Capitolo 12

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Pov. Josh

Ero appena uscito da quella fottuta camera... ancora non potevo credere a cosa era appena successo, non solo avevo ceduto e avevo dato a quella stupida puttana ciò che voleva: un fottuto quaderno su cui scrivere, ma ero riuscito pure a farmi fottere da lei... cazzo... chi lo sapeva che quel quaderno conteneva le fottute cose che quella psicopatica di mia madre mi face...ero convinto di aver eliminato tutte le tracce di lei... compreso quel buono a nulla di mio padre...

-porca merda!- urlai con tutto il fiato che avevo in gola.

Dopo ore, e svariati tentativi di autocontrollo per non andare di nuovo in quella stanza per chiudere una volta per tutte le bocca a quella troia da quattro soldi, autoconvincendomi che ucciderla prima smorzerebbe il divertimento...mi diressi in camera mia, e distendendomi sul letto, misi fine a questa giornata del cazzo.

La mattina seguente mi svegliai completamente sudato e con il fiato corto... non era stato un vero e proprio incubo, solo un ammasso di ricordi ripetuti uno dopo l'altro nel sonno. Cominciando dalla morte della mia psicopatica madre alle sere, pomeriggi, mattini in cui mio padre, completamente ubriaco mi picchiava senza alcun motivo apparente... alla sensazione che provai infilando lentamente un coltello nella sua fottuta gola da drogato, una sensazione serena, paradisiaca, che aumentava colpo dopo colpo...finito di inveire con tuttala mia rabbia su di lui un senso di libertà mi invase, facendomi finalmente capire qual era lo scopo della mia vita, cosa mi rendeva realmente felice: uccidere.

Dapprima non facevo caso a chi o cosa uccidevo, ma dopo che per sbaglio, in un amplesso uccisi la mia prima e vera ragazza strangolandola, tutto mi fu chiaro... perché non usare le donne come un oggetto usa e getta, prima si usano per bene, poi si gettano, morte...

Erano passati due giorni da quando chiusi la porta della sua stanza, lei non aveva detto nulla e io avevo mantenuto il silenzio, lasciando chiusa la porta. Il primo pomeriggio lo passai a riflettere, mentre la mattinata e buona parte del pomeriggio la usai per scoparmi più donne possibile sul divano, arrivavano, venivano e se ne andavano...non sempre in questo ordine...mentre ora sto aspettando, indeciso sul da farsi, entrare e affrontarla, dandole il cibo che le spetta o ignorarla e lasciarla morire di fame? Anche se mi ostinavo a pensarci, sapevo benissimo qual era la risposta giusta, sapevo cosa dovevo fare, anche se mi terrorizzava farlo dovevo, non potevo più tergiversare, non solo perché oramai la testami scoppiava per la troppa concentrazione su una cosa soltanto o perché mi ero scopato tutto lo scopabile, ma anche perché non potevo permettere che lei morisse di fame, non erano questi i miei piani, i miei piani prevedevano molto più dolore e divertimento da parte mia, così diventava solo un'inutile spreco di tempo... ed energia. Non avevo portato a casa una ragazza qualunque, non mi ero fatto un culo colossale per conquistare la sua fiducia, facendola addirittura innamorare di me, di una personalità inventata, studiata per filo e per segno...oh, no non avrei fatto finire tutto così, lei sapeva di -Jos, ma non per forza doveva essere una brutta cosa... anzi questo suo interessarsi poteva tornarmi molto utile...

Senza tentennare un secondo di più mi decisi, aprii la porta ed entrai, pronto a cominciare.


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