Pov. Josh
Dopo essermi stravaccato per bene sul divanetto di pelle nera, vidi Jos prendere il taccuino con la penna e raggiungermi, sedendosi sulla poltrona a fianco a me.
-bene, mio caro Josh, perché non inizi a raccontare da dove hai memoria-... mi disse sfilando il tappo della sua penna a sfera.
-da quando ho memoria? Cioè da quando era una merda di marmocchio?- chiesi stupefatto. Come risposta ottenni solamente uno sguardo molto eloquente...
-ma cazzo non finisco più a raccontare se devo iniziare da così indietro... oltretutto, voi gente squilibrata che si nutre dei problemi del prossimo, non avete una specie di orario per quei disgraziati che assistete?-
-si, infatti, da questo momento hai un'ora, arriva fino dove riesci, dopo di che ci
Metteremo d'accordo per un nuovo incontro e così via fino a che non avrai finito... -
-ora ho capito come fate, spennate quei poveri polli problematici con questo tipo di meccanismo...-
-oh, andiamo smettila di insultare la mia professione, per di più non ti faccio nemmeno pagare, di che ti lamenti? Parla e basta-
-oh, ma come siamo diventate scontrose... a qualcuno serve proprio una scopata... -
-smettila, ritorna serio o esci da questo studio che ho casi più importanti di te...-
-d'accordo d'accordo, non ti scaldare, ora mi metto a raccontare...- dissi scoppiando in una risata che di divertente non aveva proprio nulla...
-bene, procedi e con serietà-
-allora i primissimi ricordi che ho sono confusi, è come se fossero immersi in una nube bianche ... ciò che ricordo lo vedo sfumato, mentre il suono lo sento ovattato.
Ci sono queste due figure che parlano, o meglio urlano, non capisco cosa dicono, so solo che la figura vestita di nero sembra molto arrabbiata... continua ad inveire con la figura vestita con un lungo abito lilla. La afferra, ma lei gli sfugge dalle mai e corre verso di me. Mi prende in braccio e mi porta con sé, non fa che correre e baciarmi dappertutto. È strano, ma sento un forte legame con le -a pensarci bene, credo che fosse Josephine... - in un attimo ci troviamo per terra, io non mi sono fatto male, ma lei continua a baciarmi come se potesse togliere tutti i dolori con dei fottutissimi e affettuosi baci...siamo ancora a terra ma in un attimo le vengo strappato dalle braccia, e lei portata via a me. Credo che quella sia l'ultima volta che la vidi... - in un batter d'occhio mi ripresi dal ricordo e guardai Jos, che come una macchinetta aveva iniziato a scrivere sul foglio bianco.
-sai, credo che questo ricordo si riferisca alla prima volta in cui Josephine finì in clinica, beh, la prima e l'ultima effettivamente...-
-qual è il ricordo successivo che hai?- chiese, tremendamente professionale e sexy
-siamo in una cameretta, credo che sia la cameretta dei giochi, come ho già ribadito è tutto molto confuso...-
-tu e chi?-
-io e papà credo, lui mi sta parlando in modo pacato, ma in un attimo diventa una furia, mi afferra, strattona, schiaffeggia. Continua a inveire verbalmente e fisicamente contro di me, fino a che una cameriera non entra, bloccandolo e portandomi con lei. Ricordo che mi sono sentito felice, dopo essere usciti dalla camera, aveva tirato fuori dalla tasca una caramella, che mi regalò con un dolce sorriso
-sai, credo proprio di aver capito cosa fece scattar così mio padre...-
-cosa?-
-credo di avergli chiesto dov'era e quando tornava mia madre... e a quanto pare per lui era ancora un nervo scoperto...
-interessante... -
-se lo dici tu... -
-continua, continua... senza problemi, hai ancora una mezzora abbondante-
-dopo quell'episodio non chiesi più nulla su mia madre a quel degenerato... avevo imparato a scordarmi di lei, a cancellarla dalla mia vita, per un certo periodo io e mio padre vivemmo in una strana quiete famigliare, lui non infastidiva la mia esistenza con le solite regole dei padri ed io non intralciavo la sua vita, affettiva o lavorativa, eravamo come due coinquilini, ognuno aveva la proprio vita... -
-devo dedurre che hai passato la tua infanzia senta un reale modello affettivo da imitare, non hai mai avuto un genitore?-
-io non ho mai detto nulla del genere. Ho sempre vissuto con una madre, Louise era mia madre- affermai con sicurezza
-Louise?-chiese la strizzacervelli stranita
-la mia badante, cameriera, madre... o almeno divenuta tale in quanto a unico adulto che mi educava, guardava e lodava. Faceva tutto con amore materno, da baciarmi la ferita dopo una caduta, dal punirmi quando sbagliavo, ed io non la considerai mai una sola volta come l'effettiva cameriera che era, per me era tutt'altro, era il genitore che non avevo mai avuto.-
-beh, mi pare che abbia fatto un buon lavoro questa Louise - prima che potessi fare qualcosa per trattenerla, proruppi in un'incontrollabile risata, priva di alcun senso logico
-oh, non la conosci affatto. Ho si detto che era amorevole, ma lo era con me... è lei che mi ha insegnato tutto quello che so, sai cosa mi ripeteva prima di mettermi a letto? Mi sussurrava all'orecchio sempre le solite frasi, che mi accompagnarono nella vita fino ad ora... "ricorda, le donne sono delle infime approfittartici, il loro unico scopo è quello di usare gli altri. Prendile sempre per quello che realmente sono, delle svuota palle, è a quello che servono. Non cascare nella loro buca, e non credere nell'amore, è una perdita di tempo serve solamente a provocare dolore... e fidati non sono mai gli altri a soffrire. Buonanotte angelo mio, lascia che io sia l'unico e il solo tuo amore, e se mai accadere che qualcun altro riesca a far breccia in te, non lasciar mai andare quella persona"... e sai la verità, è tutto ciò che ho atto della mia vita, usare le donne per svuotarmi le palle, per attenuare la mia frustrazione sessuale, nulla di più nulla di meno, quella buonanotte l'ho sempre presa alla lettera, forse in alcuni casi anche troppo, ma so che Louise ne sarebbe fiera... -
-parli di lei al passato... -
-è morta. Dopo che mia madre tornò brevemente a casa, e dopo il suo suicidio, Lou si sentiva in colpa, pensava che avesse dovuto proteggermi meglio da lei, e non farla avvicinare a me, cosa che non le riuscì... non che questo la portò alla morte, sia chiaro, in un certo senso fui io a portarcela...- dissi con una nota di rammarico nella voce -dopo la morte di Jos, mio padre, affrontò male il lutto, consolandosi con l'alcol e con le botte che riusciva a darmi, incolpandomi della morte della sua amata... non resistetti molto a quel susseguirsi di giorni, e Louise non ci poteva far nulla, poteva solamente leccarmi le ferite dopo l'incontro con lui. Il vero colpo di grazia lo ebbe però quando una sera, preso dal raptus della rabbia, riempii mio padre di pugnalate, uccidendolo come il cane che era. A quello Lou non resistette. Il mattino dopo ritrovano sui binari i suoi resti, maciullati e sparsi per le rotaie... si era gettata sotto il treno... e tutto per il senso di colpa che la divorava dentro-.
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ESTER (#Wattys 2016)
HororQuesta storia racconta la vicenda tra Ester e Josh. Una storia cruda, con contenuti molto forti, sia riguardanti violenze: fisiche, sessuali o verbali..sia riguardanti la trama stessa. Josh, un ragazzo straordinariamente bello e all'apparenza buono...
