Pov. Ester
Avevo aperto il mio cuore, e nel momento stesso in cui la mia voce si era affievolita, avendo ormai finito il discorso, una sonora risata ruppe il silenzio. Al suono di quella risata, il mio cuore si ruppe in mille pezzi... la mia dichiarazione non lo aveva neppure toccato, gli era praticamente servito solo come barzelletta.
-tesoro... non ti sopravvalutare, nessuno fino ad ora è riuscito a cambiarmi, neppure mia madre...e tu...beh, tu non sarai da meno. Io non voglio cambiare, io voglio restare così, libero di scopare e uccidere chi voglio, non sono proprio il tipo che si innamora, diventando tutto rose e fiori...- non lo credevo possibile, ma il mio cuore, a quest'affermazione si ruppe ancora di più...
-n-no!- dissi titubante ma con voce ferma
-cosa?- chiese sorpreso
-no! Io non mi lascerò convincere, io sono certa di riuscire a cambiarti... e così accadrà-
-ma tu, sei veramente stupida!-
-forse, eppure io voglio solo salvarti da te stesso, visto che a quanto pare tu non lo vuoi fare!-
-non c'è nulla da cambiare in me, nulla da salvare...io sono io, se ti va bene...bene, se no non me ne frega un cazzo...-
Aveva iniziato a rivestirsi, prima le mutande, poi i jeans, e per ultimo la maglietta. Riuscivo a malapena a vederlo mentre si spostava da una parte all'altra della stanza, mettendo a posto i vari oggetti da lui presi, negli appositi cassetti o armadi, chiudendoli tutti a chiave.
Lui che sistemava mi fece provare una strana ansia... via via che finiva di chiudere tutti gli armadi l'ansia si trasformò in panico, poi in puro terrore...era forse arrivata la mia fine? così presto? No! Non ero ancora pronta per lasciare questo mondo, si ...varie volte avevo pensato di mettere fine alla mia vita, ma ora...ora che ero davanti alla fine...non la volevo...non volevo che tutto finisse...
Dopo aver finito di chiudere l'ultimo armadio Josh si girò verso di me e con uno strano sguardo negli occhi mi si avvicinò.
-perché hai messo tutto a posto?- chiesi impaurita dalla mia stessa voce
-deve esserci un motivo? Non posso più mettere a posto liberamente nella mia casa?- mi chiese di rimando...
-si, c-certo che si, ma allora perché hai chiuso tutto a chiave?-
-ma quante domande!- disse stizzito
-preferiresti chiudermi la bocca?-
-si-.
-per sempre?- la mia voce era a malapena udibile...
-oh, quindi è di questo che hai paura... - disse cominciando ad avvicinarsi sempre di più a me. Quando mi fu di fronte...talmente vicino da sentire il calore del suo corpo sul viso, mi prese il mento e lo alzò, poi si accostò al mio orecchio e sussurrò con voce roca
-non sai quanto lo vorrei, quanto il mio essere vorrebbe succhiarti via ogni singola goccia di vita dal tuo stupido e inutile corpo... non puoi nemmeno immaginare quante cose vorrei farti... ma, ahimè ancora non è arrivato il tuo tempo per tutto ciò, quindi mi tratterrò...almeno per ora-
-c-cosa vorresti dire?-
-beh, diciamo che sono curioso della tua teoria, quindi... penso che ti terrò ancora un po' di tempo qui. In fondo sei un bel giocattolino... - avvampai non appena ammicco alla fine della frase...odiavo non avere per nulla il comando del mio corpo in sua presenza...
-non mi ucciderai?- chiesi speranzosa
-certo che ti ucciderò... solo non così presto...- non era proprio la risposta che volevo... ma era già più di quanto mi aspettassi...
-beh... per ora mi a contento- stava per controbatte quando d'un tratto si fermò, chiuse la bocca e si diresse verso la porta
-dove vai?- chiesi timida cercando di capire cosa avessi fatto per farlo scappare così da me...
-a prendere da mangiare... devi essere affamata-
Solo in quel momento realizzai che era da tutto il giorno che il mio corpo non toccava ne cibo ne acqua. In un attimo il mio stomaco si mise a brontolare, facendosi finalmente sentire, in quello steso istante la gola cominciò a seccarsi. Non mi accorsi neanche che lui era sparito, uscendo dalla stanza e chiudendosela a chiave alle spalle. Mio malgrado, anche se... se ne era andato, io non potevo muovermi, si era infatti dimenticato di slegarmi. Non potevo fare nulla, se non contare quanto tempo stava via o riflettere...ma visto che non avevo la minima intenzione di fermarmi a riflettere... per paura di cosa averi potuto capire mi misi a contare il tempo che passava. 1800, 1801, 1802, 1803... il mio contare venne interrotto dalla chiave che girava nella serratura. Pochi secondi dopo Josh rientrò nella stanza, portando con sè un vassoio che stava per straripare per quanto cibo ci avesse messo sopra...
-quanto cibo mi hai portato?- chiesi stupefatta
-solo il necessario-
-tu credi che io mangerò tutta quella roba da sola?- chiesi sbigottita
-non è che lo credo, tu lo farai!-
-ma perché? Perché proprio tutto quanto?-
-perché voglio che tu muoia per mano mia, non per la mia negligenza... questo, più il fatto che preferisco le ragazze in carne, e se ti devo tenere con me per più tempo, almeno devi rientrare nei miei canoni di bellezza.- disse prima di liberarmi e mettendo a posto, in un armadio, tutta l'attrezzatura con cui mi aveva immobilizzato.
-oh... ok...- dissi da una parte giù di morale e dall'altra felice di essere finalmente libera.
Passò più di un'ora a invogliarmi a mangiare e a finire tutto il vassoio...era passato dalle parole dolci, alle imposizioni...fino alle minacce. Arrivata ai tre quarti del vassoio, non ce la feci più e posando la forchetta dissi
-basta, se mangio un altro boccone rigetto tutto... -
-ok, sono abbastanza soddisfatto del tuo risultato... -
Fu tutto ciò che disse prima di prendere il vassoio e uscire dalla stanza, chiudendomici di nuovo dentro.
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ESTER (#Wattys 2016)
HororQuesta storia racconta la vicenda tra Ester e Josh. Una storia cruda, con contenuti molto forti, sia riguardanti violenze: fisiche, sessuali o verbali..sia riguardanti la trama stessa. Josh, un ragazzo straordinariamente bello e all'apparenza buono...
