Capitolo 14: Sirius

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La fa semplice Crouch.
-Trovate Gallowey e Lestrange! E fatelo in fretta!
Come se tutti, e con tutti intendo Auror, cacciatori di taglie e Pedinatori non stessero dando loro una caccia se possibile ancora più spietata di quella a Voldemort in persona!
Il vecchio Stevens è quasi isterico ormai, il motivo è che probabilmente non sa più dove cercare, visto che non possiamo entrare nelle abitazioni dei presunti Mangiamorte come Malfoy, protetti più che dalle migliori protezioni magiche che esistano,  dai loro agganci con le alte sfere del Ministero, il padre del vecchio Lucius pare sia amico personale di Caramell, e anche il figlio ha conoscenze importanti derivate dai suoi anni di studio ad Hogwarts.
Davvero una brutta situazione.
Come se non bastasse, da adesso in poi i nomi dei Pedinatori, per prevenire eventuali defezioni, saranno mantenuti segreti e soltanto Crouch sarà a conoscenza delle nostre missioni.
Speriamo che basti.

Un'altra nottata nei bui quartieri di Londra, alla ricerca di dei criminali che probabilmente sono nascosti in qualche villa di campagna isolata, magari a parecchi chilometri da Londra.
-Sirius.
Sento pronunciare il mio nome sottovoce, mi volto per vedere chi mi ha chiamato, con la bacchetta stretta in pugno, ma ben nascosta in una manica.
-Sirius.
Di nuovo la stessa voce, ma non capisco proprio da dove arrivi.
Poi una figura esce da un vicolo laterale, completamente coperta da un lungo impermeabile.
Faccio un balzo all'indietro ed estraggo la bacchetta.
-Calmati Sirius non sono un nemico- dice una voce conosciuta.
La voce è sicuramente maschile, l'uomo non è molto alto, anzi decisamente basso, ed emana un forte odore di tabacco stantio che mi ricorda la puzza della pipa di mio padre.
Un motivo più che sufficiente per non fumare mai.
-Chi sei? -chiedo, tenendo comunque la bacchetta puntata contro di lui.
-Un amico, ti porto alcune informazioni che potrebbero interessarti- dice l'uomo con voce bassa avvicinandosi a me.
L'odore mi prende lo stomaco: è semplicemente nauseante.
-Dimmi- riesco a dire deglutendo.
-C'è un posto a Notturn Alley, nei bassifondi si potrebbe dire, che si chiama "La Palude". Lo conosci? -chiede l'uomo.
Un postaccio dove si trova ogni genere di avanzo di galera: ricettatori, ladri, truffatori e anche assassini, se sa dove cercare, dove si svolgono grandi commerci di veleni, oggetti oscuri o di valore inestimabile. I maghi del Ministero non sono ovviamente bene accetti.
-Si, so cos'è- rispondo sbrigativo.
-Bene, non è un posto per ricchi aristocratici ma si possono trovare ovunque... delle dritte, se si cerca qualcuno- dice l'uomo enigmatico.
-Gallowey? -chiedo di colpo molto più interessato.
-Anche lui si, ma bisogna trovare le persone giuste- continua lui.
-E dove le posso trovare? -domando.
-Ci sono due possibilità per ottenere ciò che vuoi Sirius, o con il denaro, ma per le informazioni che ti interessano non basterà...
-Oppure? -lo incalzo.
-Uno scambio- risponde lui.
Rifletto qualche secondo, poi dico:
-Come posso fidarmi di te? Magari là c'è un gruppo di Mangiamorte che non vede l'ora di farmi la festa.
-Non posso fare nomi, ma posso dirti che mi manda un nostro amico in comune, con cui sono in affari da un po' di tempo, e la sua capacità di infilarsi nei buchi più stretti è davvero degna di un ratto e la sua coda è decisamente liscia.
Capisco immediatamente di chi sta parlando.
-Ma allora...
-Se troverai quello che cerchi ricordati che sarai in debito con me Sirius, e io non dimentico mai chi mi deve un favore- dice lo sconosciuto.
-Il tuo nome? -chiedo.
-I nomi non sono importanti, puoi chiamarmi Beatle se ti fa piacere- risponde lui prima di smaterializzarsi.

