Capitolo 19: James

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La barriera cede di schianto, fiaccata dai nostri continui incantesimi.
-Avanti Auror! Disponetevi in gruppi di tre e setacciate tutto il parco!  - ordina Dumas.
-Potter! Black! Con me! -abbaia Malocchio.
Ci addentriamo nella foresta di olmi e alberi secolari, che rimane comunque una pallida imitazione della Foresta Proibita della vecchia Hogwarts.
La cosa che mi colpisce di più è il silenzio, che però rende la tensione ancora più palpabile, solo il vento freddo che passa sotto il mantello, gelando la mia pelle, e il verso di qualche uccello notturno che fa da araldo del mattino, fanno sentire la loro voce: la battaglia è finita.
Sirius inciampa in una radice e impreca tra i denti, ha sempre avuto un equilibrio pessimo, è incredibile che lui sia uno dei migliori Pedinatori a nostra disposizione.
-Tra poco sarà l'alba- ringhia Malocchio.
-Non possiamo accendere un Lumos?  -chiede Sirius.
-Se vuoi segnalare la tua posizione al nemico e diventare il bersaglio di ogni maledizione- risponde Malocchio senza nemmeno voltarsi.
Sirius borbotta qualcosa e continua a  camminare, ma dopo pochi passi il mio migliore amico è costretto a una brusca fermata dal mio superiore, che si è bloccato all'improvviso.
-Che succede? -chiedo stupito.
-C'è silenzio- sussurra Malocchio.
Anche i volatili appollaiati sui rami degli alberi tacciono.
-Questo è...
-Troppo silenzio Black, e questo significa una cosa sola- continua Malocchio.
Delle urla di allarme risuonano per il piccolo bosco.
-Che il comitato di accoglienza è arrivato- conclude Malocchio.
In quel momento da dietro gli alberi sbucano delle figure pallide, che strisciano o camminano, sembrano umane, ma i suoni soffoccati e raggelanti che producono rivelano la loro natura: sono maledette creature oscure.
-Cosa sono questi cosi?! -strilla Sirius.
-Inferi Black, qui c'è qualche mago oscuro che conosce il suo mestiere- risponde Moody.
Inferi...come diavolo si fa a fermarli?!
-Stupeficium! -urla Sirius.
Lo schiantesimo ne centra uno in pieno petto e lo manda a sbattere contro un albero, un essere umano sarebbe sicuramente svenuto, ma l'Inferius si rialza come se niente fosse, per riprendere subito a strisciare versi di noi, dalle ferite che ha sulla schiena, causate dall'impatto con la corteccia, non fuoriesce sangue.
Alzo la bacchetta e incominciò a scagliare incantesimi contro ogni cosa che si muove: -Stupeficium! Petrificus totalus! Orchideus! Stupeficium!!
Ma quelle creature terribili si rialzano no e continuano ad avanzare, ne spuntano da ogni direzioni, sono attratte dal rumore della lotta come falene della luce.
In tutto ciò Malocchio è rimasto praticamente immobile e si è limitato a respingere ogni singolo assalto con rapidi colpi di bacchetta, che rimandavano indietro i nemici come se fossero stati scagliati indietro da un elastico.
-Bene, ora è il momento di aprirci una strada, il nemico è vicino- afferma Malocchio dopo aver scagliato gli Inferi che stavamo affrontando io e Sirius con due incantesimi non verbali.
-Osservate e imparate- dice rivolto a noi.
Si para davanti a noi due, punta la bacchetta sul gruppo di Inferi e pronuncia: -Artis tempurus.
Per un momento non succede nulla e sembra che il tempo si sia fermato; poi si scatena letteralmente l'inferno.
Dalla bacchetta di Malocchio iniziano a crearsi fiamme che ci avvolgono come in un anello, ma noi non sentiamo alcun calore, mentre le creature oscure si danno a una fuga precipitosa.
-Fermi là -ordina Malocchio, iniziando a puntare la bacchetta in direzione degli Inferi, che vengono raggiunti inesorabilmente da lingue di fuoco arancioni.
-Potter! Black! Muoviamoci forza! Dobbiamo trovare il mago che ha richiamato questi cosi, il mio istinto mi dice che è molto vicino- abbaia Moody.
Avanziamo avvolti dalle fiamme, senza incontrare alcuna resistenza, fino a che non arriviamo al limitare del bosco, dove gli Inferi, pigiati gli uni sugli altri come dei pesci in un barile, sembrano come bloccati da un muro invisibile.
Malocchio sbuffa e commenta: -Il loro padrone è lì, deve aver ordinato loro di ostacolarci, ma sono troppo spaventati dalle fiamme, non possono né andare avanti né indietro.
-Quindi è la nostra occasione per farli fuori- esulta Sirius.
-Esattamente Black, ma stiamo attenti, potrebbero esserci altre insidie nascoste nell'ombra. VIGILANZA COSTANTE! -afferma Malocchio citando il suo mantra.
