Li hai visti, come non riconoscerli, quegli splendidi occhi verdi. Li hai riconosciuti in mezzo a quella folla di gente. Si guardavano in giro preoccupati, in cerca di qualcosa.... Di qualcuno.
Fermi Dean, prendendolo per un braccio. "Ho visto Sam." Gli dici. "Potremmo andare a parlargli--"
"No. Sen'é andato, T/N, non tornerá a cacciare con noi." Ti risponde secco, percepisci del rancore nella sua voce.
"Avete fatto questa scenata molte volte, e alla fine siete sempre tornati ad essere una squadra, perché questa volta no?" Gli dici.
"Perché ha deciso che non vuole più cacciare. Forse é meglio così. Forse é meglio per lui." Ribatte, aprendo una portiera della macchina ed entrando.
Appena anche tu sei seduta e le portiere sono chiuse Dean dice, cambiando totalmente argomento: "Noi qui abbiamo finito, tu che vuoi fare. Passiamo questa notte in hotel e partiamo domani mattina o partiamo subito?" Alzi le spalle, per te é indifferente. "Partiamo subito." Decide.
Passate in motel per saldare il conto e recuperare la vostra roba e, subito dopo, siete di nuovo in macchina sulla strada per New Orleanse, dove avevate trovato un caso bizzarro sul giornale. Dopo un bel pezzo del viaggio passato in silenzio, solo con gli AC/DC di sottofondo, decidi di parlare, interrompendo Thunderstruck.
"Credo che Sam tornerebbe subito con noi, basterebbe solo chiederglielo... O almeno permetterglielo." Commenti. "Dovresti mettere da parte la tua rabbia e chiamarlo."
"Non mi faccio dire da te come dovrei comportarmi con mio fratello." Risponde secco. Magari tirare in ballo cose come i sentimenti mentre cerchi di far ragionare Dean non é una grande idea ma d'altronde alea iacta est (il dado é tratto).
"Sono passate tre settimane, Dean, dovresti essere sbollito alla grande, per quello che é successo." Tre settimane prima la conversazione tra i due Winchester si era fatta talmente animata che, se non fossi intervenuta tu, sarebbero arrivati alle mani. Tutto era finito con Sam che usciva dalla stanza sbattendosi la porta alle spalle. Il tuo primo impulso era stato di seguirlo e cercare di convincerlo a rimanere, ma prima di aprire la porta hai fatto l'errore di voltarti verso Dean, il cui sguardo arrabbiato non faceva trasparire altro messaggio che: 'Osa aprire quella porta e ti chiudo fuori!'. E lí hai realizzato cosa avresti dovuto fare.
"Evidentemente no, invece!" Ti fa notare.
"Winchester." Sbuffi. "Alle volte davvero non vi capisco. Salvare persone e cacciare cose sono l'affare di famiglia, no? Eppure sono più le volte che vi separate che quelle che--"
"Sta' zitta." Ti ringhia contro. "Sta' zitta, una buona volta."
"No, Dean, non questa volta." Gli dici, alzando la voce. "Questo casino lo sistemerete solo se state uniti, e tu lo sai bene. Ma tornare da Sam e scusarsi ti ferirebbe troppo nell'orgoglio, no? Tuo fratello ti ha sostenuto sempre nei momenti di maggiore debolezza... In parte per sdebitarsi di tutti quegli anni in cui ti sei preso cura di lui, vero, ma la ragione più grande é perché ti vuole bene, ti ama nel profondo, e non vuole che tu stia male. Siete fratelli. Siete cresciuti insieme. Dovete fidarvi l'uno dell'altro."
Accosta la macchina. "E perché, visto che sei tanto d'accordo con lui, non sei andata con Sam?" Dice con astio.
"Perché sapevo che tu più di lui avevi bisogno di qualcuno su cui contare. Perché Sam si calma molto più velocemente di te. Sam perdona più velocemente di te. Credevo che starti accanto sarebbe stata la cosa giusta, perché avresti avuto qualcuno con cui poterti scaricare. Ma ho sbagliato. Per farti sbollire, a te servono la solitudine e il bisogno di ritornare indietro sui tuoi passi. E poi credevo che il mio migliore amico sarebbe stato meglio, con me. Ho messo da parte Sam, per te... E tu sai cosa provo per lui." Gli spieghi animatamente.
"Allora scendi da quest'auto e va da lui! Visto che per capire le cose devo rimanere solo, va da lui!" Ti urla contro.
"Dean non volevo liti--" Fai un passo indietro -metaforicamente-.
