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Libro 1: 27) Stream of consciousness

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Allora.. Dove eravamo rimasti? Ah.. All'incidente.. Beh non è che vi posso dire molto su cosa è successo dopo. Perché sono morto e voi avete ascoltato per tutto il tempo il racconto di un fantasma..

« Bazinga. »

Ovviamente non sono il Bruce Willis della situazione e non stiamo ne "Il sesto senso". Però cosa volete che vi dica? Non ti accorgi molto di cosa accade al tuo corpo o al tuo cervello dopo un incidente, soprattutto se svieni al contatto con il mezzo. Diciamo che per un po' di tempo ho sognato di ballare con i rosafanti. Sicuramente in questo lasso di tempo saranno successe cose importanti tipo: chiamata dell'ambulanza, primo soccorso, trasporto in ospedale, trasferimento in terapia intensiva e macarena in reparto.. Ma non potrò mai dirvelo con certezza Perché non ero cosciente di nulla. Potrei dirvi subito cosa successe al mio risveglio, ma sarebbe troppo noioso per voi ed arriverei subito alla fine del libro. Meglio allungare un po' il brodo con qualcosa di divertente. Non credete?

« No? Non ve ne fregate nulla e volete sapere subito cos'è successo in ospedale? Fottetevi! Il libro è mio e decido io quando allungare inutilmente la storia. Considerate questo capitolo come un filler della storia principale. »

Siete riusciti perfino a fare incazzare un povero degente d'ospedale.. Non vi vergognate? Ma roba da pazzi..

« Allora.. Cosa potrei raccontarvi.. Cerchiamo un po' di notizie interessanti nel database del mio cervello. »

Non fate caso al browser che uso. Mi hanno regalato il cervello con i punti della spesa e con Internet Explorer installato, e sono troppo pigro ad installarne altri. Ma credo che ve ne siate accorti da tempo.

« Momenti d'infanzia.. Meglio di no.. Non ho voglia di raccontarvi delle esperienze traumatiche subite da bambino per colpa di Satana. Scuola nemmeno.. Ho un voto di diploma che fa ridere i polli e la carta "carriera liceale" me la tengo buona per un prossimo incidente.. Oh oh oh.. Guarda cosa ho trovato. Ultima esperienza sessuale.. Ma non posso raccontarla sennò scandalizzo i bambini che leggono la storia. »

Tralasciando il fatto che anch'essa era una storia traumatica ed al solo pensiero di quella occasione mi viene da vomitare.

« Finito? Ho così poca memoria nel mio cervello? »

Ehm.. Tralasciando questo momento imbarazzante, credo che sia meglio trattare superficialmente l'argomento che voi volete ascoltare più di tutti. Quindi pensate intensamente a cosa volete sentire ed io ve lo racconterò. Abbiamo inventato il televoto mentale signori. Solo in questo libro le più grandi scoperte tecnologiche del millennio.

« Avete scelto infanzia con Satana.. Vi piace ridere dei miei traumi, vero? »

Allora.. Direi di iniziare sul lato più fastidioso di Satana: il razzismo. Mia madre è molto razzista sia sul colore della pelle, sia sulla religione, sia sulla cultura alimentare, sia su quale Tomb Raider ti piace di più.. Ha una forma di razzismo selettivo studiato da giovane per evitare ogni forma di esperienza culturale che sia diversa dalla sua. Vi dico solo che è così tanto chiusa mentalmente che ogni volta che vede uno abbronzato grida "Mussulmano". Si.. Stiamo a questi livelli.. E non vi dico cosa succede quando andiamo a mare l'estate. Poi è parecchio scettica sulla cucina orientale. Io adoro la cucina cinese e non ho mai detto a mia madre che ogni venerdì esco e mi mangio qualche raviolo al vapore di nascosto. Sennò dovrei subirmi le urla del tipo:

« Quelli cucinano i cani e gatti! E le loro cucine sono antigeniche! »

Escludendo il fatto che la nostra cucina a Taranto è dominata dalle formiche, quindi la parte igienica è meglio non nominarla. Ma c'è un fattore che mia madre si scorda in continuazione. Noi viviamo in un paese vicino a Taranto dove, nel periodo dopo la seconda guerra mondiale, si viveva in maniera molto precaria. Dato che il cibo scarseggiava, indovinate cosa mangiavano i nostri antenati per sopravvivere? Se avete detto patatine fritte, avete sbagliato! Mangiavano cani.. Proprio per questo, per insultarci, ci chiamano "mangiacani". Ma mai parlare di ciò a mia madre sennò si rischia di finire nel suo stufato, cotto a fuoco lento ed imbottito con le patate. Ma torniamo sull'argomento razzismo.. Il nostro palazzo era pieno zeppo di testimoni di Geova. Io non ho nulla contro di loro ed ho parecchi amici che professano quella religione. Mia madre, invece, qualche problemino l'ha avuto. Non appena arrivò nel palazzo, la prima cosa che disse ai vicini fu:

« Finché voi non verrete a bussare alla mia porta come fate di solito con il mondo, vivremo bene in questo condomino. »

Potete solo pensare alle conseguenze di quel gesto.. Nomina in tutto il paese di demonio e di mangiatrice di anime, senza contare la mancanza di una vita sociale. Mia madre, infatti, ha solo un'amica all'interno del palazzo e, dopo quasi vent'anni, ancora non capiamo quale forza sostenga la pazienza della nostra vicina. Credo che rimarrà un mistero a cui nessuno saprà rispondere , come quello sull'uovo e sulla gallina. Essendo mia madre così tanto razzista con i suoi vicini, indovinate cosa faceva con i figli dei vicini. Loro giocavano tutti i giorni nel cortile sotto casa a pallone e, spesso, citofonavano a casa per chiedere:

« Leo può uscire a giocare? »

Ovviamente la risposta di mia madre era no.. Non potevo mica avere come amici dei testimoni di Geova.. Mai sia mai che mi possano portare nella loro "setta". Ma la risposta non cambiava mica con i bambini che lei considerava "normali". No.. Mi ha tenuto in casa, senza uscire con i miei amici di scuola, fino all'età di quindici anni. Solo con il liceo ho visto la luce del mondo esterno.

« Oh.. A proposito di luce.. »

Ragazzi, mi sono dilungato troppo e mi sono svegliato su un letto dell'ospedale di Tor Vergata. Sono ancora un po' allucinato dagli eventi e dalla morfina che ho nelle vene.. Quindi credo che vi racconterò meglio cosa ho attorno a me la prossima volta che sarò più lucido. Anche se sento qualcosa di strano. Uno strano calore mi riscalda la mano destra. Cosa potrà essere? Facciamo che lo scopriamo ora?

« Cosa è successo? »

Chiesi quasi senza forze. Facevo fatica ad alzare la testa e la vista era completamente annebbiata. Girai il volto verso la mia mano e vidi che qualcuno la stava stringendo con forza.

« Leo! Mi senti? »

La stanchezza ed il mal di testa mi fecero crollare nuovamente tra le braccia di Morfeo. Ma riconobbi distintamente quella voce. Era quella di Andrea.

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