Pov. Ester
Non provavo nulla, mi ero praticamente appena venduta per un semplice pacchetto di sigarette e l'unica cosa che sentivo era la soddisfazione di avere un modo per calmare i nervi e non pensare a nulla... ero patetica, eppure tutto mi andava bene così com'era.
Josh dopo essere venuto copiosamente nella mia gola, rimase imbambolato lì dov'era. Se ne andò poco dopo con il vassoio vuoto tra le mani, ed io come ero ormai solita fare, corsi in bagno, rigettando quasi tutto quello che il mio corpo aveva assunto. La mia abitudinale visita al bagno finì solo dopo che mi fui lavata o meglio sciacquata per bene i denti e la bocca, togliendo almeno in parte del sapore acido che ancora bruciava in gola. Non riuscendo a togliere del tutto quel saporaccio dalla bocca decisi che era ormai giunto il momento. Senza aspettare oltre presi il pacchetto di sigarette e l'accendino, ero tremendamente curiosa, non avevo mai sperimentato prima il piacere di una sigaretta, ritenendola dannosa ed essenzialmente inutile per il corpo. Eppure in quel caso, non mi feci nessuna paranoia, un po' perché la mia curiosità era davvero molta, e un po' perché pensandoci, ora il fumo non era proprio la cosa più dannosa che potesse accadere al mio organismo... l'assuefazione alla nicotina, rispetto a tutti i miei attuali problemi era paragonabile ad una goccia in un acquazzone. Quando mi fui sistemata per bene sul letto, posizionandomi con le gambe incrociate e la schiena appoggiata alla testiera misi le mani davanti a me e accesi la sigaretta. La carta bianca contenente il tabacco prese fuoco in un attimo, dando vita ad una fiammella che con un mio semplice soffio lasciò il posto ad un insolito arancione acceso. Affrettandomi leggermente, mossi la mano e misi la sigaretta in bocca, cercando di non farla spegnere... appena sentii il filtro fra le labbra, con un gesto che mi venne spontaneo, aspirai una lunga boccata... forse troppo lunga che la mia gola non gradì affatto, ciò mi portò a tossire, mi sembrava di soffocare e l'aria pulita non ne voleva sapere di entrare nei polmoni, pieni di quel malsano fumo composto da nicotina e tabacco che la sigaretta aveva prodotto. Quando infine riuscii a smettere di tossire e a ristabilire il respiro fissai in modo critico la sigaretta. Come poteva essere così difficile, qualunque persona stupida, alla moda o civetta che fosse era in grado di fumarla, era solo questione di tattica, dovevo solo capire come. Di punto in bianco mi venne in mente la mia compagna di camera lei in un modo o nell'altro, aveva sempre avuto una sigaretta in bocca, che si trovasse nella mensa, nel giardino, nei corridoi o persino in camera a lei non importava, se aveva bisogno di fumare fumava, non c'era regola che potesse impedirglielo, era più forte di lei. Con la mente mi catapultai ad un ricordo di un momento passato con lei, ovviamente stava fumando, mi aveva appena offerto di provare e io come al solito avevo rifiutato gentilmente, in quel momento, in quel ricordo, feci in modo di soffermarmi maggiormente sulle sue labbra che reggevano con necessità quell'esile cilindro bianco, e più precisamente ai suoi movimenti. Dopo averla portata alla bocca infatti chiuse le labbra intorno a lei e aspirò. Dopo di che allontanò nuovamente la mano dal viso, causando la fuoriuscita di un po' di fumo e chiudendo la mandibola, ma lasciando le labbra aperte, respirò una lunga boccata di aria, che dopo averla trattenuta per un paio di secondi dentro di se liberò nell'aria sotto forma di nuvoletta bianca. Senza quasi accorgermene iniziai a fantasticare su di lei, su di noi e su tutte le svariate pazzie che ci avevano viste protagoniste, era bello tornare almeno per poco ad un momento felice, erano stati così rari durante la mia vita, che quei pochi che avevo avuto spiccavano su gli altri. Si perché per quante cose brutte mi fossero successe nei pochi anni della mai vita, per quanto il numero fosse nettamente superiore di quello dei bei momenti, i bei momenti erano talmente belli e gioiosi da eclissare tutto il resto... pensare a lei, portò dentro di me un'emozione che pensavo di non poter più provare, non solo per il mio attuale stato di apatia, ma perché ormai estraneo alla mia vita... non ero più abituata a sentire emozioni, ma ancor di più non preparata all'eventualità di provare la nostalgia... era un'emozione a me fin troppo estranea, che non mi capitava mai di provare, ed effettivamente di cosa mai potevo sentire nostalgia? Di una famiglia che mi odia? Di un ragazzo che mi ricorda dolorosamente la mia prima volta o meglio il mio primo stupro? Di una sorella che ho praticamente ucciso? Ovviamente non erano proprio cose che mi facevano provare nostalgia, proprio per nulla, la nostalgia, comparve nella sua forma più pura e potente a me. Durante il mio primo giorno da matricola, ovvero lo stesso giorno in cui incontrai scontrai con la ragazza più dolce e distaccata che potessi conoscere, non che mia futura coinquilina. La nostalgia infatti, mi attanaglio le membra non appena dovetti separarmi da lei per cercare la mia stanza, non sapendo ancora che l'avrei rivista a breve. Non la riconobbi subito come emozione, l'avrei benissimo scambiata per stanchezza o pure e semplice allucinazione, ma tutto si fece più chiaro non appena il sollievo m'invase, entrando nella mia nuova camera. Il ricordo di quel giorno mi aveva completamente rapito quando, senza preavviso una mano entrò nel mio campo visivo, e senza troppi complimenti rubò la sigaretta dalla mia mano. Con un battito di palpebre mi ripresi dal ricordo e tornai al presente, appena in tempo per vederlo. Era bellissimo, reggeva la sigaretta come se fosse la cosa più naturale del mondo, e quando se la portò alle labbra, assaporando una lunga boccata fra quelle labbra carnose e divinamente morbide, dio se era eccitante, il mio fantasticare finì pochi secondi dopo l'inizio, ovvero nel momento stesso in cui mi accorsi della persona su cui stessi fantasticando, lui a sua volta mi sorrise in modo malizioso, avendomi sicuramente beccata a guardarlo praticamente con la bava alla bocca, ma questo non mi demoralizzò, anzi mi diede la rabbia necessaria per parlare
-quella se te lo fossi dimenticato, cosa di cui non mi stupirei affatto, è mia!-
-si beh, ma, si da il caso che serva solo se la si sa usare... cosa che ahimè tu proprio non sai fare-
-non m'importa, ridammela-
-e tu fatti aiutare ad imparare- disse ribattendo quasi senza riflettere, rimani basita da quell'affermazione, era impossibile, sicuramente avevo capito male, oppure mi aveva veramente offerto il suo aiuto?
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ESTER (#Wattys 2016)
HorrorQuesta storia racconta la vicenda tra Ester e Josh. Una storia cruda, con contenuti molto forti, sia riguardanti violenze: fisiche, sessuali o verbali..sia riguardanti la trama stessa. Josh, un ragazzo straordinariamente bello e all'apparenza buono...
