Pov. Ester
Erano passate svariate ore, o così me ne convinsi non avendo un effettivo strumento per misurare lo scorrere del tempo. L'effetto dell'orgasmo era ormai diventato un semplice ricordo. L'acqua nella vasca era divenuta fredda, ma stranamente il freddo non era percepito dal mio corpo. Ero immobile nella vasca, il mio sguardo era fisso sulle ginocchia che sbucavano dall'acqua davanti a me, mentre i pensieri erano come svaniti. Nulla turbava la mia strana e momentanea quiete, né i pensieri, né il freddo, né tanto meno il dolore fisico. Ero andata completamente in trance... eppure, pur sapendolo, non mi importava, non mi ero mai sentita così bene o in pace come in quel momento. Non volevo cambiare il mio stato di trance, e se mai avessi voluto farlo, di sicuro non ne avrei trovato il modo, avendo momentaneamente la mente a puttane. Pochi istanti dopo mi accorsi di non avere solo la mente a puttane, ma anche il corpo, a quanto pare non controllavo neppure più quello... ero intrappolata nel mio stesso corpo. Era una sensazione strana non avere il controllo dei propri arti o del proprio corpo in se, certo, ci si ricorda come muoverlo o come dare l'imput per muoverlo... ma il corpo questo imput non lo riconosce, e si rimane immobili, mentre dentro di te stai muovendo tutto, lo stesso tutto che se ne sta fermo e morto al suo posto... la cosa peggiore di questa sensazione fu il sentirla come un déjà-vu, nel profondo percepivo di essermi già sentita in quel modo, e la cosa che mi mandava il cervello sempre più a puttane era il non riuscire a ricordare cosa. Il cervello sembrava non voler collaborare con me, sembrava non volesse ricordare. Ero in lotta contro me stessa, una parte di me voleva lasciare celato questo senso di déjà-vu, mentre l'altra parte voleva svelarla, incurante del dolore che sicuramente si portava dietro. Con tutta la forza che avevo in corpo, cercai di concentrarmi e immergermi nei ricordi, alla ricerca di quello che suscitava la mia masochistica curiosità. Dopo un pieno momento di caos, dovuto alla mia completa e assoluta incoerenza nei confronti dei miei pensieri, ricordi, non che cervello in se, riuscii a riavere, almeno in parte il controllo della mia mente e del mio pensiero. Da quel momento in poi i ricordi iniziarono a uscire come una cascata, facendomi rimpiangere il periodo di completa ignoranza di poco prima.
FLASHBACK
"-come sei riuscito a trascinarmi qui?- chiesi cercando di sovrastare il fastidioso e alto umore della musica...
-non lo so, con il potere dell'amore?- mi rispose urlando a sua volta Trent
- bella risposta- urlai fra le risate
Vic, dopo aver quasi costretto Trent a uscire con lui, era anche riuscito a convincerlo a farmi uscire con loro, rassicurandolo sulla sicurezza della serata. Trent dal canto suo, per quanto intelligente fosse, era anche abbastanza ingenuo, e accetto senza fare e farsi troppe domande, portandomi a sua volta in una discoteca di dubbia fama. Sulle prime ero felice della decisione presa da Trent di uscire a ballare, anche se non ero impazzivo dalla gioia per la presenza di Vic... non avevo avuto più contatti con lui dopo lo stupro. Ovviamente non lo avevo potuto dire a Trent, sicuramente sarebbe andato fuori di testa, avrebbe iniziato a guardarmi diversamente, e questo non era di certo ciò che volevo... quindi per il bene di noi due avevo deciso di sorvolare su questo piccolo intoppo di relazione, per concentrarmi sul nostro futuro, cercando di vedere Vic il meno possibile. Ma, in un modo o nell'altro lui riusciva a convincere Trent che era meglio uscire tutti insieme... e io finivo sempre con le sue mani sul corpo, anche se non aveva mai più provato a stuprarmi, continuava prepotentemente, in ogni momento possibile a molestarmi.
Ero in pista a ballare con il mio dolce Trent quando Vic si avvicinò a noi offrendoci un drink, che mio malgrado non potei rifiutare...
-alla salute amore mio- urlo Trent sbattendo il suo bicchiere contro il mio ingerendo successivamente il liquido al suo interno, per poi guardarmi fare lo stesso. Trent, mentre svuotavo il mio bicchiere, aveva uno strano luccichio nello sguardo, ma non gli diedi troppo peso, continuando a strusciarmi contro il mio ragazzo. Dopo una manciata di minuti sentii la testa girare e iniziai inevitabilmente a barcollare, per poi perdere l'equilibrio. Prima che il mio corpo toccasse terra, due forti braccia mi avvolsero la vita e mi sorressero. Dopo un primo sollievo, il sangue mi si gelò nelle vene, notando con mio grande rammarico che le possenti braccia appartenessero a Vic. Dopo avermi leccato il collo, dalla clavicola al lobo, mi riportò da Trent, il quale vedendomi in quello stato si preoccupò, cercando di rianimarmi come poteva...
-senti Trent, io la porto fuori a prendere una boccata di aria, tu recupera le nostre cose-
Dopo di che mi sentii alzare di peso e issare su una spalla.
-ti senti debole eh? Sai non pensavo che quella pillola ci mettesse così poco a fare effetto...- provai a mia volta a rispondergli, ma la bocca non eseguiva i miei comandi...
-oh, non ti sforzare troppo, la droga che ti ho appena dato ti toglie l'uso del corpo, cioè senti perfettamente cosa gli accade, o cosa accade attorno a te, solo che non ne hai il controllo, in pratica adesso sei come una bambola... bello no? Possiamo divertirci, senza il pericolo che tu ti metta a urlare...- disse dandomi una pacca sul culo a cui risposi con un rigoroso silenzio forzato.
Una decina di minuti dopo eravamo nella macchina e lui era completamente nudo, sudato e grugnante su di me. Si stava dando alla pazza gioia, continuava a violarmi, spinta dopo spinta, e io non potevo farci nulla, nemmeno urlare, era una cosa snervante ed umiliante... anche se la parte peggiore, dopo il sentire i versi o meglio i grugniti di piacere uscire dalle labbra del mio assalitore, fu il percepire perfettamente il liquido caldo lasciare il suo membro e entrare in me. In quel preciso momento sentii la porta sbattere a Vic fu subito fuori, iniziando a parlare con una terza persona che subito dopo riconobbi come Trent.
-sei una troia, è vero, io non ero ancora pronto per farlo con te, ma fartela con mio fratello i pare un po' troppo... sai, io mi fidavo di te! Puttana, Vic mi ha raccontato perfettamente come gli sei saltata addosso, e di come lui non volesse... anche se poi tu e l'alcol avete preso il sopravvento scopandoti, quasi contro la sua volontà mio frate... la persona che si era offerta di aiutarti! Non hai proprio un minimo di decenza! È sicuramente certo che io non voglio più vederti, né tanto meno parlarti...troia!- dissi uscendo dalla macchina e lasciandomi li sola, nuda, e inerme.
-sai, credo di averti appena rovinato la vita... scusa fiorellino, ma te la sei cercata, eri troppo provocante per resisterti... - disse Vic chiudendo la macchina e andandosene a sua volta, lasciandomi sola a smaltire la droga che lui stesso mi aveva dato..."
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ESTER (#Wattys 2016)
TerrorQuesta storia racconta la vicenda tra Ester e Josh. Una storia cruda, con contenuti molto forti, sia riguardanti violenze: fisiche, sessuali o verbali..sia riguardanti la trama stessa. Josh, un ragazzo straordinariamente bello e all'apparenza buono...
