23 - sorry

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Harry mi ha accompagnato fino agli appartamenti femminili e ha detto che posso tenermi i suoi vestiti, lui ne ha troppi.

Devo chiarire tutto con Jade, voglio farle capire che le voglio bene, ancora.

Che Harry mi ha detto tutto e non deve preoccuparsi, non le chiederò nulla, posso immaginare quanto possa fare male parlarne.

Apro la porta e spero con tutta me stessa che Jade sia nella stanza e, infatti, la trovo seduta sul letto nel mentre che usa il cellulare.

Mi saluta sempre con quel suo sguardo che sembra voglia ucciderti, ma stavolta le accenno un sorriso.

Corruga la fronte e fa una piccola risata sarcastica: «Ora mi sorridi pure?» chiede rivolgendosi a me, ma poggiando lo sguardo sul suo cellulare.

«Devo parlarti.» la vedo irrigidirsi e non aspetto una sua risposta, vado avanti: «Sai, Harry mi ha detto ciò che è successo un anno fa...»

«Cosa?» mi blocca, sembra quasi irritata.

«Aspetta Jade.» sospiro.

«Harry ha voluto aprirsi con me, parlare di quello che è successo a lui, ma anche a te.
Mi dispiace tantissimo, sia per l'accaduto, sia per averti assillato così tanto fin dall'inizio.
Volevo sapere perché tutti avevate questi segreti che conoscevano tutti, tranne io.
Mi sentivo un po' esclusa, come se non fossi la benvenuta.
Pensavo a mille cose, ma non ad una cosa del genere.
Ero irritata, ogni volta che mi dicevi il motivo per cui stavi male, non spiegavi mai tutto, rimanevi a metà.
Ero curiosa di saperlo, sono testarda: quando voglio sapere qualcosa, devo sapere quel qualcosa.
E ora che lo so, giuro, mi pento di non averti ascoltato, di non essermene stata zitta a farmi gli affari miei.
Pensavo che tu ed Harry steste insieme, o che lo foste stati.
Pensavo che quel tatuaggio fosse riferito ad Harry, pensavo che ti fossi messa a piangere perché Harry ti aveva fatto qualcosa.
Pensavo di tutto, e a tutto associavo Harry.
Quando poi mi ha spiegato com'erano andate le cose mi sono un po' calmata, ma ero distrutta come voi, mi dispiace tanto.
Sono contenta che Harry si sia aperto con me e adesso sarei ancora più contenta se facessimo pace, perché ti voglio tanto bene e mi manca passare del tempo con te a chiacchierare e fare cose stupide.
Mi manca ubriacarmi alle feste con te e poi portarti a peso morto via dal locale.
Mi manca andare ogni mattina in caffetteria con te a prendere la nostra solita brioche al cioccolato e quel succo, che a me non piace nemmeno.
Mi manca stare in camera due giorni per decidere che cosa indossare per uscire.
Mi manca fumare insieme a te e fare a gare di chi finisce più sigarette in un minuto.
Mi manca vederti mentre provi a fare quei stupidi esercizi di matematica.
Mi manca stare in piedi tutta la notte anche se il giorno dopo abbiamo lezione.
Mi manca vederti sorridere ogni due secondi con me, dato che non fai altro che quello.
Mi manca tutto e in un mese ho capito quanto ci tenessi a te e a quanto mi manca tutto questo.» Jade non si smuove, resta pietrificata per qualche minuto.

Poi si fionda su di me abbracciandomi e io la stringo ancora più forte a me, poggiando la testa nell'incavo del suo collo.

Mi era mancato anche abbracciarla.

«Anche tu mi sei mancata tantissimo, mi è mancata ogni singola cosa.» dice, ancora aggrappata a me.

Sorrido alle sue parole, per poi staccarci e farci uno di quei sorrisi che non dovrebbero finire mai.

«Vieni andiamo in caffetteria.» ridacchio, prendendola per il polso e portandola fuori dalla stanza.

«Ma sono le due del pomeriggio.» sghignazza.

«E chissene frega, no?» scrollo le spalle e ci dirigiamo al nostro solito posto, ma con un sorriso più ampio di tutti gli altri giorni.

«Quindi tu ed Harry non litigate più? Insomma, zero insulti, zero battute offensive...» chiede, dopo appena cinque minuti da quando ci siamo sedute al tavolo.

Scuoto la testa: «Mi ha pure chiesto di accompagnarlo a farsi un tatuaggio, stamattina.» sorrido, ripensando al momento in cui mi ha stretto la mano mentre, il tatuaggio, me lo stavo facendo io.

«È davvero bello che abbia voluto aprirsi con un'altra ragazza che non sia io.
Sai, ha sempre voluto allontanarsi da tutte, non parlava con nessuna eccetto me, mi dispiaceva vederlo così.
Da quando sei arrivata tu l'ho visto sorridere molto più spesso, credo che gli faccia bene la tua presenza.» abbasso lo sguardo e sorrido, nascondendomi il viso (sicuramente arrossato) con i capelli.

«E dimmi Caroline, perché indossi una delle sue felpe?» sghignazza, facendomi imbarazzare ancora di più.

«Ehm, mi ha detto che potevo dormire da lui, non so perché ma lo ha voluto lui.» scrollo le spalle, chiedendomi ancora perché lo avesse fatto.

Jade corruga la fronte e strizza gli occhi un paio di volte, senza che io riesca a capire il motivo di tutto ciò.

«È un tatuaggio quello?» domanda, indicandomi un lato scoperto della felpa.

Annuisco, senza aggiungere nient'altro.

«Un semplice cuore?» sghignazzo leggermente, per poi risponderle: «Un giorno lo completerò beh, spero.» alzo le spalle leggermente facendomi ridacchiare un'altra volta.

«Sai, oggi ho incontrato mia mamma, ha visto che ero con Harry e ha visto che indossavo una delle sue felpe.
Ha pure visto il tatuaggio e ha detto che se mi vede un'altra volta con Harry o un' altro ragazzaccio, come li chiama lei, mi farà cambiare campus.» il sorriso di Jade scompare, e anche il mio per un certo senso.

«Dio, mi dispiace, come pensi di fare? Insomma, è inevitabile che tu vada alle feste, bevi, fumi, vai con i ragazzi e, aggiungiamo alla lista, ti droghi.» sghignazza.

«Harry ha detto che quando avrò diciotto anni non potrà più fare nulla, perché ormai sarò maggiorenne.
Io compio gli anni fra due mesi, quindi cercherò di stare attenta.» scrollo le spalle.

Tutto ciò non mi aiuta ancora molto, mia madre è imprevedibile, ho paura di quello che potrebbe fare.

My drug » h.s.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora