Pov. Josh
Mi ero addormentato al suo fianco. Ma che cazzo...di sicuro era stata colpa del dolore che provavo alla mano, il dolore mi ha dato alla testa. Non sono il tipo da dormire avvinghiato a una persona, a me nemmeno piacciono le persone, come posso non provare disgusto nei suoi riguardi, come posso sentirmi in pace nel suo fottuto letto?...
Questi erano i pensieri che continuavano a vorticare nella mia mente. Non riuscivo a capacitarmi di tutte quelle sensazioni contraddittorie. E soprattutto non riuscivo a distogliere lo sguardo dal suo viso... non lo avevo mai osservato tanto quanto quella notte, non le avevo tolto lo sguardo di dosso, nemmeno per un singolo e breve secondo, non mi ero mosso per paura che si svegliasse o che volgesse il viso in un'altra direzione. Ogni minuto che passava quel viso sembrava cambiare ai miei occhi, e in poco tempo ebbi davanti non più il viso della mia cara Jos, ma il viso di una sconosciuta, di un'estranea... mai visto prima, ma assolutamente bellissimo. Aveva dei tratti aggraziati, minuti ma allo stesso tempo definiti, gli occhi erano moderatamente grandi, e anche se in quel preciso momento erano chiusi, sapevo perfettamente che quelle palpebre nascondevano un'iride di un color verde acqua acceso. Gli occhi portavano lo sguardo verso il naso, perfettamente dritto e piccolino, completamente ricoperto di una leggera, ma ben definita scia di lentiggini. Lentiggini che si propagano in tutto il viso, sulle guance morbide e perfettamente lisce, sulla fronte poco spaziosa e senza la minima traccia d'increspature, ne era anche una piccola traccia sulle orecchie, ma la cosa che più mi lasciava sorpreso era il trovarne anche sulle labbra. Labbra che rasentavano la perfezione, carnose, soffici e piene di lentiggini. Al tutto bisognava aggiungere una cascata di lunghissimi capelli neri, di un nero talmente scuro e perfetto da sembrare artificiale. I capelli morbidi e mossi, erano sparsi su tutto il cuscino, e facevano un gran contrasto con le lenzuola bianche. Facevano anche risaltare la sua pelle, stranamente di un rosato molto chiaro. Era ormai mattina inoltrata quando decisi di muovermi per la prima volta in quella notte. Muovendo la mano, infatti, presi una ciocca di capelli che le era appena scivolata sugli occhi chiusi e la rimisi al suo posto, dietro all'orecchio. Quel gesto anche se delicato, la destò del suo sonno.
-che cazzo stai facendo?- chiese scioccata fissandomi con occhi sbarrati. Solo allora mi accorsi che non era solo la mano a essersi spostata, ma mi ero praticamente steso su di lei.
-togliti di dosso, cos'è ora vuoi stuprarmi anche mentre dormo? Non ti basta più prendermi durane quasi ogni fottutissima ora del giorno?- mi urlo di dosso, infuocandomi con i suoi occhi color acqua e scansandomi, gettando il mio corpo quasi completamente a terra
-ma ti sei bevuta il cervello? Non puoi fottutamente tirarmi per terra!- m'infuriai a mia volta
-la prossima volta non ti sdrai sopra di me, mentre dormo maniaco del cazzo!- quella frase fece scattare in me una furia cieca. Mi rimisi stabilmente sul letto, e dopo essermi scaraventato sul suo corpo, mi misi a cavalcioni su di lei. Presi i suoi polsi e glieli bloccai sopra alla sua testa, lasciandola completamente indifesa.
-mettiamo in chiaro una cosa brutta puttanella del cazzo, per quanto come ti ho già spiegato, apprezzi la tua vena da ribelle, non sopporto che tu mi manche di rispetto. E per la cronaca, sappiamo entrambi che io, sono molto peggio che un semplice maniaco, lo dimostra la tua presenza assidua in questa camera...e se mai volessi scoparti mentre dormi, posso farlo, io posso farti cosa voglio, non te lo scordare-
Dissi strappandole letteralmente di dosso la parte inferiore dei suoi indumenti, e lasciandola nuda. Senza prepararla e men che meno avvertirla, inserii due dita il lei, facendola urlare dal dolore...
-cos'è piccola, ti eri forse scordata questo dolore? Sembri sorpresa... forse è meglio ripassare un po' la lezione...che ne dici?- le ringhiai all'orecchio, mentre con la mano libera aprivo i pantaloni e facevo uscire il mio cazzo già duro e pronto. Sempre senza avvertirla di nulla entrai in lei, con una spinta decisa e brutale. Un grido di dolore e rassegnazione lacerò il silenzio e le lacrime iniziarono a sgorgarle dagli occhi. Senza alcuna pietà nei suoi confronti iniziai a scoparla in modo cattivo e duro, cercando di farle provare tutto il male possibile. Più il tempo passava, più la sua voce si affievoliva, l'aveva usata tanto da esaurirla... fine che le sue lacrime non videro mai, sempre presenti e copiose nei suoi occhi. Cosa che mi rese molto orgoglioso di me stesso...
Quanto finalmente fui in procinto di venire, subito uscii da lei, e posizionando il mio membro vicino al suo viso dissi
-E ora quale grande puttanella tu sei, succhia e ingoia, come so che sai fare- non le diedi nemmeno il tempo di replicare che glielo misi in bocca e venni abbondantemente nella sua gola, quasi soffocandola dalla sorpresa.
-sai non melo ricordavo così divertente- dissi chiudendo la patta dei miei pantaloni e uscendo dalla camera, chiudendola per bene alle mie spalle. Una sensazione di potenza subito si diffuse in tutto il mio corpo, facendo per un attimo beare di me stesso. Ovviamente la sensazione di beatitudine non durò molto, che subito fu rimpiazzata da un fottuto senso di colpa, del tutto infondato e inutile. Stavo letteralmente impazzendo, nulla avevo più un fottuto senso, io non avevo più un fottuto senso... dovevo assolutamente svuotare la mente... dissi cacciando le mani in tasca e ignorando il dolore che le nocche rotte mi facevano provare. Appena la mia mano venne a contatto con un pezzo di stoffa, lo tirò fuori, rivelandomi un paio di slip neri di solo pizzo, dentro la quale si nascondeva un biglietto da visita. Dopo aver composto il numero attesi pazientemente e non appena risentii la sua voce, all'altro capo del telefono ebbi un tutto al cuore
- pronto ufficio della psicologa Johanna Goldbear, parla Johanna, come posso esserle utile?-
-Joh? Sei tu? Bene, sei con un cliente? No, lascia perdere, non m'importa, sto venendo da te, fa in modo che non ci sia nessuno nel tuo fottuto studio del cazzo- dissi chiudendole il telefono in faccia, senza aspettare una risposta o più semplicemente senza dirle chi io fossi.
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ESTER (#Wattys 2016)
HorrorQuesta storia racconta la vicenda tra Ester e Josh. Una storia cruda, con contenuti molto forti, sia riguardanti violenze: fisiche, sessuali o verbali..sia riguardanti la trama stessa. Josh, un ragazzo straordinariamente bello e all'apparenza buono...
