Vendetta... La dolce e cara vendetta. Una compagna fedele che ti accompagna per tanto tempo e di cui devi goderti ogni momento perché, una volta compiuta, ti lascia un sapore dolce e delicato che all'inizio potrebbe piacerti, ma che con il passare del tempo ti porta al disgusto. Ciò non è fottutamente vero se si parla di vendetta universitaria nei confronti di una professoressa bastarda che ti ha fucilato in pieno petto senza che tu possa manco dire:
«Je suis...»
Bam! In pieno petto e con il rimorso di non poter dire uno dei tanti tormentoni acchiappa like, causati da una disgrazia, che girano su Facebook. Passò una settimana da quel fatidico giorno e giuro che non mi mossi dalla scrivania nemmeno per un istante.
«Serie televisive? Dimenticate. Fumetti? Bruciati. Figa? Preferisco tagliarmelo.»
«Ehi! Capisco la tua determinazione, ma adesso esageri!»
Protestò inutilmente il piccolo Wolf, ma ero troppo concentrato per potergli dare l'attenzione che si meritava. Rimasi a studiare per giornate intere, spinto dal desiderio di morte e pestilenza ai danni di quella strega che mi aveva bocciato. Il problema principale non era nemmeno tanto la bocciatura, dato che ero il primo ad ammettere che non avevo toccato libro per quella materia, ma ciò che mi bruciava era il come mi avesse bocciato, mettendomi sulla gogna di fronte l'intero corso di laurea e facendomi fare la figura dell'imbecille, del decerebrato e del "Pippo".
«Ma se tu adori Pippo...»
Taci! Quindi, dopo giorni interi passati con il muso incollato sui libri, ero finalmente pronto ad affrontare uno dei miei più grandi nemici: la professoressa di immunologia.
«Lupo, tocca a te.»
Mi disse con disprezzo. Sebbene non fossi stato l'unico bocciato di quel giorno, probabilmente fui colui che fece incazzare di più la professoressa, dato che fui l'ultimo della mattina e non risposi nemmeno ad una sua domanda. In più dobbiamo ricordare il fatto che gli "feci perdere tempo prezioso"... Ma, questa volta, ero pronto. Katana sul fianco per squarciare ogni possibile domanda a tradimento, fucile a canne mozze sulla schiena per sparare in testa a qualsiasi bocciato-zombie per ogni minimo segno di protesta inerente alla loro bocciatura durante la mia interrogazione, bomba a mano innescata in caso di mancata risposta per poter far esplodere sia me che la professoressa, così da portarla nell'oltretomba con me. Avevo pensato a tutto per poter uscire vincitore da quello scontro. O, farei meglio a dire, quasi a tutto.
«Bene... Parlami degli stimoli recettivi dei linfociti e della reazione chimica che coadiuva la loro attivazione nei casi di allergia.»
Sebbene tutti gli studenti utilizzino la frase:
«Ho studiato tutto quanto. Niente può fregarmi!»
Ci sarà sempre un argomento del quale tu non sei a conoscenza o del quale sei più debole rispetto ad altri. Fino a quel momento, l'esame era andato alla grande. Avevo risposto a sei domande senza mai sbagliare ed ancora la professoressa non voleva mandarmi a casa con un voto degno della mia interrogazione. Anzi, provava in tutti i modi di farmi uno "sgambetto" per potermi bocciare nuovamente e, quell'ultima domanda, poteva essere la mia condanna a morte.
«Trovato qualcosa negli archivi?»
Chiesi al piccolo Wolf nella speranza di trovare qualche file riferente a questo argomento all'interno del mio cervello.
«Nulla! Ho trovato solo qualche riferimento generale ai linfociti, due o tre cose riferenti all'attivazione, qualche file zip su "Esplorando il corpo umano" ed un sacco di porno. Ma che cosa hai assimilati in questi giorni?»
Mi domandò con aria perplessa, guardando delle immagini di attrici poco vestite o di cosplayers in pose provocanti. Non era quello il momento di andare nel panico, quindi dovevo cavarmela con il poco materiale che avevo a disposizione e dovevo tentare il tutto per tutto.
«Usiamo il porno?»
