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Libro 2: 19) Anniversario da cucciolo

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Allora... Eravamo riusciti a bloccare il tempo proprio dopo la consegna del regalo di Andrea. Quindi ora mi tocca spiegarvi cosa successe quando trovai quel meraviglioso e fantasmagorico regalo. Però un po' mi scoccia. Cioè non ho tanta voglia di sforzare il cervello per farvi un mega-riassunto di tutti gli avvenimenti che sono accaduti per farmi ottenere quel regalo...

« Fammelo raccontare a me allora! Sono un bordello di capitoli che mi fai stare in letargo! Prima a causa della gravidanza e poi perché siamo sempre circondati dai parenti. Dammi almeno questa soddisfazione! »

Si propose il piccolo Wolf. Ma non potevo farglielo raccontare a lui. Avrebbe tralasciato i sentimenti e tutte le mille pippe mentali fatte per poter consegnare questo dono ad Andrea. E questo racconto merita di essere spiegato da qualcuno che riesce a mettere a nudo la propria anima.

« Ma se non frega niente a nessuno dei sentimenti. I lettori di questo libro lo seguono perché c'è la figa. Figuriamoci se ora sono interessati ai frivoli sentimenti di una ragazza. »

Probabile, ma non parlerò dei sentimenti di Andrea.

« Infatti, mi riferivo a te. »

Ok... Dopo aver messo da parte il piccolo Wolf, direi che possiamo iniziare il "flash-back". Tutto iniziò il mattino del 16 Dicembre, giusto poco prima di andare a lezione...

« Noia! »

Muto tu! Riprendiamo... Come sempre ero in messo in difficoltà dalle coincidenze degli autobus di Roma, che sono precisi almeno quanto Trenitalia, e stavo attendendo sotto casa il passaggio del 558, che poi avrei cambiato con il 20 una volta arrivato a Ciamarra.

« Cosa non si fa per evitare di pagare il biglietto della metro... »

Durante l'attesa, vidi qualcosa di curioso. La fermata del pullman era proprio sotto casa mia e, di fronte al portone del palazzo di casa, c'era Daniele. Ve lo ricordate il rugbista? Il fidanzato di Mary? Ovvio che ve lo ricordate... Quando ho scritto di lui, molte lettrici si sono rinchiuse in bagno immaginandolo come il nuovo Brad Pitt della carta stampata... Ma è normale. I maschi sbavano leggendo di Andrea e di Linda, quindi mi sembra giusto che anche voi abbiate un vostro idolo maschile. Un po' me la prendo per il fatto che non sia io...

« Non dovevi continuare il racconto? »

Giusto! Il ragazzo stava aspettando all'uscita del portone di casa, con delle rose rosse in mano ed una scatola di cioccolatini. Incuriosito dalla scena, mi diressi verso di lui per salutarlo. Era da un po' che non lo vedevo in giro. Anche se, in realtà, ho visto più volte lui che Mary, dato che non stava mai a casa.

« Ciao Leo! »

Mi disse con un sorriso così splendente che per poco non mi accecò.

« Fiori e cioccolatini. Giornata importante? »

Chiesi sornione guardando quei doni. Daniele mi spiegò che era l'anniversario suo e di Mary e che quello sarebbe stato solo l'inizio. Aveva programmato tutta la giornata solo per poter passare più tempo possibile con la ragazza. Si era preso una giornata di permesso dal coach e si era svegliato presto per poterla accompagnare all'università con la macchina.

« Università? Passerà il vostro anniversario con la testa piegata sui libri? »

