Era da mesi che viaggiavi con il Dottore, e ormai lo conoscevi abbastanza da capire se qualcosa non andava. Oggi era un po' più strano del solito, non ti aveva praticamente parlato quella mattina, e, quando gli avevi chiesto cosa avrebbe voluto fare, non ti aveva risposto. Era da un paio di giorni che era piuttosto triste. Era stato costretto a uccidere -o forse congelare nel tempo?- a sangue freddo la popolazione di un'asteroide in un'altro settore galattico rispetto alla Terra. Tu non ti ricordi bene cos'é successo, né com'é successo perché sei stata messa fuori gioco da uno dei ribelli su di esso e il Dottore non aveva voluto spiegarti com'era andata. Tu stavi male a vederlo così e il giorno prima avevi cercato di distoglierlo... Più che altro di consolarlo parlando di quello che era successo, ma lui ti aveva gridato addosso che l'aveva fatto di nuovo quando si era ripromesso di non farlo più, non avevi capito a cosa si era riferito e poi era andato in camera sua, infuriato; quando eri andata a vedere se era sbollito e a chiedergli scusa l'avevi trovato sdraiato sul suo letto, stava dormendo, ti sei avvicinata a lui e gli hai tolto gli occhiali, dandogli poi un bacio sulla fronte.
"Dottore?" Lo chiami.
"Mhm?" Fa lui, sta facendo dei calcoli e scrivendo degli appunti su un foglio.
"Ieri... Volevo scusarmi per averti fatto arrabbiare--" Noti che non ti sta ascoltando. "Quindi sono uscita da camera mia ma poi ho trovato un Dalek che vagava per i corridoi e mi ha chiesto se volevo del tea, io ho rifiutato e quello ha preso a inseguirmi ma poi é scomparso, probabilmente si é perso." Racconti, mantenendo la voce più ferma e seria che ti riesce.
"Interessante." Commenta.
Come volevasi dimostrare. "Dottore!" Esclami. "Non mi stai ascoltando!"
Lui alza lo sguardo su di te, confuso. "Certo che ti sto ascoltando..." Gli occhiali sulla punta del naso lo rendevano molto professionale e... Sexy.
"Ah si? Ti ho appena raccontato una storia totalmente inventata di sana pianta sul fatto che ieri mi sono imbattuta in un Dalek nel TARDIS e tu non hai battuto ciglio." Non risponde. Colto sul fatto, il soggetto appare confuso e irritato. Pensi sarcastica. "Si puó sapere che hai oggi?"
"T/N... Io... Ieri non avevo intenzione di urlarti contro, solo che..." Si toglie gli occhiali, buttandoli sulla console e poi inizia a massaggiarsi le tempie. "Perché credi che io sia l'ultimo Signore del Tempo?"
"Non cambiare discorso--" Lo rimproveri.
"T/N, rispondi alla domanda, ti prego." Gira attorno alla console del TARDIS fino ad arrivarti di fronte.
"Io... Pensavo centrasse qualcosa l'ultima Grande Guerra del Tempo..." Balbetti
"Quella centra sicuro. E..?" Ti guarda in attesa di altro.
"Non so... Sono stati tutti uccisi dai nemici...?"
"Hai ragione, ma per metá." Sospira. Il tuo cuore si stringe: appare così triste, e stanco, stai male anche tu per lui. "Sono stati tutti uccisi, sí, é vero... Ma non dai nemici..." Ti guarda negli occhi per un lungo attimo. "Da me." Sussurra infine.
"Ma hai ucciso sia loro sia le truppe nemiche: i Dalek... I Cyberman... Hai spazzato via tutte le truppe Dalek dall'universo per un bel lasso di tempo...--"
"Ho ucciso il mio popolo: tutti gli abitanti del mio pianeta! Hai idea di quanti bambini c'erano, su quel pianeta, T/N?!" I suoi occhi sono lucidi. Non dice niente, sta aspettando la tua reazione, ma tu non sai cosa rispondere. "... Capisco..." Sospira. "Ora stai pensando che sono un mostro... Chi non lo penserebbe?" Ride amaramente. "Pure io lo faccio. Sarei un'ipocrita a supplicarti di non considerarmi un assassino. Se vuoi tornare a casa e non vuoi più viaggiare con me lo capiró."
"Dottore..--" Chiami, in un sospiro. Lui si gira verso di te. "Tu non li hai uccisi: li hai salvati. Gli abitanti del tuo pianeta così come quelli sull'asteroide. Smettila di autoccompiangerti, non serve a niente."
Distoglie lo sguardo e scuote la testa, abbassandola, la sua mano stringe la ringhiera tanto che le nocche sono diventate bianche. Guardandolo noti qualcosa che brilla alla luce della console. Una lacrima. Sulla sua guancia.
Ti avvicini lentamente a lui, alzandogli il viso in modo da guardalo negli occhi, gli poggi una mano sulla guancia e con il pollice gli asciughi la lacrima. "Dottore. Ti stai aspettando che io ti guardi in modo diverso? Con odio?" Abbassa lo sguardo. Lo sapevo, ma... "Perché dovrei?" Dai voce ai tuoi pensieri. "Perché dovrei guardare con odio l'uomo che ha salvato un'infinità di pianeti e razze -certamente più di quante non ne abbia distrutte-? Perché dovrei odiare l'uomo che mi ha salvato la vita tante di quelle volte in soli due mesi?" Un timido sorriso si forma sulle sue belle e sottili labbra. "E ancora: perché dovrei provare odio nei confronti dell'uomo che mi ha concesso una scappatoia dalla mia noiosissima vita?" Perché dovrei guardare con odio l'uomo che credo di amare? pensi. "Lo stesso uomo con cui vago nello spazio senza una meta. Io non giudico le persone... Non giudico te, in base agli sbagli o alle cose brutte che hai fatto. Nella vita le cose che fanno la differenza sono le cose buone. E tu sei una persona buona. Uccidere é sbagliato, ma magari tu tutte quelle persone su quei pianeti non le hai uccise, ma le hai congelate nel tempo in un momento di infinita speranza, e dovrebbero ringraziarti."
Il sorriso più dolce del mondo... Dell'universo gli si é formato sul viso. Guardi le sue labbra: fini e rosee, poi torni a guardarlo negli occhi. "T/N, grazie. Sai, avevo timore nel raccontarti di Gallifrey, del mio pianeta, perché avevo... Ho paura di perderti. Sei importante per me e io non volevo che... Che perdessi fiducia in me, ma ho capito che io stesso sono il primo a farlo. Magari c'é una speranza, che abbia funzionato, che loro siano davvero congelati in un attimo di tempo.... Grazie, T/N, mi hai fatto ritrovare la fiducia in me stesso."
I suoi occhi sorridono e il velo di colpevolezza che aveva prima sen'é andato -almeno in parte-. Sai che ha ancora un grosso carico sulle spalle, e tu sei pronta a condividerlo con lui, qualora lui volesse parlartene. Ma ora volevi goderti appieno la sua felicità in quel momento. Vederlo sorridere così ti scaldava il cuore.
Ti prende per le spalle e, alcuni secondi dopo le sue labbra sono appoggiate alle tue e si muovono in sincronia. Nel tuo petto il cuore ha iniziato a battere talmente forte che hai l'impressione che ti sarebbe uscito dal petto.
Le tue emozioni invece stanno esplodendo ed emanando scintille colorate, come fuochi d'artificio. Fuochi d'artificio nello spazio, visto dove vi trovavate ora con il TARDIS.
"T/N.." Sussurra, staccandosi da te, entrambi avete il respiro affannoso. "Era da tanto tempo che non mi sentivo cosí con una persona... E ti chiedo scusa per ieri se...--"
"Oh, piantala." Dici, tirandolo a te di nuovo. Lo senti sorridere mentre vi baciate. Quando vi allontanate definitivamente lui ti prende le mani e le avvicina al suo petto, all'altezza del cuore... Dei cuori. "Ascolta." Sussurra. Sotto i tuoi palmi senti il ritmo di due cuori che battono all'impazzata. Guardi il Dottore negli occhi e sorridi.
"T/N T/C, io...--" viene interrotto dal TARDIS, che emette lo stesso suono di quando sta per partire. "Zitta tu, sei solo gelosa." Dice al TARDIS, ridendo. "Dove ero rimasto? Ah, si... T/N T/C, io ti amo."
"Anch'io, Dottore." Sussurri.