"Certo che no! Volevi farmi capire le cose ragionando!" Dice sarcastico, interrompendoti. "Sai che ti dico? Esci." Aggiunge secco.
"Dean...--"
"O esci da questa macchina o non tiri più in ballo questo argomento!" Ti osserva in attesa di una risposta. Sostieni il suo sguardo per qualche secondo, ma poi lo distogli, posando gli occhi sulle tue gambe. "Giá. Come pensavo." Dice con una punta di amarezza.
Un'ora dopo, Dean non accenna a voler parlare, quindi decidi di dormire un pochino. Appena ti svegli, guardando il piccolo display della macchina, noti che é passata un'ora e mezza. Ti raddrizzi e ti passi le mani sul viso, poi sfiori la spalla di Dean. "Dovresti riposarti anche tu." Gli dici. Lui annuisce e accosta. Fate cambio di posto e inizi a guidare, pochi minuti dopo Dean sta giá dormendo alla grossa.
Chiami Sam. "Pronto?"
"Sam... Ciao." Non sapresti come altro iniziare questa chiamata.
"T/N! Come... Sta andando?" Chiede.
"Dean diventa intrattabile appena tiro in ballo l'argomento. Oggi ti abbiamo visto, a Saint Louis, subito prima di ripartire, ma Dean non ha voluto fermarsi... Io non so più che fare."
"Prevedibile." Commenta scocciato. "Totalmente da Dean."
"Sam...--"
"Vedi, é per questo suo modo di fare che me ne sono andato. Perché si dovrebbe fidare di suo fratello, d'altronde? Io sono solo la persona che gli copre le spalle da una vita!" Va avanti.
"Sam, ascolta... Dean é difficile da sopportare, e questo l'ho capito anche io, che lo conosco da meno tempo di te, ma... Avete bisogno l'uno dell'altro per sopravvivere a tutta questa faccenda dei tramiti. Io non posso coprire le spalle ad entrambi se siete separati...--"
"Nel caso che noi restiamo separati, tu chi sceglieresti?" Chiede.
"Sam...--"
"Chi sceglieresti?" Ripete.
"Mi stai facendo scegliere tra il mio migliore amico e l'uomo che--" ti blocchi. Perché hai iniziato quella frase?! Guardi qualche secondo la strada, praticamente paralizzata. Come riparo al mio danno, ora?
"L'uomo che...?"
"L'uomo che mi ha fatto aprire gli occhi, e a cui devo davvero tanto." Rimedi al tuo danno, velocemente -o almeno ci provi-.
"T/N, so che non volevi dire questo." La sua voce é determinata ma credi ci sia una punta di dolcezza, come al solito Sam punta a farti aprire, per capirti più a fondo, una delle cose che ti piace tanto di lui.
"Non volevo dire quello, é vero." Affermi, per poi cambiare subito argomento. "Ma il punto é che non puoi chiedermi di scegliere tra voi due.... Non posso...--"
"T/N, cosa stavi per dire?" Chiede di nuovo, più determinato a sapere quello che ti stavi per far sfuggire. Sam, non ora... Ti prego.
"Non ha importanza quello che volevo dire. Tu lo sai che ho ragione riguardo alla faccenda dei tramiti, o oggi non saresti venuto a cercarci a Saint Louis. Tu vuoi tornare con Dean almeno quanto lui vuole tornare con te, ma siete entrambi troppo cocciuti per ammetterlo. Dovete stare insieme per rispedire Lucifero e Michele nei posti da dove sono venuti e evitare che la Terra diventi il loro campo di battaglia."
"Sì, voglio ritornare con voi. Ma non voglio litigare, solo che... Dean--"
"Sam, ascolta, tu conosci Dean. Sai che é molto orgoglioso, e ci vuole un po' prima che capisca che sta sbagliando. Tu hai già capito che separandovi state facendo un grosso errore, quindi... Fai un passo indietro. Raggiungici a New Orleans, domani, c'é un caso strano di una donna che ha delle pietre preziose maledette. Raggiungici e scusati con Dean, ti prego." Per qualche secondo, dall'altra parte della cornetta senti solo silenzio, osservi la strada deserta, mentre guidi. "Sam?"
"Sì. Va bene, vi raggiungo a New Orleans." Risponde, la voce roca.
"A domani, Sam." Mette giù.
Sospiri. Perfetto. Ora dovremmo solo arrivare e-- Evitare di litigare.. Sia possibile?
~fine prima parte ;)~
