Pov. Josh
Come potevo averle davvero offerto il mio aiuto? Io, a lei? Ma ero completamente andato fuori di testa? Eppure lo avevo fatto, e anche se ero completamente consapevole di non doverlo fare, il mio orgoglio non mi permetteva di tirarmi indietro, non ora che mi ero esposto tanto. L'avrei fatto sì, ma ovviamente a modo mio.
-allora, rivuoi indietro questa sigaretta, tanto da farti insegnare come si usa?- chiesi con un ghigno che lasciava tutto a intendere
-sfortunatamente per me si- disse lei contrariata
-oh, perfetto, tieniti pronta per una lezione con i fiocchi- dissi pregustando bramosamente ciò che la mia mente aveva appena finito di progettare.
Senza invito, né altro mi sedetti sul letto, al suo fianco, e iniziai a spiegarle le mie condizioni
-io ti spiegherò e mostrerò come si fa, con calma, senza fretta... -
-ma?- chiese lei intuendo che non potesse essere tanto facile
-ma, ogni volta che ti bloccherai o tossirai io, ti punirò- risposi leccandomi le labbra
-come?- chiese questa volta curiosa
-a mio piacere, potrei decidere di colpirti come di scoparti senza nessuna pietà... deciderò sul momento-
-oh... - fu tutto ciò che uscì dalla sua bocca
Si era messa seriamente d'impegno, ed era assolutamente inadeguata per fumare, poteva provarci quanto voleva, ma finiva sempre con il tossire, non che mi dispiacesse. Avevamo ormai utilizzato due terzi del pacchetto, e lei non aveva ancora capito il meccanismo più semplice del mondo, mi veniva da pensare che non fosse del tutto onesta e che le piacesse essere punita. Punizione tanto utilizzata da rendere la mia mano calda, con una tonalità rossastra e leggermente gonfia; ma nulla a che vedere con il suo culo, quasi e interamente rosso tendente al violaceo, che la faceva gemere di dolore al solo sfioramento. Ero eccitato, e lei lo sapeva bene, essendo per la maggior parte del tempo con lo stomaco sulla mia erezione. Sapeva bene quanto mi piacesse vederla soffrire e gemere di dolore, tanto quanto sapeva che anche il suo più minimo spostamento mi portava sempre più vicino al limite. Vedevo dal luccichio che aveva negli occhi quanto le piaceva avere un qualche tipo di potere dominante su di me, si divertiva a vedermi al limite.
All'ennesimo sbaglio, non riuscii più a trattenermi:
-ok, non ti capisco, sei veramente così stupida da non riuscire a capire un concetto tanto semplice, o sei masochista, e quindi ti diverte che io ti picchi? No perché se è
Così posso anche usare più forza... basta chiedere.- dissi scrollando le spalle e guardandola con uno sguardo di pura lussuria.
Il suo sguardo alla mia provocazione passò in un primo momento da sorpreso a imbarazzato, successivamente invece divenne duro e infuriato. Non gradiva affatto il mio umorismo, e ciò mi induceva solamente ad utilizzarlo più sovente. Dopo avermi guardato male per una serie di minuti, si concentrò al massimo. Strizzò e chiuse gli occhi fino a ottenere due fessure e ritentò, questa volta, riuscendo finalmente a non tossire
-un colpo di fortuna tesoro- dissi con ovvietà guardandola di sottecchi...
In tutta risposta lei, si rimise la sigaretta in bocca e riprese ad aspirare. Sotto il mio sguardo compiaciuto lei, boccata dopo boccata finì la sigaretta. Senza emettere un solo colpo di tosse, ma anzi guardandomi a sua volta con aria compiaciuta spense la sigaretta e la gettò.
Ero sorpreso da lei, ma non impreparato, sapevo che ci sarebbe riuscita, e che quindi avrebbe riscosso il mio premio, il mio grosso e ben pronto premio.
-che cosa stai facendo- disse la ragazza non appena la stesi sul letto e salii a cavalcioni su di lei
-nulla tesoro, è solo il tuo premio, ti darò un valido motivo per fumare una sigaretta-
-non si era parlato di un premio- disse lei confusa e spaventata
-sono una persona volubile, sai cambio idea molto spesso, e ora ho deciso che riceverai un premio- risposi con una semplice alzata di spalle
-questo premio consiste in una fornitura a vita di sigarette e alcol?-
-oh, proprio no, ma sono sicuro che se t'impegnerai capirai di cosa si tratta- sussurrai in modo roco al suo orecchio
-io credo propri... - si bloccò non appena sentì la mia lingua sul suo collo, che si muoveva, leccava e assaporava ogni singolo lembo di pelle che si trovava davanti.
Dei gemiti involontari iniziarono a uscirle dalla bocca, che cercava in ogni modo di tener chiusa. Mi piaceva vederla in difficoltà, era divisa tra due fuochi, uno le faceva provare un estremo piacere, mentre l'altro la supplicava di non cedere e di spingermi, per quanto riuscisse, via da lei. Nel frattempo, con la lingua, avevo proseguito il mio percorso. Dopo averle tolto la maglia e il reggiseno, infatti, succhiai e tracciai un sentiero sulle sue clavicole, che mi portò in un attimo a uno dei suoi turgidi capezzoli. A quel punto non mi trattenni più e lasciai che il mio corpo agisse per me. Mentre il mio bacino sfregava e frizionava le nostre intimità, ancora coperte dai vestiti, la bocca e le mani strizzavano, tiravano e massaggiavano i capezzoli, ormai gonfi e arrossati. Ma la cosa che mi faceva completamente impazzire erano i suoi gemiti, gemiti soffocati, repressi in ogni modo umanamente possibile. Dopo svariati minuti, ci ritrovammo entrambi nudi, ero completamente consapevole delle mie azioni, delle mie mani sul suo corpo, del mio e del suo piacere che cresceva attimo dopo attimo. Il mio scopo questa volta era darle piacere, perché doveva almeno una volta nella vita sapere cosa voleva dire provare piacere. Quando arrivai al limite della sopportazione, mi fermai e muovendo la mano dal suo stomaco verso la sua intimità, infilai due dita dentro di lei. Era completamente bagnata e pronta per me, sembrava che non spettasse altro se non che il mio cazzo, duro e pronto, entrasse dentro di lei. E così feci. Entrai in lei con una spinta netta e decisa. A quel punto lei non riuscì più a trattenere i gemiti, che si diffusero prorompenti in tutta la stanza, erano strozzati e pieni di desiderio, come mai li avevo sentiti uscire dalle sue labbra. Ciò m'invoglio solamente a continuare, e farle raggiungere l'orgasmo per poterla sentire gemere come una puttanella, quale lei fosse. Cosa che accadde pochi minuti dopo. Il suo orgasmo provocò anche il mio, infatti, la contrazione della sua intimità attorno alla mia erezione e le sue urla da puttanella, affrettarono il mio naturale processo. Uscii da lei appena in tempo, ma riversai comunque tutto il mio seme sul suo addome scoperto. Quando ci fummo entrambi ripresi dall'amplesso, uscii dalla stanza, non volendo essere presente alle conseguenze delle mie azioni. Ero consapevole della reazione spropositata che avrebbe avuto non appena si fosse resa conto di cosa fosse realmente successo e di cosa lei mi avesse appena concesso di fare. E non volli per nulla sentirla, né tantomeno vederla... La cosa a cui non fui proprio preparato, fu la mia di reazione.
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ESTER (#Wattys 2016)
HorreurQuesta storia racconta la vicenda tra Ester e Josh. Una storia cruda, con contenuti molto forti, sia riguardanti violenze: fisiche, sessuali o verbali..sia riguardanti la trama stessa. Josh, un ragazzo straordinariamente bello e all'apparenza buono...
