L'indomani mattina, mentre il sole si infilava timido attraverso le tende della camera, dipingendo la stanza con toni dorati, Giusy si stiracchiò lentamente, avvolta dal calore delle lenzuola e dal profumo di Nadia che sembrava impregnare ogni fibra di quel letto. Si sentiva stranamente leggera, come se tutti i pesi si fossero dissolti. I ricordi della notte passata le danzavano nella mente come fotogrammi vividi: gli sguardi, le risate nervose, il tocco delle loro mani, e quel sentimento che le aveva travolte. Si voltò sul fianco, sperando di trovarla accanto a sé, ma il posto accanto era vuoto, la sagoma del suo corpo appena visibile sulle lenzuola.
Ancora assonnata e con un sorriso leggero che non riusciva a trattenere sentì il suo cuore accelerare per un momento: un riflesso di quella vecchia insicurezza: quella paura che qualcosa fosse cambiato durante la notte. Ma subito si disse che doveva essere solo un pensiero sciocco.
Sospirò e si alzò, avvolgendosi nel lenzuolo, più per pigrizia che per pudore. I piedi nudi sfiorarono il pavimento fresco mentre si avviava verso la porta. La casa era immersa in un silenzio dolce, interrotto solo dal canto lontano degli uccelli fuori dalla finestra. Giusy percorse il cortidoio e sbirciò nelle stanze, poi nello studio, spingendo piano la porta, ma anche lì non c'era traccia di lei. La stanza, però, era pervasa dalla presenza di Nadia: i suoi libri disposti con cura sugli scaffali, i fogli sparsi qua e là, e l'odore familiare di carta e inchiostro.
Fu allora che lo vide. Sul bordo della scrivania c'era un foglio, più in evidenza degli altri, come se fosse stato lasciato apposta per essere trovato. Giusy si avvicinò, ancora con il lenzuolo avvolto attorno a sé, e lo prese in mano. Non poté trattenere un sorriso quando notò la scrittura di Nadia, inclinata e un po' disordinata, ma piena di vita. Sopra il foglio c'era scritta una data: 3 maggio . Quella mattina.
Il cuore di Giusy cominciò a battere più forte. Era una poesia. Si sedette lentamente sulla sedia accanto alla scrivania e cominciò a leggere, trattenendo il respiro.
In questa notte gravida di silenzi,
le nostre anime hanno cantato all'eterno.
Il tuo tocco, verbo sacro di passione,
ha inciso su di me sentieri infiniti.
Le tue labbra, carezze di febbre e abisso,
hanno infranto il velo del tempo,
mentre i nostri corpi, tempio e fiamma,
si fondevano nell'estasi del divenire.
Ora, nell'albore che trema alle soglie,
restiamo sospesi, custodi del segreto,
due ombre che il fuoco ha reso luce,
due universi arsi nell'incanto della notte.
Giusy terminò di leggere con un nodo alla gola. Quelle parole sembravano prendere vita, ogni verso era intriso dell'essenza di Nadia, del suo modo di amare, delle sue paure e della forza che aveva trovato in loro. Per un attimo si fermò, chiudendo gli occhi, cercando di immaginare Nadia mentre scriveva. Forse era stata sveglia mentre lei dormiva, forse si era alzata piano per non disturbarla, rifugiandosi in quella stanza per dare forma ai suoi pensieri.
Riaprì gli occhi e accarezzò il foglio con la punta delle dita. Le parole erano così intime, così vere, che Giusy si sentì quasi travolta. Avrebbe voluto trovarla subito, stringerla, dirle quanto quelle parole significavano per lei. Ma deciso di aspettare. Si alzò dalla sedia, piegò il foglio con cura e lo tenne tra le mani, come fosse un oggetto prezioso.
Fu in quel momento che sentì un rumore provenire dal giardino. Si avvicinò alla finestra e scorse Nadia, seduta sul vecchio dondolo, con una tazza di caffè in mano. Era scalza, avvolta in un maglione troppo grande per lei, i capelli ancora scompigliati. Guardava il cielo come se cercasse qualcosa, o forse come se stesse semplicemente godendo della pace di quel momento.
Giusy scese le scale piano, quasi in punta di piedi, e uscì. L'aria del mattino era fresca, e il sole baciava appena il giardino. Nadia alzò lo sguardo quando sentì i passi avvicinarsi, e un sorriso si aprì sul suo volto, un sorriso che sembrava portare via tutte le incertezze.
«Ti sei svegliata» disse Nadia, con un tono morbido, come se stesse parlando da ore con il silenzio e non voleva romperlo del tutto.
Giusy si avvicinò, mostrando il foglio che teneva ancora in mano «Ho trovato questo» disse, sedendosi accanto a lei «È bellissima. Tu sei bellissima»
Nadia abbassò lo sguardo «È solo un abbozzo di pensieri» ammise, «ma stamattina... dovevo scrivere. Dovevo fermare il momento, prima che mi sfuggisse»
«Non è sfuggito» disse Giusy con dolcezza, posando una mano sopra quella di Nadia «È arrivato tutto, ogni parola» Fece una pausa, poi aggiunse: «Ma la prossima volta, svegliami. Scriveremo insieme»
Nadia rise piano, un suono che sembrava riscaldare l'aria attorno a loro. «Promesso» rispose, stringendo quella mano come se fosse l'unico appiglio di cui avesse bisogno, poi si chinò senza esitare sfiorando le sue labbra.
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La voce della crisalide
RomansaRomanzo (L)GBT《In aggiornamento》 Nadia Orlandi e Giusy Ferrante. Un'insegnante e una cantante. Quindici anni di differenza. Nulla in comune. Avvertenze: temi forti. 1° #trailer (10/06/2024 - 06/08/2024 )
