Capitolo 20

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Pov. Josh 

Fui svegliato di soprassalto e per poco non caddi dal letto. Lo spavento infatti, mi era quasi costato un bel livido... eppure ancora non riuscire a capire cosa mi avesse svegliato. Ero ancora mezzo addormentato quando sentii una specie di urlo soffocato. Non riuscivo a capacitarmi di come quel suono potesse arrivare alle mie orecchie, almeno fino a che non mi ricordai di Ester. Senza nessuna fretta o tanto meno interesse, andai a occuparmi di lei...

Ero appena entrato nella sua stanza quando mi accorsi che non si trovava nel letto, quasi persi un battito nel non vederla, non riuscivo a capire... eppure doveva essere qui, la porta era chiusa, e le urla provenivano da qui... dopo la confusione iniziale, mi misi a cercarla... di sicuro non poteva trovarsi nella cassettiera, e neppure nell'armadio... volta lo sguardo e mi accorsi che pure la panca e la scrivania erano vuote... poi mi ricordai del bagno adiacente alla camera. Subito aprii la porta, quasi volessi scardinarla dal muro. Appena la vidi nell'acqua, trassi un sospiro di sollievo. Mi misi a osservarla, sembrava calma, serena... eppure dopo pochi minuti prese ad agitarsi, facendo schizzare l'acqua dappertutto, ma soprattutto addosso a me, che mi ero posizionato proprio davanti alla vasca. Dovetti impegnarmi moltissimo per non prenderla, trascinarla fuori dalla vasca e scaricare tutta la mia attuale frustrazione e rabbia addosso a lei... e al suo corpo leggermente livido e rossastro.

Dopo averla osservata meglio, una volta che si fu calmata, mi accorsi che il suo corpo era fottutamente pieno di linee rosse, di cui io non ne ero assolutamente artefice. Volgendo lo sguardo su tutto il corpo notai che non solo nessuna parte priva, ma anche che l'acqua si era tinta di un preoccupante color rosa, dovuto alle ferite aperte che, anche se poco profonde e sicuramente non mortali, lasciavano fuoriuscire piccole gocce di sangue. Dopo l'ennesima serie di urli strozzati e agitamenti nell'acqua, mi decisi a svegliarla, prendendo dunque a scuoterla per le spalle, questa volta incurante dell'acqua che schizzava da tutte le parti. Smisi di scuoterla solo quando mi accorsi di due occhi azzurri e sbarrati, stavano cercando i miei. Sul suo viso notai uno strano susseguirsi di emozioni, passò infatti, dal sorpreso al terrorizzato...

-c-cosa ci fai qui?- mi chiese con voce roca e spezzata

-veramente quella che mi deve delle fottute spiegazione qui sei tu! Perché diavolo stavi urlando in una vasca da bagno? Come cazzo hai fatto a ridurti in quello stato?- dissi indicandole i graffi sul corpo –e smettila di muoverti porca puttana, non vedi che stai sputtanando l'acqua ovunque?- appena finii la frase la vidi ammutolirsi e rannicchiarsi contro una delle pareti della vasca, più precisamente contro la parte più lontana da me, e se ne stava li, rannicchiata a fissarmi...

-ok basta, ora esci da quella dannata vasca, vestiti, pulisci questo cazzo di disastro e quando avrai finito raggiungimi in stanza, mi racconterai il perché del tuo turbamento con le buone o le cattive...- com'era prevedibile non ottenni risposta... quindi mi limitai ad uscire dalla stanza e a sedermi sul letto, in attesa. Non dovetti aspettare granché affinché Ester uscisse dal bagno, coperta solamente da una salvietta avvolta attorno al corpo.

-non avevo nulla con cui vestirmi- mi disse con un certo imbarazzo

-tranquilla, a me non dispiace... - risposi bramando ogni singola parte di quel corpo.

