-Quel maledetto bastardo di Potter! - ringhia Dolohov, mentre la ferita sul suo fianco comincia lentamente a rimarginarsi, sotto le attente cure dell'Elfo Domestico.
-Colpa tua che lo hai affrontato direttamente, lo sai che è uno dei più forti della cerchia di Silente- lo reguardisce Rookwood appoggiato alla parete di fianco al caminetto.
-Sta' zitto Rookwood o giuro che il prossimo Mezzosangue che ammazzerò sarai tu! - abbaia l'uomo dalla faccia storta.
Il diretto interessato sta per rispondere qualcosa di tagliente, probabilmente per gettare ancora sale sulla ferita di Dolohov, ma la porta di spalanca e Lucius Malfoy fa la sua apparizione.
Il suo sguardo metallico si posa sulle quattro persone presenti nella stanza: io, i due Mangiamorte che si fissano in cagnesco e una quarta figura in un angolo, nascosta nell'ombra della sala.
-Padrone! - urla l'Elfo buttandosi a terra.
Lucius lo guarda con sommo disgusto, poi ordina: -Dobby, prepara del tè bianco per mia moglie, ne ha bisogno per riposare e occupati di qualsiasi suo bisogno, e di quelli del bambino.
-Sì mio padrone, Dobby vive per servire la nobile casa dei Malfoy- risponde l'Elfo tremante.
-Molto bene, e poi ricordati di punirti prima di preparare la cena- aggiunge Lucius.
-Sì padrone, preparo la cena anche per gli ospiti? - chiede ancora il servo.
-Naturalmente, ora sparisci!
L'Elfo Domestico si smaterializza con un sonoro crack.
-Bene, ora occuppiamoci di faccende più importanti, l'Oscuro Signore sta per arrivare- dice Lucius con un sorriso mellifluo, dopo essersi seduto sulla sedia alla destra del capotavola.
Anche io mi accomodo al posto che mi spetta, così come tutti gli altri.
La figura incappucciata esce dall'ombra della stanza e fa per sedersi vicino a Lucius, ma inciampa e per poco non finisce a terra.
Rookwood e Dolohov ridacchiano fastidiosamente.
Poi un rumore improvviso porta i miei sensi, un suono quasi impercettibile, ma che mi porta a stringere la bacchetta con forza.
Dalla porta viene scaraventato all'interno un corpo, che si schianta contro la tavola e atterra pesantemente sul duro pavimento di marmo della villa.
I capelli radi e la calvizie rivela l'identità di quell'idiota di Goyle.
Dolohov salta in piedi come una molla e Rookwood si agita sulla sedia, mentre la figura nell'ombra lancia uno strano verso spaventato; Lucius rimane impassibile, mentre io mi preparo alla lotta.
-A quanto pare abbiamo dei problemi con l'ospite - esclama il capofamiglia dei Malfoy.
Dalla porta entra come uno spettro un uomo dai capelli lunghi, con addosso solo un paio di pantaloni e il petto martoriato dai tagli, con una bacchetta nella mano destra e un' altra nella sinistra.
-Caradoc!- esclama una voce simile ad uno squittio.
Conosco molto bene questa voce, e appena la sento una rabbia irrefrenabile mi travolge.
-Peter? - esclama Caradoc, mentre il sangue crea una maschera sul suo volto.
Che ci fa qui quella nullità di Minus,il tirapiedi dei tempi della scuola di quel pallone gonfiato di Potter?
Ma Caradoc fa il collegamento prima di me e urla: -Maledetto traditore!!
Entrambe le bacchette puntano nella sua direzione, ma ad esplodere è il muro della sala da pranzo dei Malfoy.
-Sectumsempra- grido.
Nonostante il membro dell'Ordine sia ferito, evita la maledizione e urla:
-Dove sei Minus?! Ti farò fuori!
Un roditore mi passa a pochi centimetri dalle gambe e si infila dietro un arazzo.
Scaglio un secondo sectumsempra che va a segno, mentre Dolohov e Rookwood attaccano rispettivamente da dietro un'armatura e una colonna.
Patetici.
Lucius invece non fa una piega, nonostante la sua sala stia diventando un campo di battaglia; rimane seduto al suo posto, come se la cosa non lo riguardasse.
Gli incantesimi cozzano gli uni contro gli altri, cambiano direzione e distruggono sedie e ogni parte del lungo tavolo, Caradoc sanguina da diverse ferite copiosamente, ma ancora non siamo riusciti a metterlo al tappeto; ucciderlo sarebbe facile, ma perderemmo una miniera di informazioni sull'Ordine, che noi non abbiamo, come la posizione delle basi e l'identità dei membri.
Una risata gioiosa riecheggia nella sala.
Per un istante tutto si blocca, poi dal braccio di Caradoc, o meglio quello che un tempo era il suo arto destro, inizia a sgorgare un flusso costante di sangue.
Il membro dell'Ordine perde la presa sulla bacchetta del braccio che gli rimane, che rotola ai piedi di un uomo con il mantello nero dei Mangiamorte e una maschera, non argentata e con i tratti di un teschio, ma di una terrificante creatura con le corna.
Appoggia la bacchetta sulla nuca di Caradoc e ordina: -Raccogli la bacchetta Auror, non è nel mio stile uccidere un uomo disarmato.
