Rimango per qualche secondo ancora seduta sul letto, a osservare la porta che ha appena chiuso Harry davanti a me.
Mi lascio cadere a pancia in su sul letto, iniziando a pensare su cosa potrei fare durante tutta la giornata dato che sarò da sola.
Decido che forse è meglio se studio un po', vorrei avere dei bei voti quest'anno e quindi è meglio se inizio ad impegnarmi sin da subito.
Prendo, quindi, l'agenda che avevo messo nello zaino su cui avevo scritto i vari esercizi di chimica e le due pagine da leggere di letteratura.
Inizio prima con chimica, per ora non mi sembrano degli esercizi difficili e riesco a svolgerli con tranquillità.
Passo poi a letteratura, dove dovrò leggere un racconto fantastico.
Questo genere di storie non mi è mai piaciuto, sono più un tipo da storie d'amore o gialli.
Leggo comunque il racconto e, dopotutto, non era forse così male.
Dopo un paio di ore noto che la mattinata è ormai passata ed è mezzogiorno, quindi dovrei pranzare.
C'è la mensa della scuola, anche se non mi attira più di tanto, ma non ho con me i soldi per pagarmi da mangiare dato che mia madre mi manda i soldi solo al lunedì, quindi chiudo i libri riponendoli nel cassetto e mi dirigo alla mensa, sperando che il cibo non sia poi così cattivo.
La mensa non è affollata come gli altri giorni, c'è solo qualche ragazza o ragazzo in qualche tavolo qua e là, forse è per il fatto che è domenica e gli studenti preferiscono starsene fuori dal campus prima di ricominciare la settimana scolastica, magari anche Jade ha preferito godersi la giornata piuttosto di starsene qui.
Dopo aver preso il pranzo, mi siedo in un piccolo tavolo blu rotondo accanto al muro, un po' in disparte dagli altri.
Mi sbagliavo, questo cibo è disgustoso, non riesco nemmeno a mangiarlo.
Prendo il mio vassoio e, senza farmi notare dagli altri, butto il contenuto nel cestino e mi avvio verso il primo distributore di merendine che trovo.
Ce n'è uno appena fuori dalla mensa e frugo tra la tasca dei jeans sperando di trovare qualche dollaro.
Riesco a prendermi due snack al cioccolato e subito dopo mi avvio verso la mia stanza dato che qui fuori non ho nulla da fare.
Dopo aver mangiato il mio sottospecie di pranzo, sfoglio qualche libro che devo ancora iniziare a leggere, ma in questo momento non ne ho assolutamente voglia, non so nemmeno perché abbia voluto provare a leggere qualcosa se non ne ho voglia.
Scrollo le spalle tra me e me e, nel mentre che lo stavo per riporre nel cassetto, noto il mio pacchetto di sigarette.
Lo prendo in mano e lo apro: ce ne sono ancora una decina e, vedendole, mi hanno fatto venir voglia di fumare.
Forse perché da quando sono arrivata al campus, ho iniziato ad essere un po' stressata.
Penso ad un paio di luoghi del campus in cui possa fumare, ma nessuno mi passa per la testa.
«La casetta!» dico tra me e me quasi urlando, dopo vari minuti in cui mi chiedevo se ci sarebbe stato un luogo in cui avrei potuto fumare in tranquillità.
Non so se è una buona idea o meno, ci sono stata solo una volta e magari ad Harry potrebbe dare fastidio che io ci vada, non so nemmeno se riesco a trovare la strada.
Scrollo le spalle e prendo il pacchetto di sigarette insieme all'accendino ed esco dalla stanza, dirigendomi verso il magazzino.
Mi trovo tra il vicolo e devo passare tra il reticolato, ma noto che i fili sono già stati sciolti, forse c'è qualcuno, forse c'è Harry.
Scuoto la testa, sicuramente si è dimenticato di chiuderlo.
Perché mai dovrebbe venire qua da solo?
Passo tra la rete e seguo il sentiero tracciato a terra, dove non c'è erba, ma solo terreno.
Riesco a trovare la casetta, pensavo che mi sarei persa.
«Merda, merda, merda.» sento urlare, e subito vedo qualcuno accanto alla casetta: è Harry e sta dando dei forti calci alla porta.
«Harry?» mi avvicino lentamente, forse non sarei dovuta venire qui.
«Che cazzo ci fai qui?» sbraita appena mi vede.
Noto che le sedie sono tutte ribaltate e la porta della casetta è quasi completamente staccata dalla parete.
Le due finestre che l'altro giorno erano intatte, ora sono completamente rotte.
Che gli prende?
«Volevo fumare.» mostro il pacchetto e riesco a notare il suo petto che si alza ed abbassa in modo irregolare e le nocche rosse, con piccoli tagli e del sangue che esce a goccioline.
«Perché sei arrabbiato?» non so nemmeno io per quale motivo glielo abbia chiesto, ma mi è praticamente scappato dalla bocca.
«Fatti i cazzi tuoi.» il suo sguardo mi fulmina, finché non lo vedo tirare un pugno alla parete di legno.
«Harry, così ti fai male!» grido, avvicinandomi a lui e prendendogli la mano ferita, assicurandomi che non ci siano delle schegge.
«Lasciami stare.» scioglie la mia presa dalla sua e si avvia verso le sedie, prendendone una e, dopo averla sistemata, ci si siede sopra sospirando un paio di volte.
«Scusa, non sono affari miei, me ne vado.» faccio per andarmene, ma mi ferma.
«Aspetta.» mi volto verso di lui e sul suo viso vedo un velo di calma.
«Fermati a fumare una sigaretta con me.» mi accenna un piccolo sorriso mostrando leggermente le due fossette ed io non faccio a meno di ricambiare.
Non riesco a capire come il suo umore sia potuto cambiare così velocemente, senza che io faccia nulla e non dica nulla.
Mi siedo anche io e gliene passo una, per poi accendercela entrambi e passare qualche minuto silenzioso ad aspirare e rigettare il fumo.
«Non volevo darti fastidio, scusa.» mostro un piccolo sorriso e il riccio alza il volto, facendo incontrare i nostri occhi.
«Non è colpa tua, sono solo arrabbiato.» annuisco e me ne sto in silenzio per un tempo indefinito che sembra un'eternità, ed Harry fa lo stesso, facendo solo un po' di rumore con le dita che picchiettano insistentemente sul tavolo bianco.
Dopo aver rigettato il fumo per, ormai, la decima volta, sbuffo e butto la sigaretta sul terreno umido per poi rivolgermi ad Harry: «vuoi parlarne?»

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My drug » h.s.
Fanfiction[...] Le sposto una ciocca di capelli dietro l'orecchio e la vedo sorridere e poi passarsi la lingua sulle labbra per ammorbidirle. Non resisto più, il mio autocontrollo è sotto zero: le prendo il viso fra le mani e la bacio, chiedendo con la lingua...