Capitolo 10: Remus

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L'apparizione di Mulciber è uno shock, e in un mondo come questo è molto difficile che qualcosa mi sorprenda.
-Quindi ti sei unito ai Mangiamorte? -chiedo.
Mulciber fa un sorriso raccapricciante, ha una cicatrice sulla guancia che deve essere stata fatta da un incantesimo oscuro.
-Sì Ibrido, l'Oscuro Signore mi ha donato la libertà e uno scopo- risponde lui, prima di tirare su la manica e mostrarci il braccio sinistro: il Marchio Nero.
-Stupeficium! -ringhia James.
Poi succede tutto rapidamente: un uomo compare tra lo schiantesimo e il Mangiamorte, e viene colpito in pieno petto.
-Ah dimenticavo: ora non devo più limitarmi al flagellum, ma ho il piacevole potere di controllare le menti dei Babbani- dice Mulciber con un ghigno feroce.
Si smaterializza e all'interno dell'edificio fanno irruzione, armati di asce, bastoni e coltelli, un gruppo di uomini, chiaramente dei Babbani.
-Sono sotto l'effetto della maledizione imperius! -urla George, un novello appena arrivato da Edimburgo, estraendo la bacchetta, poi si sente uno rumore terribile e sento uno spostamento d'aria a pochi centimetri, da me seguito da un breve grido, e George è a terra a contorcersi per il dolore.
Un Babbano, con un lungo impermeabile grigio e i capelli corti, ha in mano un'arma che riconosco, visto che parecchi cacciatori di taglie ne hanno una: una pistola.
-Expelliarmus- ringhio e l'arma vola via dalla mano dell'aggressore, poi lo pietrifico.
Tutti cacciatori stanno scendendo al piano terra, ma devono stare molto attenti a non uccidere i Babbani, che devo aver avuto ordini molto precisi da Mulciber: sterminate i cacciatori di taglie e distruggete l'edificio, ma ovviamente non era previsto che ci fossero anche James e Sirius, che stanno tentando di aprirsi un varco verso il Mangiamorte, e stanno schiantando decine di Babbani nel tentativo. Io cerco di coprire i miei giovani compagni, molti di loro non hanno mai partecipato a una vera battaglia e non sanno come comportarsi. Uno di loro si è spinto troppo in avanti e subito un gruppo degli uomini gli sono sopra, gli tolgono la bacchetta e cominciano a pugnalarlo, faccio per andare ad aiutarlo, ma devo lanciarmi a lato per evitare una bastonata che probabilmente mi avrebbe fracassato il cranio.
-Avada Kedavra! -ringhia Mulciber, che è sulla porta e ha trasformato alcuni Babbani in uno scudo umano.
Un lampo di luce verde colpisce un altro novello, già quattro di loro sono stati accoltellati o finiti a bastonate, George è immobile in una pozza di sangue.
-Scappate! Smaterializzatevi presto! Andate al Ministero e chiamate rinforzi! -ordino ai novelli.
James intanto ha scagliato uno schiantesimo contro Mulciber, ma un altro dei suoi burattini si è frapposto tra loro, né lui né Sirius  possono rischiare di usare l'avada kedavra.
Intorno a me si sentono diversi rumori di persone che si smaterializzano, mentre io continuo a schiantare tutti gli uomini che ormai sono marionette del nemico, spero solo di non ucciderli.
-Che si fa Moony? -chiede James che è arrivato alla mia destra dopo aver velocemente arretrato insieme a Sirius, che è alla mia sinistra.
Ormai c'è solo una cosa da fare: fuggire, ma non so se riusciremo a farlo senza che qualcuno di noi venga colpito.
Non c'è scelta.
-Sirius! Attiva una barriera! James cerca di rendere più buia possibile la stanza! Aggrappatevi a me- decido.
Sirius senza la minima esitazione alza la bacchetta e recita:
-Repello inimicum.
E una piccola cupola trasparente ci avvolge, sembra un vetro.
-Protego maxima!
E il vetro si ricopre di piccole onde, ora chiunque tenterà di passare attraverso il vetro, finirà male.
-Obscuro! -dice James.
E intorno al nostro piccolo riparo si forma un velo d'ombra. Sento Mulciber ringhiare la sua frustrazione.
-Aggrappatevi a me- ordino.
Sto per smaterializzarmi, quando Mulciber urla: -Ardemonium!

Il giorno prestabilito da Silente arriva dopo quello che mi sembra pochissimo tempo.
L'attacco di Mulciber è stato un disastro: cinque novelli uccisi, ma soprattutto trentanove Babbani morti. In questi due mesi il Ministero e in particolare Caramell, in quanto direttore della sezione per le Catastrofi e gli Incidenti Magici, ha faticato parecchio ad insabbiare la cosa, anche perché i pompieri Babbani non sono ovviamente riusciti a spegnere neanche una scintilla di Ardemonio, ci sono volute tre squadre di Auror per contenere l'incendio a quella sola abitazione e, quando finalmente il Ministro ha dato l'ordine di agire per spegnere l'incendio, erano morti altri ventidue pompieri.
Gli Obliviatori  hanno dovuto modificare parecchie memorie e hanno fatto gli straordinari per un mese.
-Remus...
La voce di Mary mi riscuote dai miei pensieri, siamo a casa sua ed è pronta ad andare, con i capelli legati e una sciarpa rossa avvolta intorno al collo.
Adesso lavora come Tirocinante al San Mungo e le borse nere che ha sotto gli occhi segnalano che anche lei ha avuto parecchio lavoro negli ultimi tempi.
La prendo per mano e ci avviamo verso il camino.
-Prima tu- dice la mia ragazza storica stampandomi un bacio sulle labbra.
Mi metto nel camino e lei mi porge un vaso bianco e blu, afferro una manciata di Polvere Volante e scandisco: -La Testa di Porco!
Ho la sensazione di essere risucchiato in un imbuto, chiudo immediatamente gli occhi per evitare che la cenere mi finisca negli occhi e ho la spiacevole sensazione di cadere, per poi atterrare bruscamente, e dolorosamente, sul pavimento sudicio della Testa di Porco.
Mi alzo in piedi e mi volto verso il camino per afferrare al volo Mary, che mi finisce tra le braccia pochi secondi dopo.
-Grazie amore- sorride lei, dandomi un bacio.
-Certe cose non cambiano mai- commenta una voce conosciuta.
Vedo gli occhi della mia ragazza illuminarsi e prima ancora che mi sia voltato lei si è già precipitata tra le braccia di Alice.
-Finalmente sei uscita da quel dannato ospedale, sempre e solo sesso e lavoro, vero? -chiede la Prewett maliziosa.
Mary le dà una botta sulla spalla.
-Cretina! -dice lei scoppiando a ridere.
Intorno a noi si sentono parecchie risate e riconosco parecchi visi conosciuti: Marlene Mckinnon, ex cacciatore della squadra di Quiddich della nostra Casa, con i capelli sempre ricci e chiari; Benjamin Fennick con una cicatrice sopra l'occhio che si è procurato durante lo scontro alla Villa dei Serpenti; Frank Paciock seduto al fianco di Alice e con la mano stretta nella sua; i due fratelli Prewett maggiori, Gideon e Fabian; Hagrid appostato vicino alla porta a parlare con la professoressa Mcgranit e molti altri.
-L'idea ha avuto un certo successo- commenta una voce tranquilla.
Mi volto e vedo l'amato preside della scuola di Hogwarts: Albus Silente.
-Buongiorno professore- dico subito.
-Buongiorno anche a te Remus, credo sia ora di andare, ormai siamo tutti qui- dice il preside.
Al centro del tavolo c'è  un candelabro arrugginito, che inizia a emanare una leggera luce azzurrina. Parecchie paia di occhi si voltano verso l'oggetto.
-Signori! Si parte per il quartier generale! -annuncia Silente.
Tutti si aggrappano alla Passaporta e pochi secondi mi sento come se fossi stato afferrato con un amo e la prima cosa che vedo subito dopo è la pallida luce del sole.
Mi rialzo in piedi e mi trovo davanti la casa più strana che ho mai visto in vita mia: il piano terra sembrava essere una grande costruzione di pietra, poi devono essere stati aggiunti parecchi piani, alcune stanze fuoriescono dalla costruzione e tutto termina con un tetto rosso dotato di parecchi camini, che buttano fuori sbuffi di fumo bianco, mi stupisco che tutta la costruzione non crolli.
Intorno ai miei compagni che fissano la casa scioccati zampettano parecchie galline e poco lontano c'è un recinto con dei maiali. 
-Ma è stupenda! -commenta Mary.
Intanto Silente sta scrivendo qualcosa su un foglietto bianco e lo passa a Marlene, poi comunica:
-Bruciatelo dopo averlo letto tutti.
Non devo aspettare molto, appena mi arriva in mano leggo:
"LA TANA, QUARTIER GENERALE DELL'ORDINE DELLA FENICE"



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