Fidarmi di uno sconosciuto venuto fuori da un vicolo della periferia di Londra non è una mossa che Remus troverebbe intelligente, ma è anche vero che Marlene è morta e ormai i Mangiamorte compiono un omicidio al giorno, bisogna rischiare per ottenere qualche risultato.
È questo che mi spinge ad aprire la porta del locale noto come la Palude.
Il primo senso che viene colpito immediatamente è l'olfatto: c'è un odore di fumo talmente forte che quasi non si respira, e adesso capisco perché quell'uomo puzzava tanto di tabacco stantio.
Due uomini completamente coperti da un mantello simile a quello di Beatle, che li farebbe sembrare dei Dissennatori se non fosse per il fatto che non emanano la loro aura gelida e le loro mani non sembrano affatto  putrefazione.
Un gruppo di uomini seduti intorno a un tavolo parla a voce estremamente alta dell'ultimo Vampiro che hanno ucciso, e hanno attirato l'attenzione di gran parte dei clienti.
Mi avvicino al bancone e faccio per ordinare una Burrobirra, ma non appena vedo i bicchieri, in gran parte unti e sporchi, chiedo: -Uno shot di Wisky  Incendiario.
Il barista, un uomo con i capelli lunghi fino a metà collo e con il pizzetto, tira fuori un bicchierino e poi lo riempie fino all'orlo, poi estrae la bacchetta e recita: -Incendio.
Il mio liquore prende subito fuoco.
-Cosa stai cercando? -chiede subito dopo, mentre soffio sul bicchierino per spegnere la fiamma.
-Prego? -chiedo.
-Hai l'aria di uno che non viene qui spesso, quindi ci sono tre opzioni: o vuoi un oggetto che sai di poter trovare qui, oppure cerchi qualcuno da assoldare per fare qualcosa, oppure cerchi informazioni di qualche tipo, anche se...
Mi fissa negli occhi, prima di sussurrare a voce appena udibile:
-Immagino tu stia cercando i Mangiamorte.
Lo guardo stupefatto.
-Non avere quell'aria sorpresa, hai idea di quanti cacciatori di taglie ti abbiano preceduto? -chiede lui leggendo il mio sguardo.
-Cosa hai da offrire in cambio si queste informazioni? -chiede di nuovo il barista.
-Cosa potrebbe interessare a questi gentili signori? -chiedo.
-Di sicuro non denaro, devi portare loro informazioni importanti, dello stesso valore- risponde lui.
-Come i nomi di alcuni Mangiamorte? -chiedo.
L'effetto è immediato e soddisfacente: il barista per poco non fa cadere il bicchiere che stava pulendo con uno straccio si fa di colpo interessato, molto interessato.
-Quanto sono sicure queste informazioni in tuo possesso? -domanda lui.
-Direi molto vicine al cento per cento- replico con un sorriso sornione.
Lui mi guarda qualche secondo, poi mi ordina: -Aspetta qui.
E sparisce all'interno di quello che credo sia il magazzino.
Prendo il mio bicchiere e lo svuoto in un sorso: non così terribile.

Dopo pochi minuti il barista ritorna e dice: -Seguimi.
Vado dietro il bancone e lo seguo in quella che credo essere un magazzino,
mentre invece si rivela un cortile simile a quello del Paiolo Magico.
-Sarà qui a minuti- dice il barista.
-Chi? -chiedo.
Crack.
Estraggo la bacchetta e la punto sul punto da cui è arrivato il rumore: una figura avvolta in quello che sembra un mantello da viaggio è apparsa nel mio campo visivo.
I miei occhi incontrano i suoi, e non riesco a trattenermi: -Tu! Ma...che...
I suoi occhi sono ugualmente spalancati dalla sorpresa.
-Black! Ma che diavolo ci fai tu qui?
-Potrei chiederti la stessa cosa...
Ci metto un po' a pronunciare il suo nome: -Vardy.

The Order of the Phoenix  La tua prossima ossessione. Scoprilo ora