Poi le fiamme vengono dirottate verso quegli esseri non morti, il fuoco li avvolge e li consuma in poco tempo.
-Veloci!- ordina Moody.
Usciamo dagli alberi e davanti a noi si staglia un prato, con l'hotel che torreggia davanti a noi, se ci fossero i fulmini e un acquazzone sarebbe uno scenario perfetto per un film horror.
-Ben arrivati- dice una voce che mi sembra di aver sentito prima.
A circa nove metri da noi c'è un uomo calvo vestito elegantemente, avrei capito che si tratta della persona che controlla gli Inferi anche se non ne avesse cinque intorno per proteggersi.
-Gallowey- ringhia Moody.
E immediatamente mi ricordo dell'occasione durante la quale ci siamo incontrati: è lui l'Indicibile che Marlene aveva inquadrato e su cui stava indagando, e probabilmente era anche coinvolto nel suo omicidio. Sento la furia crescere nel mio petto, devo essere io a uccidere questo bastardo, e vendicare la mia compagna.
-TU!! -urlo, prima di lanciarmi in avanti.
-Potter!! Fermati immediatamente! -sbraita il mio superiore.
Non lo sto a sentire.
Devo raggiungere Gallowey e farlo fuori.
Ma qualcuno mi placca da dietro, facendomi cadere in avanti e in quel momento un lampo di luce verde illumina il prato e passa sopra di me, per poi perdersi in mezzo agli alberi.
-Razza di idiota- ringhia Sirius che è sdraiato su di me e mi tiene bloccato a terra.
Mi ha appena salvato la pelle.
Non faccio neanche in tempo a ringraziarlo  che Gallowey ordina:
-Inferi! Uccideteli!
Le creature oscure iniziano a muoversi verso di noi, ma una fiammata proveniente da dietro di noi li intercetta e li incenerisce in pochi secondi.
-Gallowey! Arrenditi! Tra poco arriveranno gli altri Auror! Sei finito! -ordina Malocchio zoppicando verso di noi con la bacchetta alzata.
-Così da finire ad Azkaban dopo essere stato interrogato? Non penso proprio che mi convenga- replica il Mangiamorte.
-Finirai al fresco lo stesso, ti sto proponendo di entrarci senza subire troppi danni- specifica Moody.
-Ancora questa soluzione non mi convince del tutto.
-Stupeficium!
Sono stato rapido ad alzarmi e scagliare mio incantesimo verso il torace del nemico, come mi ha insegnato Moody, ma purtroppo  si infrange sulla barriera del seguace di Voldemort, che si è salvato per un soffio.
-Fossi in voi ragazzi, penserei a salvare il vostro amico, invece di tentare la sorte contro chi è più forte di voi- ghigna il Mangiamorte.
Non capisco cosa voglia dire, ma la sicurezza con cui ha pronunciato quelle parole mi ha messo in allerta.
-Il giovane cacciatore di taglie che è anche un Licantropo- specifica Gallowey.
-Cosa gli hai fatto?! -urla Sirius che ha subito capito a chi si riferisce.
Lui ghigna e fa un cenno della bacchetta, da dietro di lui inizia a lievitare una persona, chiaramente priva di sensi, una manica della giacca strappata, il corpo ricoperto di sangue e il volto reso ancora più pallido dalla tenue luce della luna calante, il viso che per sette anni ho visto addormentato nella mia stanza nel dormitorio di Grifondoro.
-Remus! -grida Sirius con una nota di paura nella voce.
Io non riesco a proferire parola, sono semplicemente troppo scioccato, il sangue che fuoriesce dalle ferite sembra nero, eppure dovrebbe essere rosso...
Che sia colpa del buio? Oppure è un incubo?
-Cosa gli hai fatto bastardo?! -urla Sirius.
-Assolutamente nulla, sono stati i suoi obbiettivi prima e gli Inferi subito dopo a ridurlo così- risponde Gallowey con un ghigno terrificante.
-Gli Inferi che tu comandavi!!
-Effettivamente è così, ma non è ancora morto- dice il Mangiamorte.
A quelle parole Sirius smette di gridare in preda alla rabbia e io sento il mio cuore ricominciare a battere normalmente.
-Non è morto?- chiedo con un sussurro.
-Lascia immediatamente quel ragazzo Gallowey! Veditela con me, se ne hai il coraggio! -sbraita Malocchio.
-Non è certo il coraggio che mi manca Alastor Moody, comunque non me ne faccio niente di un ostaggio, riprendetevi pure il vostro amico!
Con un rapido movimento della sua bacchetta l'ex Indicibile del Ministero fa lievitare il corpo del nostro amico verso di noi, immediatamente mi preparo insieme a Sirius per prenderlo al volo prima che tocchi il terreno.
Remus è a meno di un metro da noi, quasi riesco a sfiorarlo, prima che un raggio di luce viola lo passi da parte a parte.


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