Dottore (9) | Aliens and kisses...

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"Dottore, cosa c'è che non va?" Gli chiedi per l'ennesima volta, avvicinandoti e posandogli una mano sulla spalla.

Lui scuote la testa. "Niente, sono solo pensieroso. Non c'è niente che non va."

Rifletti qualche secondo e poi, capendo, fai in modo che si giri a guardarti. "Un evento in particolare al quale stavi pensando?" Chiedi, alzando un sopracciglio. Distoglie lo sguardo.

Già, avevi decisamente ragione. Avevi intuito che era quella cosa a renderlo turbato, ma non ci credevi: insomma, gli avevi inviato tanti di quei segnali, possibile che non li abbia recepiti?

Ripensi alla scena del giorno prima. Eravate a questa strana corte di questo strano re alieno.

Il pianeta su cui eravate -dal nome impronunciabile- aveva abitanti che somigliavano in tutto e per tutto alla razza umana... Eccetto per il fatto che erano blu. Cioè, non tutti blu, ma la pelle sì.

Atterrasti con il TARDIS nella sala del trono e uscisti, impugnando il blazer di Jack. In tasca avevi il cacciavite sonico, ma dubitavi che, in una circostanza del genere avresti usato quello strumento: eri lì per ottenere quello che volevi e non avresti usato un cacciavite. Alcune guardie blu dall'armatura bronzea ed elaborata -le guardie reali- corsero nella tua direzione. Alzasti il braccio che impugnava l'arma e lo puntasti al soffitto per poi sparare, ottenendo come risultato 1) una lieve pioggerella di marmo alieno, 2) il fermarsi delle guardie e 3) l'attenzione di tutti nella sala.

"Sono qui per i miei amici, e non credo che mi lascerò fermare facilmente." Dicesti ad alta voce, arrabbiata. "State indietro, non ho paura di usare questo arnese."

"Ow, ow, ow." Esclamò una voce maschile e profonda. Ti girasti nella direzione dalla quale era provenuta la voce, senza abbassare l'arma e vedesti il re del pianeta che si alzava dal suo trono. "Non c'è bisogno di tirare fuori gli artigli." Disse con fare ammiccante.

Dovevi ammettere che era affascinante, malgrado la pelle blu e i capelli rossi brillanti [rosso capelli, non rosso carminio o altro], infatti era alto e muscoloso. Le sue vesti non lasciavano molto spazio all'immaginazione, considerando che indossava praticamente solo un paio di pantaloni e un lungo mantello di un tessuto semi-trasparente e luccicante, entrambi sull'azzurro. "Non sono affatto qui per scherzare." Ringhiasti.

"Non è così che ci si rivolge a sua maestà." Ti rimbeccò lui.

"Bene, sua maestà, mi restituisca i miei amici e vivremo tutti felici e contenti." Dicesti, schernendolo.

"Mi ferisci, cara T/N dalla Terra... Potremmo negoziare pacificamente." Ribatté mellifluo.

"Se davvero avessi l'intenzione di ferirla, sua maestà, lei sarebbe a terra e non respirerebbe." Dicesti in tutta risposta. [Non ho assolutamente citato Jupiter.]

"Porta rispetto!" Urlò lui, perdendo la pazienza. "O puoi scordarti i tuoi cari amici."

"Poco fa ha detto che potevamo negoziare." Ritornasti indietro, per evitare una brutta fine.

Scese lentamente le scale e venne nella tua direzione. "Sì, possiamo. Sei saggia T/N, perciò sarò leale in questa contrattazione. Ti devo chiedere solo una cosa in cambio." Sorrise.

"Prima voglio che portiate qui i miei amici. Devo assicurarmi che siano sani e salvi." Ringhiasti quasi.

Scosse la testa con fare di scherno. "Prima la fine della contrattazione, poi il materiale di scambio."

"Cosa vuole in cambio?" Gli chiedesti.

"Un bacio." Sussurró lui, avvicinandosi ancora e scostando una delle guardie. Avresti potuto semplicemente sparargli, ma non lo facesti. Troppo sbigottita: quel re di un pianeta lontano voleva un tuo bacio in cambio di delle vite. Ti sentisti violata, solo alla proposta, solo al pensiero, ma dovevi farlo: il Dottore e Jack erano in pericolo. Le guardie approfittarono di questo tuo momento di esitazione e ti requisirono il blazer dalle mani, per poi allargare le tue braccia ai lati del tuo corpo e tenerle ferme. Strattonasti, con l'intento di liberarti, ma invano.

Superwholock x Reader (ita)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora