Pov. Ester
Se ne era andato, di nuovo, mi aveva lasciato sola un'altra volta, dovrei essermi abituata al suo modo di comportarsi o di trattarmi eppure quell'ultima frase, dettami con pura cattiveria e convinzione non aveva fatto altro che ferirmi e colpirmi... effettivamente, io ero come lui, io ero un'assassina, io non meritavo altro che dolore e tutto ciò che di brutto ci possa essere. Ho sempre pensato che fra i due io sarei stata la salvatrice... eppure eccomi qui, sprofondata e spezzata, non solo non avevo salvato lui ma al contrario, mi ero fatta trascinare ancora più a fondo, lasciandolo pure libero di usare il mio corpo come rialzo, non mi ero limitata a finire in basso, avevo anche aiutato lui a calpestarmi e a distruggermi pezzo per pezzo... d'un tratto mi accorsi che era ormai parecchio tempo che Josh era uscito, si perché in questo momento neppure si trovava in casa... Appena fu uscito dalla mia camera non sentii nessun rumore, poi d'un tratto sentii una porta chiudersi violentemente... effettivamente, non avevo nessuna prova a favore della mia tesi, non potevo essere certa della sua assenza dalla casa, l'unica cosa che potevo affermare con sicurezza era che il silenzio era ovunque, l'unica cosa che lo smorzava, in un modo o nell'altro ero io.
Come al solito mi ritrovai a divagare, ero partita col mettermi in testa di riflettere sulle sue parole, ma ecco che la mia mente, a differenza del mio volere, andava sempre a lui, o a qualcosa a che fare con lui, ero stanca, stanca di tutto, stanca di come mi trattava, stanca della mia segregazione... ma più di tutto ero stanca di soffrire, ero fottutamente stanca di essere il suo zerbino... io-io non ne potevo più, il mio corpo non ne poteva più, la mia mente non ne poteva più... tutto dentro e fuori di me, mi urlava di lasciar perdere, che era una causa persa, che da come mi trattava, nulla lo poteva destare dal volere me, umiliata, ferita e in fine morta. Certo, ancora non era giunta la mia ora, e di sicuro non sarebbe stata imminente, ma ciò non cambiava che il mio amore nei suoi confronti era puramente inutile e doloroso... a questa futile consapevolezza qualcosa dentro di me fece crack... non capii bene cosa fosse, ma di una cosa ero certa, non avrebbe potuto portare più dolore di quanto io non ne stessi già subendo. Nulla potrebbe mai essere più doloroso dell'accorgersi da soli di essere innamorati dell'unica persona che proprio non si dovrebbe amare. Mi destai dai miei pensieri non appena sentii la porta aprirsi e chiudersi, a quanto pare era seriamente uscito...
-shhh, vieni e fa' silenzio- sentii dire da Josh proprio fuori dalla mia porta... con chi mai poteva parlare, chi era la persona con lui? La risposta la ricevetti non appena quella persona si mise a ridere, una risata estremamente ubriaca, ma al contempo soave e cristallina, una ragazza, ecco chi si era portato a casa, non appena arrivai a quella conclusione, l'aria si riempì di gemiti, gemiti sicuramente non soffocati ma al contrario, forti, pieni di frenesia e piacere. La cosa che più di tutte mi fece oltremodo soffrire fu sentire lo sproporzionato orgasmo della ragazza diffondersi ovunque, mi sembrava di essere nella loro stessa camera, a fianco a loro... ma ciò che più mi fece andare sotto shock fu sentire..
-beh, allora ciao, chiamami se hai di nuovo una giornata morta come oggi sono sicura che riuscirei a movimentartela - dopo ad un porta sbattuta. Non potevo crederci, l'aveva lasciata andare, viva, non le aveva fatto nulla se non provocarle piacere... sentii di nuovo quel crack, solo che questa volta non era una piccola parte dentro di me, ero io, mi aveva definitivamente spezzato, mi aveva completamente distrutto. La cosa peggiore e che non sentivo nulla non ero ne arrabbiare, né delusa e soprattutto non ero ferita, non sapevo come, ma era riuscito a sopprimere tutte le mie emozioni, a distruggerle completamente, ero diventata completamente apatica, ed era strano. Non ero mai stata una ragazza troppo insensibile, anzi ero completamente l'opposto, sono sempre stata una ragazza emotiva, anche se dopo tutto ciò che la vita mi ha riservato, sarei dovuta diventare meno sensibile, mi sarei dovuta preoccupare meno delle cose brutte. Eppure nulla, ero sempre rimasta una ragazza emotiva, anche troppo, la mia adolescenza era passata quasi sempre fra le lacrime, dalla morte di Blue infatti tutto prese una piega davvero poco felice, passavo infatti da un dramma all'altro, senza che nulla potesse fermarmi, per un certo periodo mi ero convinta di aver trovato la persona adatta la persona che avrebbe messo fine a tutto ciò, ma alla fine, anche quella persona, per colpa del fratello mi lasciò. Fu allora che mi allontanai dalle persone, o da tutto ciò che potesse avere qualche ritorsione su di me... ma a quanto pare era destino... e per una volta non mi opposi, percepivo un piacevole torpore dentro di me, torpore che aveva preso il posto delle emozioni, svanite nel nulla. Mi sentivo in pace, era stranamente confortante l'essere apatica, mi sentivo a mio agio, finalmente dopo giorni, anche mesi di dolore, ero finalmente arrivata alla pace.
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ESTER (#Wattys 2016)
رعبQuesta storia racconta la vicenda tra Ester e Josh. Una storia cruda, con contenuti molto forti, sia riguardanti violenze: fisiche, sessuali o verbali..sia riguardanti la trama stessa. Josh, un ragazzo straordinariamente bello e all'apparenza buono...