Vedo il membro dell'Ordine che fa per girarsi, ma il nuovo venuto lo precede: -Crucio.
Caradoc cade a terra e comincia a urlare e a contorcersi come uno scarafaggio, mentre il suo aguzzino gli infligge la maledizione cruciatus sul cranio.
-Basta così O'Connor, o lo farai impazzire- ordina Lucius.
L'uomo chiamato O'Connor alza la testa, sembra quasi rifletterci per qualche secondo, poi risponde: -Non prendo ordini da un damerino con i capelli da puttana.
E con un rapido movimento orizzontale della bacchetta, crea una striscia di liquido argentato, che sembra quasi cominciare a solidificarsi: mai visto nulla di simile.
Con un pigro movimento della bacchetta, Caradoc viene sollevato da terra.
-O'Connor! - urla Lucius tirando fuori la sua bacchetta con l'impugnatura che termina con la testa di una vipera.
La luce argentata attraversa la stanza in pochi secondi, aprendo una lunga crepa nel duro muro di pietra della villa.
Sulla pelle ancora più pallida del viso di Lucius compare una striscia vermiglia, mentre un arazzo cade, tagliato esattamente a metà.
Il corpo decapitato di Caradoc giace sul pavimento in una pozza di sangue.
-Come ho detto non prendo ordini dai damerini- afferma l'uomo con la maschera.
Sono sicuro che Lucius vorrà punire la sua mancanza di rispetto, ma vedo un' ombra di incertezza nei suoi occhi...o forse è paura?
Si sente il rumore tenue di una pausa, mentre una voce fredda commenta: -Magnifico! Uno spettacolo memorabile!
Ci inginocchiamo tutti a terra, mentre l'Oscuro Signore fa la sua apparizione.
Tengo la testa bassa per evitare di incontrare il suo sguardo.
-Sono molto soddisfatto di te, Bill, mio sanguinoso amico, anche se...
Fa una piccola pausa.
-Il prigioniero non era in catene nei sotterranei della tua villa, Lucius?
Non che mi dispiaccia, ma prenderlo vivo non è stato semplice- conclude.
Un rumore segue a queste parole: Nagini si è avvicinata al corpo.
-Sì, mia diletta, presto potrai cenare- dice quasi dolcemente il Signore Oscuro.
-Allora Lucius? L'Oscuro Signore ti ha fatto una domanda - incalza Bill.
Bill O'Connor...Rookwood me ne aveva parlato poco tempo fa, il Mostro che il nostro Signore aveva reclutato ad est, la lista dei suoi crimini comprende decine di omicidi, oltre a molti altri crimini minori, come il contrabbando di merci rare dall'est d'Europa o da ogni parte del mondo. Basta che qualcuno lo paghi.
Un mercenario, in poche parole.
Ma il suo mantello sta ad indicare che l'Oscuro Signore lo deve aver convinto a unirsi alla nostra causa.
Alzo lo sguardo e vedo Lucius tremare di rabbia, mentre alcune gocce di sangue cadono come lacrime dal suo viso, coperto dalla tendina dei suoi capelli argentati.
-Sì, vede mio signore, avevamo in mente di usare su di lui il Veritasierum, ma purtroppo le nostre scorte sono state...rubate, intendevamo aspettare qualche giorno per dare a Severus il tempo di finire...
-So come si prepara la pozione Lucius, e anche che ti sei fatto rubare le scorte in arrivo da quei vermi dell'Ordine, esattamente come a Liverpool. Mi chiedo se gli uomini che trovi valgano davvero qualcosa...
-Mio signore...
-Silenzio! Ora voglio sapere per quale motivo il prigioniero è ai miei piedi senza vita, invece che incatenato e sottoposto alla maledizione cruciatus per strappargli informazioni; so che Bellatrix stessa se ne è occupata, prima di essere richiesta per altre faccende- sibila il nostro Signore.
Dopo una piccola pausa, Lucius risponde: -Il prigioniero è riuscito a fuggire, mio Signore.
Mi azzardo a lanciare uno sguardo all'Oscuro Signore, mentre gli occhi rossi come rubini fissano il suo servo, il più nobile tra noi, con la testa piegata.
-E chi doveva occuparsi di sorvegliare il prigioniero? - domanda il Signore Oscuro, tirando fuori la sua bacchetta di tasso dalla sua veste.
-Ro...Rodrick...mio signore- balbetta Lucius.
L'Oscuro Signore ci osserva uno ad uno, io mantengo fermo lo sguardo mentre i suoi occhi si incontrano con i miei. Ma lo distoglie subito
-Rodrick...credo che sia il caso di far capire a tutti i miei amati seguaci, in particolare coloro che hanno il mio marchio impresso sulla pelle, cosa succede a chi non è in grado di portare a termini anche i compiti più facili...Bill, porta qui il colpevole- ordina.
-Sì, mio signore- risponde O'Connor inchinandosi, per poi lasciare la stanza.
-Lucius, convoca i Mangiamorte, dobbiamo cambiare i nostri piani.
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The Order of the Phoenix
FanfictionSecondo libro della trilogia. Fino a che ci sarà qualcuno che si opporrá al male, l'Ordine continuerà ad esistere e noi non smetteremo di combattere, e risorgeremo dalle ceneri come la Fenice (Silente)
