Ti svegli di scatto, senti dei rumori provenire dal piano di sotto. Ti alzi, prendi da sotto il letto la tua pistola di riserva e scendi le scale facendo meno rumore possibile. Arrivi in cucina e vedi una figura china sul tuo frigo.
"Dean?!" Si alza di scatto, battendo la testa contro uno dei ripiani del frigo. Si gira verso di te. "Cosa cazzo ci fai a casa mia alle--" guardi l'orologio. "5 del mattino?! Stiamo scherzando?!"
"Sono passato giusto per salutare." Dice, passandosi una mano dove aveva sbattuto la testa.
"E stavi frugando nel mio frig-- Come hai fatto ad entrare?!" Sei shoccata.
"Beh, i soliti trucchi alla Winchester... E avevo voglia di una birra." Apre la bottiglia che ha in mano e beve un sorso. "Comunque... Ciao T/N, é da tanto tempo che non ci si vede."
"Dean, cosa ci fai qui?"Chiedi secca.
"Beh, eravamo in cittá per un caso e ho pensato che sarebbe stato bello farti una piccola visita." Dice alzando le spalle e bevendo un'altro sorso di birra.
"Bene, ciao Dean, ora vattene e lasciami dormire in pace." Dici, prendendolo per un braccio e cercando di tirarlo verso la porta.
"Mi aspettavo un po' più di ospitalitá da una vecchia amica." Esita. "E poi-- Ieri Sam é venuto qui? Mi ha detto che era venuto per scusarsi ma che tu l'avevi cacciato in malo modo." Dritto al punto, eh? Pensi.
"Sam? A scusarsi?! Stiamo parlando dello stesso Sam? Quello che non vedo da più di tre anni, che mi ha quasi fatta uccidere e che, dopo avermi promesso di stare al mio fianco, sen'é andato mentre dormivo lasciandomi nient'altro che un biglietto?!" Dici, non credevi di aver mai pensato qualcosa del genere su Sam, ma devi ammettere che avevi provato rabbia, molta rabbia, quando avevi trovato quel biglietto sul comodino all'ospedale.
Dean sbatte la bottiglia di birra sul tavolo della cucina. "Sì, stiamo parlando dello stesso Sam!" Dice, alzando la voce. "Il ragazzo che ti ha scritto quel biglietto perché non voleva dirti quelle cose di persona per paura di cedere alle tue suppliche di portarti ugualmente con noi. Il ragazzo che ti ha 'abbandonata' -come sostieni tu- perché non voleva perdere un'altra persona a cui teneva. Proprio lo stesso ragazzo che ha provato rimorso per tutti questi anni, che ha chiesto a Castiel di passare a controllare se stessi bene ogni volta che poteva e che mi ha supplicato di venire qui, in questa cittá, solo per parlarti. Solo per chiedere scusa a te, razza di ingrata!" Ti urla praticamente addosso.
Resti sbigottita. Sam ha fatto tutto questo? Per me? Non ci potevi credere. Non ci volevi credere. Il ragazzo che hai cercato di lasciarti alle spalle. Quello di cui ti ricordavi ogni volta che portavi un ragazzo a casa tua.
Dean distoglie lo sguardo da te e respira profondamente. "Okay... Forse non dovevo urlare. Ma é mio fratello-- Capisci? Lui non voleva lasciarti in quell'ospedale...-- É-é colpa mia se ti ha lasciata qui, okay? Mi ricordo bene quello che gli ho detto... E la sua reazione... Non volevo che succedesse la stessa cosa che é successa a me. Non volevo che capisse troppo tardi che con noi eri più in pericolo... Ma ho sbagliato. Ho sbagliato di grosso." Prende un lungo sorso di birra. Gli togli delicatamente dalle mani la bottiglia di birra e la poggi sul tavolo, gli fai segno di seguirti e ti dirigi in camera tua con Dean al tuo seguito.
Sulla porta della tua stanza vedi quel tizio-- ... Bruce. In boxer. Te ne eri completamente dimenticata. "T/N... Chi é quello? E-- Perché hai una pistola in mano?!" Chiede allarmato. Ti eri dimenticata anche di quella.
"Uh... Ehm... Lui é un cugino, é da tanto che non ci vedevamo, ha fatto un lungo viaggio e lo stavo accompagnando nella stanza degli ospiti..." Nascondi la pistola velocemente.