Ignorando il piccolo Wolf, incominciai a parlare a manetta dei linfociti alla professoressa, tentando di dirgli tutto ciò che sapevo su di loro e provando ad aggirare alla domanda con una curva così stretta che anche Valentino Rossi aveva iniziato a studiare la mia tecnica per le sue prossime gare. Sebbene gli servisse di più studiare ad un modo a come evadere meglio le tasse per il futuro, dato che la prima volta gli è andata male. Andò tutto liscio fino a che la professoressa non mi chiese:
«Ok, arriva al punto però.»
Nella mia testa sentii il caricatore del fucile a pompa della professoressa premermi sulla tempia.
«Non c'è un punto! Stiamo andando sul generale per non far affondare la baracca che si regge con i cerotti dei Digimon vecchi del 2004! Apprezza lo sforzo almeno!»
Disse il piccolo Wolf cercando di buttare fuori dalla mia mente l'acqua o le informazioni in eccesso con un secchio arrugginito per non far riempire di stronzate il mio cervello e per non farlo affogare ed andare in tilt. Purtroppo era vero, stavo evitando come la peste la sua domanda, dato che non conoscevo la risposta e, quando ricominciai a parlare in maniera generale di ciò che sapevo, la strega si accorse del mio bluff e minaccio di esplodere in malo modo...
«Lupo! È inutile che continui a fare il filosofo con me! Non devi aggirare la mia domanda! Ti ho chiesto una cosa specifica, non tutto l'argomento generale! Adesso dimmi... Sai rispondere a ciò che ti ho domandato oppure no?»
La mia tattica del "parla di cose randomiche così ti passa la paura e lei non avrà il coraggio di bocciare uno che ha parlato per un'ora di fila" aveva toppato e vedevo, in quel momento, tutti i miei sogni svanire in una nuvola di fumo. In più, la prossima volta, devo dare nomi più corti alle mie strategie. La delusione che si poteva leggere sul mio volto era palpabile e la professoressa non aspettò un secondo di più per calare la mannaia sul mio povero collo, dandomi la miserabile fine di un Eddard Stark dei poveri e buttandomi nel cosiddetto "limbo" degli studenti che devono recuperare delle materie a settembre.
«Dileguati.»
Mi disse sparando a freddo senza nemmeno guardarmi negli occhi. Bocciato di nuovo per una singola domanda, dopo un'interrogazione degna di un ventitré come minimo. In quel momento non riuscii nemmeno a dire una parola. Nessun suono uscì dalla mia bocca e l'unica funzione che il mio cervello riusciva a regolare era quella del movimento delle gambe per potermi allontanare dalla cattedra e da quella vipera della professoressa. La cosa che mi preoccupava di più non era tanto il fatto che avrei dovuto portare delle materie a settembre, dato che comunque mi sarei tenuto un paio di esami per quel mese, così da poter studiare degnamente per ogni argomento, ma era il fatto che avrei dovuto affrontare di nuovo quella strega tra un paio di settimane con la consapevolezza che, al primo errore, per sarebbe stato "Game over". Come si può affrontare un avversario che ti mette in una condizione tale di stress e di angoscia? Questa interrogazione mi era servita per capire il metodo di giudizio di quella professoressa: bisognava studiare tutto a memoria. Cosa non facile dato che lei non aveva mai fatto una lezione ed aveva solo un libro di 500 pagine. Mi sentivo svuotato ed il piccolo Wolf era dello stesso umore. Dovevamo affrontare un'altra battaglia con quel mostro dai capelli grigi e che non superava il metro e sessanta. Costei si era anche aggiudicata il titolo di "Boss finale".
«Lei è l'ultimo ostacolo di quest'anno... Lei è il Lord Gwyn di Dark Souls.»
Avevo perso ed ero rimasto ucciso nel tentativo di finire il gioco prima del tempo e prima ancora di essere con la mia armatura definitiva.
«Ma noi non demorderemo!»
Dal nulla mi apparse un segnale luminoso sopra la testa con una freccia rossa che indicava il mio orecchio sinistro e con la scritta.
«Insert coin here.»
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Uno VS Tre
HumorQuesta è la semplice storia di un ragazzo appassionato al mondo nerd che condivide la casa con una squillo, con un medico ed un beta tester. Come potrebbe essere la vita in un contesto del genere? Sarà un sogno o un incubo? Diciamo che sono più prop...