-b-beh ma a me...-

-non m'importa. Dimmi solamente cosa cazzo ti sei fatta e perché urlavi... -

-mi sono grattata... - disse in modo molto basso

-che ne dici di parlare in modo che ti senta?-

-scusa... m-mi sono grattata la pelle... mi sentivo sporca... -

-cosa ti ha fatto urlare?- chiesi sorvolando sul fastidio che provai nel sentire le sue spiegazioni

-credo sia stata colpa del mio sogno... beh incubo...-

-che hai sognato?- chiesi stufo di tutti quei preparatori

-la mia fanciullezza... ma in particolare mia sorella... -

-beh, visto che ora non ho nulla da fare, e che tu mi hai fottutamente svegliato da ciò che ritenevo un buon sonno...raccontamelo-

-io non credo di esserne in grado... -

- oh scusa, ti è per caso parso che avessi qualche scelta? Perché se è così, lascia che rettifiche la mia affermazione... raccontamelo!- dissi con tono duro fissandola in attesa. Dopo un silenzio iniziare, dedito a ciò che mi pare un riordinamento dei pensieri prese a parlare, in modo quasi impercettibile, con un sussurro appena udibile

- ho sognato la notte in cui mia sorella perse la vita, era nata da poco, aveva poco più di un mese, ed io quella notte avevo il compito di guardarla, siccome i miei genitori sarebbero dovuti andare ad una cena di lavoro, solitamente ci andava solo mio padre, ma quella notte, quella cena era troppo importante, tanto da affidare un neonato ad una ragazzina di appena tredici anni. Inutile dire che è finita male... -

-ferma un attimo, mi stai dicendo che hai ucciso tua sorella?- chiesi con un ghigno improvvisamente interessato alla storia e al contempo divertito

-è-è stato un incidente!- disse cominciando a respirare sempre più velocemente

-io non volevo, è stato inevitabile, mi sono solo distratta un attimo... e poi... - disse questa volta tra un singhiozzo e l'altro, mentre le lacrime avevano iniziato a scorrerle sul viso. Aspettai pazientemente che si calmasse qual tanto che bastava per continuare la storia, mettendomi bello comodo sul letto.

-dopo aver dormito per gran parte del pomeriggio, Blue si era svegliata, mia madre si era raccomandata tanto, dopo il riposino doveva mangiare, e così feci. Dopo che si fu svegliata infatti, la cambiai, poi senza neanche pensarci, la lasciai sul fasciatoio, e andai in cucina a prendere il biberon, solo dopo aver sentito un tonfo e un pianto soffocato mi accorsi di aver totalmente sbagliato... corsi subito da lei, la calmai e le diedi da mangiare, sembrava che tutto fosse stato solo un sogno, non pianse più per tutta la notte, io, per paura di svegliarla non andai a disturbarla. Solo quando arrivarono i miei genitori e andarono ad assicurarsi che tutto fosse a posto scoprimmo che era morta, a quanto pare il colpo che aveva preso era stato troppo forte, e lei non era riuscita a sopravvivere... come mi dissero tutti non era stata colpa mia, infondo io ero soltanto una bambina, non spettava a me occuparmi di lei, non ero pronta per una responsabilità del genere, ma ovviamente i miei non erano d'accordo con loro, per loro ero solo un'assassina che aveva ucciso la loro preziosa bambina...passai tutta l'adolescenza con due genitori che mi odiavano e accusavano di omicidio...inutile dire che raggiunta la maggiore età me ne andai di casa di punto in bianco, e così faccio ancora quando so che si stanno avvicinando a me, scoprendo dove sono. Quella notte non solo avevano perso la loro preziosa figlia appena nata, ma avevano anche preso la decisione di perdere anche la primogenita, accasando su di lei tutti i loro errori e l'omicidio della piccola- disse prima di scoppiare nuovamente in un pianto doloroso... io dal canto mio scoppiai in una fragorosa risata...

-sai, non credevo che sotto tutta quella maschera da ragazzina spaventata e indifesa si potesse trovare una parte tremendamente uguale alla mia-

-c...è?- chiese lei curiosamente attenta

-unaparte assassina...solo che almeno io uccido estranei con cui non ho unlegame...beh tranne mio padre, ma lui è un caso a parte, sai io ho ancoraun'etica, ma tu...tu hai ucciso una povera bambina appena nata, che non solo tiavevano affidato con una fiducia totale, ma che era anche tua sorella, tu seiun'assassina senza morale...tu sei peggio di me!- dissi uscendo dalla camere elasciandola sola.


ESTER (#Wattys 2016)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora