-Quei bastardi, quei maledetti figli di una Bashee in calore!!
Non ho mai visto Malocchio così furioso da quando sono ai suoi ordini e devo dire che fa parecchia paura.
-La pagheranno! -ringhia il capitano della mia squadra.
A questo punto si fa più silenzioso: siamo vicini alla scena del delitto, in aria la forma ormai sbiadita, ma sempre spettrale del Marchio Nero, si distingue nel cielo nuvoloso: verde pallido sul grigio scuro.
Una piccola folla ci sta ostacolando e Malocchio lancia un ruggito feroce: -Andatevene!! Non c'è niente da vedere!
Subito alcuni ci fanno ala per lasciarci passare, e sento molto bisbigliare:
-Quello è Malocchio Moody...
-Mi chiedo se sappiano chi è stato...
-Non sanno neanche proteggere loro stessi, come possono sperare di proteggere noi?
Sento una vena pulsare sulla tempia: sono furioso e vorrei mettermi a urlare contro questi codardi che ci parlano alle spalle, ma Lily mi tocca un braccio e sussurra: -Calmati...
Arriviamo in uno spiazzo davanti a una bella casa, non è troppo sfarzosa ma sembra accogliente, vicino all'ingresso c'è un telo che ricopre qualcosa, ovunque stanno comparendo altri maghi: Auror, membri della squadra speciale magica, dipendenti del Ministero...
-Venite- ordina Malocchio.
Io, Gideon, Alice, Lily e Frank gli andiamo dietro.
Arriviamo davanti al lenzuolo, dove una piccola folla di Medimagi è radunata, ma tutti fanno spazio a Moody quando si avvicina.
E poi ci sono parecchi secondi di silenzio, prima che uno di loro si decida a parlare: -Non ha sofferto, Alastor.
Lui non risponde.
Sentiamo il rumore di qualcuno che si materializza e ci troviamo davanti Rufus Scrimgeour, con un'aria decisamente tetra, seguito dalla sua squadra, tra i quali conosco Fabian Prewett e Dorcas, che ha gli occhi pieni di lacrime, ma un'espressione determinata sul viso.
Lily fa per avvicinarsi, ma Malocchio la precede, si piazza davanti alla nostra amica e dice: -Tuo padre era molto orgoglioso di te e ti amava più di qualsiasi altra cosa.
Le da una pacca sulla spalla, prima di ringhiare qualcosa di simile ad "andiamo" e defilarsi.
Poi vedo che è comparsa una donna di fronte alla folla di curiosi che si è radunata intorno alla scena del crimine, protetta da un incantesimo di protezione, ha i capelli biondi e ricci, un rossetto rosso che è un pugno in un occhio e dei lunghi artigli colorati al posto delle unghie: Rita Skeeter, soprannominata da Moody "la piaga".
Infatti appena usciamo dall'aria protetta, lei si para davanti a noi, con un sorriso a trentadue denti e una pergamena pronta a mezz'aria, insieme ad una piuma prendi-appunti rossa porpora.
-Signor Moody! Sono Rita...
-So chi è lei, si levi di torno- la interrompe bruscamente Moody.
Lei lo ignora e continua nel suo discorso: -Lei era molto legato al defunto John Meadowes, siete vicini alla cattura dei colpevole? O non sapete ancora nulla?
-Le ho detto di levarsi di torno! Lurida sanguisuga!- ruggisce Moody furioso.
Ma Rita Skeeter continua spedita: -Chi sarà il prossimo capo dell'Ufficio degli Auror? Lei? Rufus Scrimgeour? O qualcun'altro?
Intanto ho notato che la piuma prendi-appunti ha continuato a grattare sulla pergamena, e credo se ne sia accorto anche Malocchio perché estrae la bacchetta e ringhia:
-Incendio!
La pergamena e la piuma prendono fuoco all'istante e cadono ridotte in cenere davanti a una scioccata Rita Skeeter, che diventa di un brutto color marrone, prima di cominciare ad inveire: -Come si permette?!! Io sono un inviato speciale della Gazzetta del Profeta! Non può...
-Chiuda il becco! Silencio- dice Lily da dietro di me, e subito dopo dalla bocca dell'irritante giornalista non esce più alcun suono.
-Grazie Evans- dice Malocchio.
Usciamo dalla folla senza dire una parola, poi Malocchio ringhia:
-Torniamo in ufficio, dobbiamo cominciare l'indagine, voglio prendere i maledetti che hanno fatto questo al nostro collega, chiaro?!
Subito dopo ci smaterializziamo.
Vedere un Elfo Domestico nell'ufficio degli Auror è già uno spettacolo insolito, ma quando il suddetto Elfo, che guarda caso è il nostro unico testimone, non fa altro che piangere e sbattere la testa contro il tavolo o il muro, allora la situazione diventa difficile persino per me.
-Padrone!!! Binky non ha protetto il padrone!!Snif...cattivo Binky! Cattivo!
E ricomincia a sbattere la testa contro il muro.
-Che ne dite di legarlo alla sedia?- propone Frank, che dopo mezz'ora di interrogatorio inizia a spazientirsi, e anche io in effetti.
-Frank! Non essere insensibile!- lo riprende subito Alice.
I lamenti dell'Elfo Domestico si fanno più forti. E fastidiosi.
-Binky, devi dirci cos'è successo al signor Meadowes! Cerca di calmarti!- tenta per la centesima volta Lily.
Per tutta risposta l'Elfo inizia a picchiare la testa sul pavimento, e questo non va affatto bene, se gli venisse un'emoraggia celebrale o Merlino sa che altro e non potesse più parlare, Moody probabilmente prenderebbe le nostre teste.
Estraggo la bacchetta e, prima che qualcuno possa provare a fermarmi, pronuncio: -Imperio.
Sento un leggero formicolio lungo il braccio: un sensazione tutt'altro che spiacevole, e gli occhi di Binky si fanno vitrei: la mia prima maledizione imperius.
-James! -grida Alice indignata.
-Dovevo farlo Alice, ci servono risposte- le dico tranquillo.
Mi rivolgo all'Elfo e ordino: -Siediti.
Lui esegue docile.
-Raccontaci cos'è successo- ordino, mentre Lily prende una pergamena.
-Ero in cucina a preparare la cena per padron John, torna sempre alle undici di sera durante la settimana. Ho sentito il rumore di qualcuno che si materializzava e sono andato alla porta e ho visto il padrone all'ingresso. Poi loro sono apparsi, cinque persone con le maschere, hanno attaccato il padrone con lampi di luce verde e l'hanno colpito.
-Dicci chi erano-dico, mentre sento il rumore della piuma scorrere sulla pergamena.
-Binky non lo sa, avevano il volto coperto con delle maschere di teschio, due erano molto grossi, un altro era molto alto ma era meno robusto, un altro era il più piccolo ma sembrava molto rapido con la bacchetta ed è l'unico che non ha mai parlato. E poi c'era lei.
-Lei? -chiedo.
-Una donna, Binky ne è sicuro, le è scivolato indietro il cappuccio mentre combatteva con il padrone, aveva i capelli scuri è ricci, lei ha colpito il padrone, lei ha ucciso il mio padrone! E poi rideva, una risata malvagia, e ha scagliato in aria il Marchio Nero, il teschio con la lingua di serpente...
Poi tace.
-Vai avanti -lo incalzo.
L'Elfo mi fissa e risponde: -Se ne sono andati in una nuvola di fumo nero, non ho visto altro.
E poi si zittisce definitivamente.
Ho un'idea molto precisa sull'identità della donna: non può essere altri che Bellatrix.
-Adesso Binky, entrerò nella tua mente, ricordati di quello che hai visto- dico.
L'Elfo annuisce, io aspetto circa dieci secondi, poi gli punto la beccata sulla fronte e dico: -Legilimens.
E vedo delle immagini: un ingresso con delle colonne e un uomo alto e con i capelli castani che si stavano lentamente ingrigendo, gli occhi identici a quelli di Dorcas: John Meadowes, capo degli Auror.
Sembra tranquillo, fino a che la sua espressione non si fa più attenta e guardinga, come un segugio che ha fiutato il pericolo, ed estrae la bacchetta: cinque ombre calano dal cielo come enormi pipistrelli: avvolti in dei mantelli neri, con le maschere di teschio a coprire loro il viso e la bacchette sguainate.
-Siete Mangiamorte- ringhia Meadowes.
-Esatto Meadowes- dice una voce che riconosco immediatamente: Rodulphus Lestrange.
-Cosa volete?
-Oh nulla di speciale...vogliamo solo la tua vita- dice una voce femminile da dietro una maschera.
-Ordini dell'Oscuro Signore- dice una terza voce che non riconosco.
-Stupeficium- dice subito Meadowes.
Il combattimento è veloce e brutale: il capo degli Auror ferisce Lestrange e per poco non colpisce Bellatrix al volto con una maledizione, che le fa cadere il cappuccio e rivela una cascata di capelli ricci, prima che lei scagli l'avada kedavra che lo colpisce a un braccio, e il padre di Dorcas cade pochi secondi dopo.
-Quel bastardo! Mi ha ferito! -ringhia uno dei Mangiamorte più grossi, che esibisce uno squarcio profondo sul volto ed è ormai privo di maschera: ha un'espressione furiosa, gli occhi piccoli e porcini ed è completamente calvo: sembra un gorilla con i tratti di un maiale.
-Morsmordre! -urla invece quella che ormai non ho più dubbi sia Bellatrix esultante: un teschio colossale compare in cielo, verde smeraldo contro il cielo nero, ormai lo abbiamo già visto troppe volte per stupirci.
Esco dai ricordi dell'Elfo Domestico e dico: -Grazie Binky.
L'Elfo annuisce distratto: scommetto che ha un gran mal di testa, la sua mente è stata attaccata troppe volte in poco tempo. Almeno adesso abbiamo qualcosa da cui partire per le indagini.
Dopo che esco dalla sala degli interrogatori, noto che per fortuna è arrivato Sirius, che ora sta cercando in qualche modo di consolare Dorcas, che ha alla fine ceduto alle lacrime.
Ci guardiamo per una frazione di secondo: ormai queste scene si ripeteranno sempre più spesso e lo sappiamo, Voldemort ha distrutto con la vita di John Meadowes la possibilità di evitare una vera guerra.
Mi volto e vedo la squadra di Scrimgeour intenta ad analizzare tutte le prove intorno a una scrivania, io mi dirigo verso l'ufficio di Moody, per aggiornarlo sugli sviluppi.
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The Order of the Phoenix
FanfictionSecondo libro della trilogia. Fino a che ci sarà qualcuno che si opporrá al male, l'Ordine continuerà ad esistere e noi non smetteremo di combattere, e risorgeremo dalle ceneri come la Fenice (Silente)
