Erano due settimane che tu e Sam eravate tornati insieme e ti aveva fatto promettere che, mentre lui e Dean erano a caccia, tu saresti rimasta al sicuro al bunker. Sam e Dean dovevano andare ad indagare ad un caso in una cittá un po' lontana e dovevano stare fuori un po più del solito.
Erano quasi quattro giorni che sono rimasti fuori casa per quella caccia e tu avevi avuto un sacco di tempo per pensare e sistemare le tue idee.
Hai cambiato idea più volte riguardo al parlare o no a Sam di quei tre anni in cui hai vissuto da sola a Omaha, nel Nebraska. All'inizio eri dell'idea di dirglielo. Avresti avuto un peso in meno, ti dispiaceva tenere Sam all'oscuro di tutto e poi... Era la cosa più giusta da fare. Poi avevi cambiato idea, insomma: era meglio non dirglielo, meglio che perderlo di nuovo. Ma una vocina dentro di te ti ripeteva che era sbagliato, che non andava bene tenersi la coscienza sporca, perché sapevi che il tuo rapporto con Sam si basava sulla fiducia -infatti ti aveva lasciato al bunker per quel periodo anche per vedere se si poteva fidare di te, e non correva il rischio di metterti in pericolo di nuovo perché seguivi lui e suo fratello mentre andavano in caccia- e non parlargli di quello che hai fatto era sbagliato... Ma lui in effetti non ti aveva ancora chiesto cos'era successo in quei tre anni, quindi magari non lo voleva sapere, o non gli interessava-- Insomma: eri molto combattuta con te stessa.
Quando avevi chiesto a Dean -una settimana dopo che eri tornata con loro- se aveva accennato a Sam della vostra conversazione di quando ti era venuto a recuperare lui aveva alzato le mani dicendo:"Di questo devi parlargli tu, io non mi metto in mezzo ai vostri affari da piccioncini." E lanciandoti, in seguito, uno sguardo molto eloquente. Quelli del genere 'Si, io non gli ho detto niente, ma tu dovresti parlargliene!'
Senti il cellulare che annuncia una notifica. Il display si illumina, mostrando un messaggio da parte di Sam.
'Stiamo tornando a casa, dovremmo essere lì in un paio d'ore. Mi sei mancata, ci vediamo dopo. -Sam.'
'Okay, Sammy, ti aspetto. Mi sei mancato anche tu. -T/N.'
Lasci il cellulare sulla scrivania e ti poggi allo schienale della tua sedia. Sono le undici di sera e non hai ancora cenato, ma a dire il vero non hai molta fame. Ti alzi e vai a prendere una birra dalla riserva 'segreta' di Dean, e inizi a sorseggiarla lentamente mentre torni in camera
Ti metti qualcosa di più comodo per dormire e torni a sorseggiare la birra mentre ti fai un giro su internet. Dean ti aveva chiesto se riuscivi a trovare qualche informazione magari riguardante qualche scomparsa strana. Appunti un indirizzo su un foglietto e, sentendo gli occhi pesanti, decidi di metterti a dormire. Sicuramente Sam verrà qui in camera, pensi giusto prima di chiudere gli occhi e sprofondare nel sonno.
Senti la porta di camera tua che cigola aprendosi e ti svegli di scatto.
"Scusa, non volevo svegliarti." Sussurra Sam.
Ti metti a sedere con la schiena contro la testiera del letto. "Non c'é problema, mi sono solo appisolata qualche minuto." Gli fai segno di venire di fianco a te. "Com'é andata la caccia?"
Si toglie la giacca, la maglia e i pantaloni, rimanendo in boxer, e inizia frugare nell'armadio, alla ricerca di vestiti più comodi. Ti mordi un labbro.
"Un mutaforma impazzito ha iniziato a derubare tutta la gente ricca di quella piccola città trasformandosi nei rispettivi vicini." Inizia a raccontare. "É inquietante quante cose inutili possa avere la gente ricca. A un tizio il mutaforma aveva rubato una di quelle paperelle di gomma... Che si usano nella vasca da bagno, hai presente? Che peró era fatta di oro massiccio!" Scoppi a ridere. "Dico sul serio! Cosa te ne fai di una cosa del genere?!" Ride anche lui, mentre si sistema i pantaloni grigi della tuta che si é messo. Si sistema sul letto accanto a te. "A te invece com'é andata?" Sospiri, tornando seria. "C'é qualcosa che non va?" Il suo tono é preoccupato.
"Sam... Io... Devo dirti una cosa... Dovevo dirtela subito ma... Non ho avuto il coraggio, ecco tutto."
"T/N, stiamo insieme, lo sai che mi puoi dire tutto." Cerca di rassicurarti.
"Lo so, Sam, ma..." Ti mordi un labbro. "É complicato, e non sai quanto mi sento in colpa per tutto questo." Sam ti guarda, aspettando che tu continui. "Quando ero da sola bhe...-- Mi sentivo sola. Ho iniziato a frequentare questo pub e portare a casa dei ragazzi la notte..."
"Intendi dire che...--" Non percepisci rabbia nel suo tono di voce, solo preoccupazione nei tuoi confronti. Come ai vecchi tempi, sospiri.
"Sí. Avevo paura della tua reazione, quindi ho aspettato a dirtelo... Ogni volta che mi portavo a letto un ragazzo-- ripensavo a quella volta quando tu e io...--"
"T/N, va tutto bene. L'hai detto anche tu: quei tre anni sono acqua passata. Non sei obbligata a parlarmi di quello che hai fatto o non hai fatto." Ti poggia delicatamente una mano su una guancia.
"Sam." Sussurri mentre lo abbracci. Lui ti cinge con le sue braccia mentre tu inizi a singhiozzare. "Non sai quanto mi sento in colpa."
"T/N, non sono arrabbiato, non ti preoccupare. Ora sono con te e non voglio lasciarti più." Sussurra, lasciandoti un lieve bacio sulla testa.
"Ti amo, Sam." Sussurri stringendolo a te.
"Anch'io T/N." Ti lascia un'altro lieve bacio sulla bocca. "Ora mettiamoci a dormire, sono stanco morto..." Annuisci, ora sorridendo. Si sistema nel letto e tu ti appoggi al suo petto, presto i respiri di entrambi si fanno più lenti e vi addormentate.
~un po' cortino, sorry~
