimo. Quella strega mi ha circuito per farmi tacere!" Strinse i pugni fino a farli sanguinare. I suoi occhi erano carichi di collera.

  "Ebbene, inizi a comprendere. Ogni tanto, noi uomini possiamo concederci il piacere della carne per riprodurci, ma nulla di più."

  "Perdono.", piagnucolò, "Invoco il vostro perdono." Annaspò, tentando di allontanare l'immagine dell'amata dalla mente. "Io temo che quella donna sia realmente una strega. Credo di aver assistito alla sua sparizione. In un primo momento ho creduto che fosse morta schiantandosi sulle rocce, ma non ho udito il suono dello schianto, l'ho vista sparire nella notte..."

  "Racconti la verità?" Era confuso, non credeva che dalla mente di quell'uomo potesse uscire una simile favola. Tuttavia quella storia aveva qualcosa di affascinante, qualcosa che lo riportava alla sua fanciullezza.

  "Era una donna bionda, dai capelli lunghi e lisci come seta. Aveva due occhi chiarissimi, dello stesso colore del cielo..." Continuò la descrizione, aveva tradito la bella Iside.

  Umberto sorrideva ascoltandolo, ma il ghigno che aveva dentro si apriva sempre di più. Sarebbe stato semplice individuare una donna dalle simili fattezze. Credeva alle favole di Edoardo, avevano a che fare con l'inviata del demonio, poiché era impossibile che nessuno nel villaggio avesse visto una donna simile. "Ho un compito per te Edoardo, ti è stato assegnato da Dio in persona."

  "Vi ascolto." Aveva lo sguardo fiero.

  "Non abbiamo trovato nessuna traccia del passaggio di una persona nei campi che circondano il monastero, nel burrone non ci sono resti umani; anche se un complice avesse portato via il corpo della donna, le tracce di sangue sarebbero rimaste sulle rocce aguzze... Inoltre ogni via d'accesso era controllata dalle guardie. La donna ha cominciato ad uccidere una volta penetrata nel cuore del monastero, ha superato almeno altre venti guardie prima di ucciderne dieci. Alle entrate non è stato fatto passare nessuno...da queste mie parole puoi intuire che inizio a credere a ciò che mi hai raccontato."

  Edoardo gli strinse le mani e le baciò. "Vi ringrazio, grazie per la fiducia che mi mostrate."

  "Sarai a capo dell'esercito che istituirò per catturare questa donna e chiunque siano i suoi seguaci."

  Edoardo lo guardò con ammirazione, nessuno, in passato, gli aveva mai assegnato un compito tanto arduo. Si prostrò ai suoi piedi. "Qualsiasi cosa per voi, mio salvatore."

L'Angelo della MorteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora