Pov. Josh
Ero uscito da quella camera letteralmente furente, non so cosa mi fosse preso, ma a quelle parole, per altro completamente veritiere, non ero riuscito a trattenermi. Forse, un po', la colpa era del suo tono completamente disinteressato e privo di qualsivoglia emozione, ma al contempo dannatamente sexy e fottutamente provocante, nulla a che fare col il tono orribilmente spaventato e stuccosamente dolce che usava abitualmente... era una delle cose che maggiormente mi facevano odiare quella ragazza. Come può un ragazzo sano di mente, col quale fortunatamente non avevo nulla a che fare, apprezzare una voce come quella, orridamente dolce e piena di amore? Solo al pensiero la pelle mi si accapponava e conato di vomito cominciava la sua risalita nella gola. Ma non fu solo la voce a provocare in me un attacco di ira tanto furioso, forse era l'assenza di emozioni negli occhi che mi aveva dannatamente mandato fuori di testa, si perché le emozioni futili e prive di logica che prima affollavano il suo sguardo non appena veniva a contatto con il mio si erano volatilizzate nel nulla, come polvere al vento. Anzi mi accorsi che in quegli occhi non ci leggevo proprio nulla se non un guizzo, una scintilla che apparve non appena il primo colpo venne assestato ... fu proprio quel guizzo a farmi perdere completamente la cognizione delle mie azioni, mandandomi su di giri e confondendomi allo stesso tempo. Quella ragazza era riuscita a sorprendermi e a confondermi allo stesso tempo, un po' perché era vero, non riuscivo proprio a farla venire, anzi molte volte facevo di tutto pur di lasciarla insoddisfatta e un po' perché non mi aspettavo delle parole tanto taglienti e prive di emozione da una ragazzina che non ne aveva mai fatto a meno. La sua audacia nel parlami così, senza un minimo rispetto mi aveva colpito e in un qualche modo affascinato...ero senza parole, proprio quando pensavo di aver capito quella ragazzina, piena di problemi e senza un minimo di fortuna... ecco che cambia nuovamente il suo essere.
Dovevo dormire, avevo la mente completamente a puttane ma ovviamente il mio non accennava al volersi appisolare, sì perché se la mente era a puttane, il mio corpo era completamente carico, come se una scarica di adrenalina lo avesse colpito... e forse era realmente accaduto in quella stanza.
Senza un perché, iniziai a seguire il mio corpo, con una mente che aveva ormai perso la sua capacità decisionale. Mi ritrovai, infatti, a correre in mezzo alla strada, il mio corpo, aveva infatti deciso di smaltire al meglio quella scarica di adrenalina.
Mi misi a correre, e più andavo lontano più il mio ritmo aumentava, non sapevo bene come facessi, l'unica cosa che sapevo era che non avrei cambiato questo memento con nulla al mondo. Quando finalmente l'adrenalina ebbe lasciato completamente il mio corpo, dopo avermi fatto fare tre volte il giro dell'isolato, tornai stremato a casa. Non avevo più la forza di fare nulla se non dormire, la mia mente aveva smesso di dare segni di vita dopo il primo giro dell'isolato. Non mi accorsi neanche di essermi addormentato fino a che non mi svegliai, disteso sopra al tappeto nel corridoio che portava alla mia camera. Non sapevo quanto tempo avessi dormito, potevano essere poche ore come giorni interi, l'unico indizio che mi si parava davanti agli occhi, fastidioso e prorompente, era la fastidiosa luce mattutina che filtrava dalla finestra, proprio sulla mia faccia non ancora del tutto sveglia.
Dopo essermi alzato, non senza dolori dovuti alla posizione non propriamente comoda, mi diressi in cucina, dove preparai caffè e ciò che dall'aspetto sembravano crepes. Una porzione la mangiai io, l'altra la misi su un vassoio con una tazza di caffè, pronto per rincontrarla. Quando mi trovai davanti alla sua porta, un momento prima di bussare, mi ricordai delle sue parole... e senza spostarmi di un millimetro, reggendo il vassoio con una sola mano, presi un pacchetto della tasca, mettendo alche lui sopra al vassoio. Senza farmi nessun problema, aprii la porta della camera ed entrai.
-buongiorno dolcezza- dissi posando il vassoio sopra ad un mobile. Era seduta sopra al letto, con le gambe al petto e il mento appoggiato sopra alle ginocchia.
Non mi aspettavo di certo una risposta, ma ciò che ricevetti in cambio mi lasciò interdetto per qualche secondo. Aveva spostato lo sguardo dal muro davanti a se e lo puntato nel mio, non aveva alcun tipo di emozione quello sguardo, l'unica cosa realmente presente era l'astio che aveva nei miei confronti, sono certo che se avesse potuto mi avrebbe ucciso quell'occhiata.
-calma... sono qui per la colazione... - dissi indicando il vassoio a fianco a me
-non aspettavo altro- disse ironica alzando gli occhi al cielo.
-e io che ti avevo pure portato le sigarette... - il suo sguardo a quelle parole mutò in un attimo da astioso a sospettoso...
-non sto scherzando- dissi tirandogli il pacchetto e un accendino che recuperai prontamente dalla tasca posteriore dei pantaloni.
- quindi... sai anche fare qualcosa di costruttivo nella tua vita...- mi rispose ironicamente alzando un sopracciglio
-e dire che sembri sul serio credere di infastidirmi con quell'atteggiamento- dissi sogghignando
-si, è vero, perché io passo tutto il giorno a pensare come infastidirti in un modo giorno dopo giorno sempre peggiore...- disse nuovamente ironica
-cosa vorresti insinuare con questo?- chiesi infastidito
-che fra i due sei tu quello sadico che cerca di infastidire me... non il contrario- non ebbi il tempo di replicare che lei si era alzata del letto e stava camminando verso di me..
-cosa stai facendo?- chiesi non appena si fu inginocchiata davanti a me
-beh... non è per questo che sei qui?- disse iniziando a slacciarmi i pantaloni, che fino a quel momento non mi ero accorto quanto fossero diventati stretti. Con un movimento netto tirò giù sia i pantaloni che i boxer, liberando così la mia prorompente erezione.
Senza preavviso e né incertezza lo prese in bocca, iniziando a pompare come solo una fottuta troia, che non fa altro da mattina a sera sa fare, ero completamente eccitato e voglioso ora, e lei, cazzo lei stava facendo un lavoro divino con quella lingua. Dovetti tenermi al mobile che avevo a fianco quando aggiunse anche la mano, pronta a pompare dove la bocca non arrivava...senza ulteriore preavviso tolse la bocca dalla mia eccitazione, cominciando a succhiare con avidità e forza solo la punta. Stavo dannatamente impazzendo e lei ne era consapevole, perché in quel preciso momento cominciò a utilizzare anche la mano libera, posizionandola sulle palle e iniziando a giocare pure con loro, dopo quell'ulteriore aggiunta non potei fare altro che venirle in bocca, e lei da brava troia qual è ingoiò tutto senza lamentarsi.
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ESTER (#Wattys 2016)
HorrorQuesta storia racconta la vicenda tra Ester e Josh. Una storia cruda, con contenuti molto forti, sia riguardanti violenze: fisiche, sessuali o verbali..sia riguardanti la trama stessa. Josh, un ragazzo straordinariamente bello e all'apparenza buono...
