Capitolo 22

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Pov. Josh 

Ero appena uscito dalla sua stanza, la soddisfazione iniziale, aveva lasciato il posto a una nuova sensazione, per nulla bella, ma al contrario, opprimente e snervante, che sembrava quasi intenta a stringermi lo stomaco. Stessa emozione che mi lasciò non appena un bisogno impossibile da soffocare si fece largo fra i meandri della mia mente. Ero quasi tentato dal tornare nella camera e scoparmela per bene, ma il timore di quella stretta allo stomaco mi fece desistere. Infondo ultimamente il mio mondo girava intorno a lei, cosa mi stava succedendo? Avevo rapito una fottuta ragazza... e allora? L'avevo praticamente distrutta, fisicamente e moralmente... e allora? Tutto ciò, per me, era ormai normale routine, eppure come mai era il mio chiodo fisso? Come mai adoravo tanto umiliarla e abusare di lei? Cosa mi stava succedendo? Avevo bisogno di spazio, spazio e tempo, lontano da lei... dovevo chiarirmi le idee...

Mi ero completamente fiondato fuori casa, incurante di lei. Dovevo svuotarmi la mente e pensare. Conoscevo solo un modo per farlo, infatti, appena salii in macchina e raggiunsi la città mi fiondai nel primo bar con le giuste caratteristiche, necessarie per il mio intento e cercai la mia preda. La trovai poco dopo. Era mozzafiato, alta, con la pelle ambrata, i capelli color caramello che le calavano sulla schiena in morbide onde leggermente dorate sulle punte, inevitabilmente lo sguardo cadde sul suo corpo, tremendamente magro e formoso, la quinta abbondante del seno, lasciava il posto ad un ventre piatto e muscoloso. Per non parlare del suo culo, dio santo mi si stringevano i pantaloni soltanto a guardarlo, tremendamente alto e compatto, perfettamente tondo, proprio come un cuore rovesciato. Non persi tempo e l'affiancai, non solo perché ero completamente estasiato da lei, ma anche perché ancora pochi minuti e i pantaloni non sarebbero più riusciti a trattenere la dolorosa erezione che la vista del suo sedere aveva provocato.

Appena arrivai al bancone del bar, mi appoggiai un po' distante da lei, abbastanza da sembrare un normale cliente ma non troppo, da poter osservare i suoi movimenti. Chiamai la cameriera, ordinando e flirtando un po' con lei. Ma, questo ovviamente non desto la mia attenzione dalla preda, notai infatti con la coda dell'occhio, il suo sguardo bruciare sul mio corpo, e in particolare sul mio rigonfiamento. Sorridendo compiaciuto mi girai, e guardandola dritto negli occhi le dissi con voce bassa e roca

-se non la smetti di fissarmi in quel modo sarò costretto a portarti in bagno e a fotterti contro un muro-

-magari aspetto solo quello... - mi rispose lei con una voce oscenamente civettuola e ubriaca

- perfetto, allora andiamo- dissi alzandomi e porgendole la mano... che senza esitazione prese, alzandosi, in modo un po' traballante sui tacchi. Senza preavviso le mie gambe si mossero in direzione opposta al bagno, non mi ero mai scopato una ragazza in uno squallido bagno, e di sicuro non avrei iniziato oggi...

-non credo sia la strada per il bagno questa- disse con tono saccente la ragazza dietro di me.

-non ho intenzione di scoparti in un bagno-

-non è quello che hai detto... -

-oh, lo so che cosa ho detto, proprio come so che sarai sbattuta per bene nel mio letto- dissi mettendo fine alla discussione.

Appena fummo arrivati al parcheggio, lasciai la sua calda e appiccicaticcia mano dicendole

-prendi la tua macchina e seguimi-

-bene-.

Arrivammo a casa mia dopo un'eternità, il rigonfiamento nei miei pantaloni si era quasi totalmente sgonfiato, ma sicuramente non ci avrebbe messo tanto a ripresentarsi, più gonfia e prorompente di prima... scendemmo in sincrono dalle auto e senza pensarci troppo la trascinai in camera, appena fummo davanti alla camera di Ester mi fermai appena e le dissi

-shhh, vieni e fa' silenzio- lei essendo completamente ubriaca alla mia frase dura e completamente seria ridacchio leggermente, senza perdere altro tempo la presi e caricandomela in spalle me la portai in camera, lei a questo punto non riuscì a trattenere una risata, questa volta rumorosa e ubriaca.

Entrai in camera e subito la buttai sul letto, lei mi sorrise e ammiccando cercò di rialzarsi e raggiungermi. Non le diedi nemmeno il tempo di mettersi a sedere che avevo già chiuso la porta ed ero praticamente a cavalcioni su di lei. Senza tergiversare le misi la lingua in bocca, gemendo a tale contatto, lei in tutta risposta, cominciando a baciarmi a sua volta, alzò si scatto il bacino, facendo scontrare le nostre intimità, gemetti con ancora più veemenza, non riuscendo a controllarmi oltre... ero completamente in estasi, e senza riflettere troppo, la svestii con gesti all'apparenza rudi, ma che la fecero eccitare ancora di più, tant'è che inverti la nostra posizione, issandosi a cavalcioni sopra il mio corpo e iniziando a frizionare i nostri bacini sempre più velocemente, portandomi quasi subito alla pazzia. Con pochi e decisi gesti riacquisii il dominio e mi levai i vestiti, rimanendo a mia volta nudo. Prima di infilarmi il preservativo e concludere la nostra sessione di sesso mi presi un minuto per osservare il corpo formoso, atletico e perfetto sotto di me, era completamente perfetto, se mai fossi stato una persona propensa all'amore, quella ragazza sicuramente avrebbe ridotto il mio cuore ad un cumulo di brandelli.

Finalmente ero dentro di lei, e la stavo fottendo senza pietà, non mi stavo rispando, anzi, cercavo di dare il meglio di me, in modo da surclassare tutti gli ipotetici amanti che aveva avuto prima di me, vedendo la sua faccia e sentendo le unghie infilarsi sempre più a fondo nella mia carmi mi convinsi di essere sulla buona strada, ma non rimasi concentrato a lungo che Ester si ripresentò fra i miei pensieri, invadendoli nuovamente. La mia mente, infatti, fu proiettata al suo ricordo, più precisamente a come in un modo o nell'altro cercava di far sempre un buon lavoro nel compiacermi... ero talmente soprappensiero che non mi accorsi che le ragazza stava per venire, mi ricomposi solo quando sentii il corpo attorno alla mia erezione stringersi e bagnarsi, venendo con un orgasmo spettacolare, di conseguenza a quella restrizione improvvisa venni con lei, sorpreso dalle mie azioni. Dopo esserci entrambi ripresi dall'orgasmo, ci rivestimmo, in rigoroso silenzio. Dopo che si fu completamente sistemata, l'accompagnai all'uscita, accettando il foglietto con il suo numero e ignorando le sue futili parole su una nostra ipotetica ricongiunzione. Dopo essermi rifocillato per bene, mi accorsi che era ora di mangiare anche per Ester, quindi senza troppi indugi cucinai un abbondante pasto e lo portai alla ragazza.


ESTER (#Wattys 2016)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora