Matteo raggiunse gli appartamenti di Umberto alle prime luci dell'alba. Aveva il volto segnato per la notte insonne appena trascorsa. Si era occupato di trasportare il cadavere di Girolamo fuori dalle mura del regno pontificio e aveva impartito l'ordine di seppellire i cadaveri dei soldati, non sapeva cosa avrebbe detto alle famiglie di quegli uomini, ma era certo che Umberto avesse già trovato una soluzione.
Matteo conosceva quei soldati personalmente, li aveva scelti uno ad uno per quell'incarico basandosi sull'esperienza in guerra che avevano accumulato, non erano degli sprovveduti e la facilità con cui erano stati sopraffatti era sorprendente. Erano stati colpiti con un pugnale, alla giugulare. Riteneva impossibile che una sola persona, per quanto fosse esperta nel combattimento, avesse fronteggiato da sola dieci uomini che nella loro vita avevano ucciso centinaia di infedeli.
Ora gli toccava un compito gravoso: comunicare a Umberto l'esito delle ricerche. Non era tranquillo, tutti conoscevano il temperamento del cardinale e avrebbe potuto compiere una sciocchezza, anche uccidere il mittente delle cattive notizie. Era per questa ragione che Matteo aveva preferito recarsi in prima persona da lui. Aveva perso troppi compagni e il rispetto che Umberto nutriva nei suoi confronti l'avrebbe salvato, almeno lo sperava.
Si bloccò a ridosso della porta, aveva la bocca secca, le ginocchia gli tremavano. Bussò energicamente e attese una risposta.
La voce di Umberto non si fece attendere: "Avanti, entrate pure, sono sveglio."
Matteo entrò, esitante. Umberto era seduto davanti allo scrittoio e non era solo in camera. Silvio e il cardinale Luca, un vecchio dall'aria stanca, si erano uniti a lui per eseguire delle ricerche approfondite sulla vita privata della vittima. Stavano spulciando le memorie dell'uomo e Matteo lesse sui loro volti una pesante frustrazione.
"Che accade capitano? Avete delle notizie positive?" chiese speranzoso Silvio.
"I corpi sono stati fatti sparire come da voi richiesto." Si ricordò di indossare il cappuccio, la notte, seppur estiva, era stata umida. Lo tolse in segno di rispetto. "Le ricerche dell'uomo hanno dato esito negativo. A quanto pare non ha usato le vie conosciute per raggiungere Perugia, le guardie poste ai confini della città non hanno visto passare nessuno. Credo che abbiate ragione, Edoardo ci nasconde la verità."
"Parole sante, capitano." Umberto chinò il capo per pensare. "Iniziate l'interrogatorio. Se non dovesse raccontarvi la verità, siete autorizzato all'utilizzo della tortura."
Matteo si inchinò: "Sarà fatto." Lasciò la stanza. Non amava utilizzare la tortura, ma se Edoardo era davvero un complice dell'assassino o l'aveva aiutato a scappare o, peggio ancora, era stato lui a commettere i delitti, erano tutti in pericolo. Nel monastero erano riuniti i membri ecclesiastici più illustri e ora c'era anche il nuovo Papa da proteggere. Vi era la possibilità che l'assassino si aggirasse ancora, indisturbato, tra le mura del monastero.
Appena Matteo se ne fu andato, i tre ripresero la conversazione interrotta con il suo arrivo.
"Sono preoccupato" iniziò Silvio "quello che è riportato qui mi sconcerta. Non capisco come possiamo essere stati tanto ciechi da non intuire la reale natura di Girolamo. Che scandalo..." Girava velocemente le pagine del diario, le annotazioni di Girolamo non appartenevano ad un uomo dalla mente sana. Vi erano riportate le peggiori fantasie che la mente umana potrebbe produrre, ma ciò che preoccupava Silvio era la concretizzazione di tali fantasie. Girolamo era stato nei territori africani per tanto tempo, aveva partecipato a spedizioni in Terrasanta e aveva approfittato della lontananza dalla sede della Chiesa per abbandonare la retta via e condurre una vita lussuriosa. Aveva sparso eredi illegittimi in ogni dove e più tardi li aveva brutalmente assassinati. Sul diario erano riportate minuziosamente tutte le torture compiute sui bambini.
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L'Angelo della Morte
ParanormalL'Angelo della Morte è un'assassina che molti considerano immortale, vaga sulla Terra da secoli per mietere le anime di coloro che ritiene impuri. Ma è davvero così che stanno le cose? Mosca, 1987 Diana è ferita e si nasconde dai soldati che la ins...
