Ti guardi attorno qualche secondo, senza realizzare dove ti trovi. Hai una strana sensazione addosso, quasi come se fossi extracorporea.
Senti una sensazione di freddo alla base del collo e rabbrividisci, per poi girarti di scatto, vedi una figura fatta d'ombra che si avvicina, portandosi dietro altre tenebre. Non la riconosci, noti soltanto che è un uomo, ovviamente dalla stazza fisica.
Inizi a correre. "Non puoi scappare. Non puoi sfuggirmi." Continua a ripetere con voce tonante, mentre ti insegue lentamente, come se avesse la certezza di raggiungerti.
Riesci a uscire dall'edificio e vedi una macchina che ti è familiare. Corri verso l'Impala e tirando fuori le chiavi da non sai dove, la apri ed entri. Ti sistemi nel sedile del guidatore e sfrecci via.
Qualcuno sbadiglia alla tua destra e ti giri di scatto. Sei convinta che non ci fosse nessuno, seduto lì, prima. Alternando lo sguardo sulla strada e sulla persona al tuo fianco, cerchi di riconoscere chiunque fosse la persona seduta al posto del passeggero. Ci metti un po', a causa del buio, interrotto ogni tanto dalla luce fioca di qualche lampione ma poi riconosci il viso familiare di Sam. Ti chiedi ancora una volta come hai fatto a non notarlo, visto che il ragazzo non era di certo invisibile o minuto.
"Sam?" Chiami.
"Da cosa stiamo scappando, T/N?" Chiede lui.
"Non lo so." Lanci un'occhiata allo specchietto retrovisore e vedi l'oscurità, che prima occupava solo lo spazio di un corridoio, cancellare dalla tua vista tutto quanto, man mano che si avvicinava. E a portarsela dietro, la stessa figura di prima. "Ma ho paura." Si limita a guardarti preoccupato e poggiare una mano sulla tua, che teneva la leva delle marce come se potesse scapparti di mano da un momento all'altro.
Pochi secondi dopo senti il motore che fa un rumore che non ti piace affatto, mentre la macchina rallenta. "Oh no! Porca troia, no!" Esclami. "È finita la benzina." Dici, guardando con orrore la spietta lampeggiante, che indicava il serbatoio vuoto, sul cruscotto. "Muoviti, esci!" Dici a Sam, aprendo la portiera cigolante dell'auto, lui fa altrettanto.
Iniziate a correre, lasciandovi alle spalle l'Impala, le case e gli alberi, ben presto inghiottiti dalle ombre che quella strana figura si portava dietro. '"Dov'è tuo fratello?" Chiedi a Sam. "Dov'è Dean?
"Era in macchina con me... Prima..." Risponde confuso. "Non capisco."
Sentite una risata e riconosci la voce. "Quel-- Quell'essere è Dean." Sussurri sconvolta.
"No." Dice Sam smettendo di correre. "No..." Ripete, con voce più flebile.
"Sam, che fai? Andiamo!" Dici, prendendolo per un braccio e cercando di farlo correre di nuovo.
"Non lo lascio." Dice Sam, piantando i piedi per terra. "Sono suo fratello, non mi fará del male. Tu stai dietro di me, ti proteggo io."
"Sam, qualunque sia l'entità che possiede Dean... Non riusciremo a fermarla." Dici.
"Lá da qualche parte c'è ancora mio fratello, e io non ho intenzione di abbandonarlo--" Neanche finita la frase, delle specie di tentacoli gli trapassano il petto e lo vedi boccheggiare e cadere in avanti. Lo prendi, prima che cada a terra di faccia. Ti abbassi e ti inginocchi a terra, adagiando il suo corpo esanime sul cemento.
Alzi lo sguardo furente e pieno di lacrime sulla figura di Dean. "Perché?" Gli chiedi. "PERCHÉ?!"
La figura sparisce, sorridendo e tu abbassi gli occhi, pieni di lacrime, su di Sam. I suoi splendidi occhi verdi erano ancora aperti, stupiti, da una morte che di certo non si aspettava, e il suo viso aveva perso il suo solito colorito. "Sammy--" Lo chiami con voce rotta, come se potesse risponderti. "Sam." Chiami di nuovo.
Crolli a piangere e ti appoggi sul suo petto. "Sa--Sam, ti prego, svegliati!" Dici. Non te ne frega se quell'essere uccide anche te. Sam è morto, e tu provi rabbia, molta rabbia.
Senti una mano sulla tua spalla e ti giri, ritrovandoti di nuovo davanti a quella versione oscura e malvagia di Dean, ti alzi in piedi. Dean ti sorride, glaciale.
Stai per riversargli addosso tutte le tue parole piene di rabbia, stai per dire all'entità di lasciare il corpo di Dean ma non ci riesci. Un dolore ti pervade il petto, abbassi lo sguardo e vedi una specie di tentacolo, come quelli che poco prima avevano trafitto Sam, che ti spunta dalla carne. Ti senti mancare.
Apri gli occhi di scatto e balzi in piedi. Sudando freddo e con il cuore e l'adrenalina a mille a causa del sogno appena fatto. Ti senti le guance umide e appiccicose. Stai piangendo.
L'immagine di Sam che cade in avanti, con due grossi squarci nel petto, ti si ripresenta nella mente, e le lacrime iniziano a scivolarti sulle guance più copiose. Ti dirigi verso camera di Sam e bussi alla porta, delicatamente, quasi in stato di trance. Un mugugnio arriva da dentro la stanza e tu apri lentamente la porta. "S--Scusa, Sam... P--Posso?" Sussurri.
Lui ti osserva qualche secondo e poi si sistema più lateralmente, sul letto, e alza le coperte, per farti segno di andare a stenderti di fianco a lui. Ti chiudi la porta alle spalle e vai a infilarti sotto le coperte, vicino a Sam. "Cos'è successo? Cosa hai sognato?" Ti chiede, sistemando un braccio attorno alle tue spalle e stringendoti a sé.
Le lacrime non hanno smesso di rigarti il viso. "Sei morto davanti ai miei occhi, e-- e io non ho potuto fare niente per evitarlo." Singhiozzi stringendoti di più a lui, e immergendo il viso nel suo petto.
"Sono vivo. Sono qui accanto a te e non me ne vado." Dice, stringendoti ulteriormente a sé -se possibile- e lasciandoti un bacio sulla testa. "Domattina ne parliamo meglio, ora dormi. Ne hai bisogno." Ti dice.
Annuisci e chiudi gli occhi. Presto le lacrime smettono di rigarti il volto, il tuo cuore rallenta e il tuoi respiri diventano sempre meno veloci. Il sonno che ti accoglie questa volta è senza sogni e tranquillo. Tranquillizzato dal fatto che Sam è lì con te. Ed è li per te.
