Odore di foglie cadute. L'aria ne era satura. Non molti si fermavano ad annusare quella fragranza delicata, soltanto qualcuno che fosse costretto a vivere lontano da quei luoghi ne avrebbe provato nostalgia. Era l'odore dell'autunno.
Paine aprì gli occhi e fu accolta dalla luce tenue dei lampioni. Era notte fonda e una strana luna opaca riempiva il cielo. Era sdraiata sul marciapiede umido nella medesima posizione in cui si era addormentata poche ore prima. Capì di essere in preda dell'ennesima visione extracorporea.
La zona in cui si trovava le parve particolarmente familiare. Non era mai stata in quella città, ma riconobbe l'architettura, tipica della periferia italiana. Sorrise. Era tornata nel suo Paese dopo cinque lunghi anni. Si mise in piedi e attese.
Presto un fumo nero e denso si aprì alle sue spalle e racchiuse ogni più insignificante oggetto, fino ad inghiottirne i colori e le forme. La sua permanenza non sarebbe stata di piacere, aveva un compito da portare a termine: scoprire chi fosse la sua futura vittima, quale energia l'Universo volesse eliminare.
Il fumo inghiottiva i luoghi che Paine doveva evitare, risparmiando il suo obiettivo.
Paine mise le mani in tasca per proteggerle dal freddo della notte e avanzò nel corridoio che il fumo evitava. I suoi passi erano tutto ciò che riempiva il silenzio della notte, le foglie secche scrocchiavano sotto gli anfibi, liberando il leggero odore della natura.
Su un marciapiede, accanto ad un'edicola, trovo una pila di giornali e vi diede una scorsa. Il Messaggero, recitava il titolo.
Paine sgranò gli occhi, sgomenta. «Non posso crederci.»
Era a Roma. La città che ospitava il demone in seno; la città che Robert esigeva che Paine evitasse.
Lasciò che il giornale le cadesse dalle mani e riprese la sua avanzata. Teneva gli occhi fissi sul suo obiettivo, una villetta ad un piano con una recinzione formata da siepi basse, che avrebbe potuto scavalcare con facilità. Giunta al cancello d'ingresso, lesse il cognome riportato sulla cassetta della posta.
«Endo.», disse in un soffio.
Alzò lo sguardo verso l'abitazione, l'interno era al buio, ma anche se i suoi abitanti fossero stati svegli, non avrebbero potuto vedere l'intruso che avrebbe violato la loro casa. Paine non era altro che un fantasma durante i suoi viaggi extracorporei, un fantasma che sondava il terreno per poi agire in seguito.
Mise una mano sul cancelletto d'ingresso e lo trovò aperto, i proprietari avevano dimenticato di chiuderlo. Era dotato di una chiusura elettronica a scatto, facilmente apribile. Chiunque avrebbe guardato la villetta in quel momento, avrebbe visto il cancelletto aprirsi per merito di un vento inesistente. Fece un rapido sopralluogo dell'esterno e notò una finestra spalancata. Non c'erano particolari pericoli, quindi decise di entrare e di conoscere finalmente la sua vittima.
Appena salì sul davanzale, notò una stranezza a cui non aveva pensato: i mangiatori di anime, che solitamente accompagnavano i suoi viaggi, non si erano mostrati per tutto il tempo.
Si guardò intorno per scorgerli, ma, oltre al fumo nero, non ve ne era traccia. Era un fenomeno strano e se ne preoccupò subito, iniziò a temere che fosse collegato alle incursioni involontarie nel mondo degli spiriti.
Anche se debilitata dagli ultimi eventi, non poteva permettersi di prendere pause. Balzò all'interno della stanza e socchiuse gli occhi per abituarsi all'oscurità della casa. La luce esterna colpiva le superfici di un arredamento moderno; Paine riusciva a vedere un caminetto davanti a lei, proprio al centro della stanza, a pochi passi c'era un trio di divani bianchi e un tavolino in vetro su cui erano poggiati un centrotavola, una bottiglia di liquore con due bicchieri e un vassoio di biscotti. Dettagli insignificanti che per il suo sopralluogo si rivelavano importanti. Da quelli riusciva a intuire se la vittima avesse degli animali con sé, se fosse uomo o donna, oppure se vivesse sola o avesse dei bambini.
STAI LEGGENDO
L'Angelo della Morte
ParanormalL'Angelo della Morte è un'assassina che molti considerano immortale, vaga sulla Terra da secoli per mietere le anime di coloro che ritiene impuri. Ma è davvero così che stanno le cose? Mosca, 1987 Diana è ferita e si nasconde dai soldati che la ins...