Domandai incredulo per la caparbietà messa nello studio da parte della dottoressa. Era da un po' di tempo che mi chiedevo quanto fosse più difficile medicina rispetto ad infermieristica, ma, non avendo molti amici medici, potevo solo consultarmi con gli studenti di infermieristica più grandi di me. A quanto avevo capito, loro avevano un piano di studi più pesante e più costante rispetto al nostro corso di laurea. In compenso il nostro corso di laurea si rivelava arduo almeno quanto il loro quando si iniziava il tirocinio. Dovete sapere che, in infermieristica, si incomincia il tirocinio sin dal primo anno e che dovevamo fare almeno un paio di mesi di pratica ogni semestre. In più il bilanciamento tra tirocinio, esami e lezioni, almeno a Roma, era completamente sballato. Solo il primo anno avevamo tre mesi di lezioni, da Novembre fino a Gennaio, tre mesi di tirocinio, da Febbraio fino a fine Aprile, altri due mesi di lezione, da Maggio a metà Giugno, e, per finire, altri due mesi di tirocinio, ovvero Luglio e Settembre, dato che Agosto avevamo un mese di pausa. E, per chi stava indietro con le ore di tirocinio, anche Agosto era consigliato di fare per recuperare. In tre anni, dovevamo fare almeno 4600 ore di tirocinio e dovevamo dare gli esami durante il periodo di pratica, quindi avevamo pochissimo tempo libero per studiare. Discorso a parte è rivolto ai medici, che iniziavano il tirocinio solo dal terzo anno di università. Molti infermieri consideravano una barzelletta il tirocinio medico, dato che era composto solo da una decina di ore alla settimana e, certe volte, i medici li facevano andare via prima. Poi loro non lavoravano all'interno dell'ospedale, ma guardavano. Facevano il giro dei letti con i professori per parlare delle diagnosi o, al massimo, guardavano qualche operazione particolare. Molti dei miei colleghi ridevano del fatto che, alcuni studenti di medicina, non sapessero fare nemmeno un prelievo del sangue ai pazienti senza causargli un ematoma. Ma questa è la dura legge della medicina: a loro lo studio, la memorizzazione delle malattie e la prescrizione dei farmaci; a noi infermieri la pratica, l'empatia ed il sacrificio. Peccato che prendiamo molto di meno come stipendio...

« Si, ma poi la porto a mangiare a Trastevere. Tutta la serata mi è costata duecento euro. »

Daniele non aveva badato a spese per quella giornata. Avessi avuto i soldi, anche io avrei organizzato una cosa del genere per la mia ragazza.

« Wow.. Hai organizzato qualcosa di lusso. »

In quel momento il mio pensiero andò a finire al mio portafogli, sempre vuoto e mai con un amico con cui parlare. Aveva sentito solo leggende sulle banconote superiori ai cento euro. In compenso, però, aveva un sacco di amici da dieci e venti centesimi... Tutto d'un tratto, Daniele mi fece vedere anche il regalo che avrebbe consegnato a Mary alla fine della giornata. Giusto come colpo finale.

« Una collana con il ciondolo a forma di cuore. Come sei cucciolo. »

Ok... Quella frase poco eterosessuale ha sconvolto anche me quando lo dissi. Ma mi venne in automatico definirlo così. Era un gesto molto romantico ed io non ho un cuore di pietra. Dentro quell'ammasso di muscoli e testosterone, batteva il cuore di un innamorato. Purtroppo, però, la nostra discussione non potè durare a lungo. L'autobus stava arrivando e dovevo per forza prenderlo se non volevo perdere le coincidenze. Perciò salutai Daniele e mi gettai all'inseguimento della vettura.

« Devo decidermi anche io a pensare ad un bel regalo per Andrea... Dopotutto Natale è alle porte. »

Pensai durante l'orario di lezione, mentre Daniela mi scarabocchiava organi fallici sulle mani. Il mix di pensieri uniti alla lezione noiosa, mi faceva stare in un'altra dimensione, per questo non mi accorsi degli scarabocchi disegnati dalla mia compagna. Per mia fortuna, la giornata finì abbastanza velocemente. O almeno era quello che avrei voluto dire... Provate voi a stare a lezione dalle otto di mattina fino alle sette di sera. In più dovevo prendere due autobus per tornare a casa, quindi tornavo quasi sempre alle nove, sempre se avevo le azzeccavo le coincidenze. Scesi dall'autobus con la schiena a pezzi, con delle occhiaie incredibile sotto agli occhi e con la mano sinistra piena d'inchiostro. Il mio unico pensiero, in quel momento, era rivolto verso il letto e non vedevo l'ora di rincasare e di stendermi con Andrea per una lunga ronfata. Purtroppo, però, qualcosa mi fermò all'entrata del cancello di casa mia e, sinceramente, rimasi scioccato nel vederlo. Vi ho detto che un capitolo di flash-back bastava per raccontare tutto quanto. Ma credo di avervi detto una cazzata. Un capitolo non bastava, perché quella giornata non era ancora finita. Anzi era appena iniziata ed il letto avrebbe dovuto attendere. Sotto il cancello di casa mia c'era Daniele, appoggiato al citofono e con le lacrime agli occhi...


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