[Scritta ascoltando 'Ain't No Mountains High Enough' di Marvin Gaye & Tammi Terrel]
Sfiori l'immagine del viso di Sam sullo schermo. "Mi manchi un sacco." Gli dici.
"Lo so, anche tu." Ti risponde.
Era così che iniziavate ogni videochiamata. Sei felice di riuscire a vederlo, almeno attraverso lo schermo del tuo portatile, anche se non é la stessa cosa di poterlo abbracciare. Anche tu, fino a pochi mesi prima, ti trovavi in Texas, ma vi siete dovuti trasferire a New York a causa del lavoro di tuo padre. Tu e Sam vi eravate messi assieme appena un anno prima, dopo un po' di tempo durante il quale sapevate di piacere l'una all'altro, ma nessuno dei due aveva avuto il coraggio di fare il primo passo. Non sai quanto potrá ancora andare avanti la vostra relazione. Quando tuo padre ti aveva comunicato questa cosa... E tu l'avevi detto a Sam, sapevate entrambi che mantenere una relazione a distanza sarebbe stato complicato ma avevate lo stesso deciso di rimanere insieme.
Ti giri il fine anello che hai all'anulare e sorridi, felice di vedere Sam. "Com'é andata oggi?" Gli chiedi.
"Come al solito." Ti risponde, sorridendo a sua volta. "Dean ha quasi cominciato una rissa con quelli della squadra di football perché si era messo a flirtare con la ragazza sbagliata. Il professore di Tecnologia non smette di propinarci verifiche su argomenti non visti in classe e quella di Inglese ha fissato test per i prossimi 3 mesi. L'unica cosa nuova che è successa ultimamente è l'arrivo in città di una ragazza, che ora è iscritta alla nostra scuola. Si chiama Charlie, ha i capelli rossi, ed é molto simpatica, ma, sai... Credo le piacciano le ragazze, visto il modo in cui ha respinto le avance di Dean." Ride. Lo guardi e il sorriso sul tuo volto si fa più luminoso. Sam ti faceva questo effetto, riusciva a tirarti su anche senza rivolgerti parole di conforto, anche se era stata una pessima giornata. Ti bastava guardarlo sorridere, o solo parlare un po' con lui. "Dovevi vedere la sua reazione!" Si asciuga una lacrima scesa dal tanto ridere. "A te invece com'é andata?"
"Essere la nuova arrivata é piuttosto difficile. E qui sono decisamente più avanti di noi quindi mi sto uccidendo di studio per mettermi in pari." Sospiri. "Poi ho conosciuto questo tizio... Simon, sembra molto simpatico e ha questo amico, Jonathan -molto carino- che ci ha provato con me." Ridi, notando una punta di rabbia nel l'espressione di Sam. "Sei geloso?"
"Certo che si!" Esclama. "Gia qui in Texas facevo fatica a tenere alla larga da te tutti i ragazzi che ti sbavavano dietro--"
"Tanto non potrei desiderare di meglio." Lo interrompi e gli sorridi. "Tu sei il miglior fidanzato che potrei mai desiderare, Sam, come faccio a posare gli occhi su qualcun altro -per quanto carino sia-?"
"Di' a questo Jonathan che non deve azzardare a sfiorarti o prendo il primo volo per New York e lo scuoio vivo." Dice, minaccioso ma sorridente.
"Faró in modo di farglielo sapere." Ridi.
Sam si fa serio. "A proposito di voli... Quando tornerai in Texas?" Ti chiede.
"Non lo so..." Rispondi a malincuore. "Sto cercando di convincere papà a tornare lì per il Ringrazianento, o per le vacanze di Natale... Insomma, in Texas abitano i suoi genitori, e... Vede che io voglio tornarci..." Racconti. "Ma lui non sa se riesce a liberarsi..."
"Capisco..." Abbassa lo sguardo.
"Mi dispiace, Sammy..." Sussurri.
Attraverso la chiamata si sente la voce di Mary Winchester che annuncia 'É pronta la cena!' Sam esita. "Dispiace anche a me, ma speriamo in bene, non vedo l'ora di rivederti. Ora devo andare a cena.... Ci-- Ci sentiamo domani alla stessa ora, okay?"
"Certo. Salutami i tuoi e Dean." Gli sorridi tristemente.
"Ti amo." Ti dice.
"Anch'io." Sussurri. Sam chiude la chiamate, il tuo schermo si fa nero. Guardi assentemente lo schermo spento del computer per qualche minuto. É notte fonda a New York, ma tu non riesci a dormire. Da quando vi siete trasferiti, a causa del jet-leg o altre cazzate del genere, non riesci a prendere sonno. Lo schermo del tuo computer si accende di nuovo e vedi Sam, la testa tra le braccia, poggiata sulla scrivania, e la schiena che sussulta, quasi ritmicamente. Sta piangendo. Vederlo così fa stare male anche te. Vorresti attirare la sua attenzione ma, prima che tu possa fare qualunque cosa, senti la porta di camera sua che si apre e Dean che lo chiama. "Sam, mamma ha detto almeno 10 minuti fa che la cena-- Sam?"
Vedi Sam alzare la testa verso suo fratello e asciugarsi il volto dalle lacrime. "Dille che non vengo a cena, non ho fame."
"Sammy, é tutto okay?" Chiede Dean, preoccupato.
"Mi sembra evidente di no, ora vattene." Gli dice, la calma nella sua voce era quasi innaturale. Dean fa per ribattere, ma Sam lo interrompe: "Va' via!"
Dopo che senti la porta chiudersi, guardi per qualche secondo lo schermo, sconvolta. "Sammy..." Lo chiami, la voce che trema.
"T/N-- Credevo di...--"
"Sam, perché non mi hai parlato di tutto questo?" Gli dici, cerchi di mantenere il tono dolce, anche se, pronunciando quelle parole, ti scappa una nota di rimprovero. Non ci voleva un genio per capire che stava piangendo perché gli mancavi.
"Perché... Cosa avresti potuto fare? Teletrasportarti qui e confortarmi? Non credo. Non sai quanto ti vorrei di nuovo qui-- Di fianco a me. Ho bisogno di abbracciarti di nuovo. Sto male, T/N, per tutta questa cosa!" Sputa fuori, mentre si passa le mani sul viso per asciugare le lacrime.
"Lo so come ti senti." Dici, una lacrima ti scivola su una guancia. "Mi sento anch'io così." Esiti, insicura se affrontare o no quell'argomento. "Sai.. Ci stavo pensando da giorni... A una soluzione per tutto questo. Ho 17 anni, tra 6 mesi ne compieró 18, e quella, secondo mio padre, è l'etá minima per vivere da sola, a quel punto sarei tornata a vivere in Texas. Ma non riesco a-- Non posso chiederti di resistere altri 6 mesi."
"T/N...--" cerca di fermarti.
"No, Sam, aspetta." Sospiri. "Mio padre sa quanto sia difficile tutta questa storia per me, e ieri mi ha chiesto se volevo tornare in Texas. Io gli ho detto di si, ovviamente. Ha pensato di farmi trasferire dai nonni... Mi ha dato una settimana per decidere se provare a restare qui con lui o tornare indietro. Ma non serve. Io voglio tornare lì. Il Texas é dove sono nata. Dove sei tu..." Cerchi di sorridere, mentre altre lacrime ti rigano il volto. "Resisti un'altra settimana. Una sola, Sammy, e poi saró di nuovo lì. Non te ne ho parlato perché volevo che fosse una sorpresa ma..." Sorridi complicemente.
Singhiozza, ma ora sorride. "T/N... Io...--"
"Se non sai che dire, non dire niente. Tieni quelle parole... O qualsiasi cosa tu stia pensando da parte.. Una settimana, una sola, e poi potrai dirmi tutto." Gli dici.
"Ti amo." Ti dice.
"Shh! Tienilo da parte per quando ci vedremo!" Sussurri sorridente, sfiorando lo schermo.
Sull'aereo, una settimana dopo, ripensi alla settimana passata. I pochi amici che ti eri fatta ti avevano aiutato a fare di nuovo i bagagli. Ripensi a Sam, che ti chiamava ogni volta che poteva, per sapere a che punto eri con i preparativi, e a tuo padre, che continuava a chiederti se quella era davvero la cosa che volevi. Ogni volta rispondevi di sì, quasi annoiata, ma felice che si preoccupasse tanto per te. E poi... Gli avevi fatto promettere che sarebbe venuto da voi, almeno a Natale.
In aeroporto, appena presa la valigia ti eri diretta verso l'uscita e, appena varcata la soglia dell'aeroporto -questa volta per restare in Texas- avevi trovato un comitato di accoglienza ad aspettarti: c'era la famiglia Winchester al completo, ansiosa di vederti. Eri corsa verso di loro, tirandoti dietro la valigia cigolante. "Tuo padre ci ha chiesto di accompagnarti dai tuoi nonni." Dice Dean, prendendo la tua valigia e caricandola in macchina. Sam ti tira a se e ti stringe forte, tu ricambi l'abbraccio. Lacrime di felicitá ti rigano il volto.
